Like the legend of the phoenix
All ends with beginnings
What keeps the planet spinning (uh)
The force of love beginningDaft Punk – Get Lucky
Era una mattina come le altre. Una mattina di gennaio, l’11 gennaio di un anno partito bene.
I cellulari di un gruppo di amici suonavano a raffica. Come al solito, un evento totalmente superfluo aveva scatenato il gregge, già comunque attivo con i soliti buongiorno privi di senso e gli screenshot delle previsioni meteo della giornata.
Martina aveva rivelato agli amici della chat la sua vera identità. Si chiamava Elvira, in realtà aveva 48 anni e non 26, viveva in località Cipressi, frazione del comune di Scerni in Abruzzo, nel portone accanto a quello dove erano nati “i tre allegri ragazzi morti”, che, per pura coincidenza, venivano così chiamati senza sapere dell’esistenza del noto gruppo indie-rock.
I tre, invero, in paese venivano riconosciuti con tale etichetta per un motivo totalmente vero e infausto: erano davvero morti durante una festa e il cognome di famiglia era proprio Allegri.
Tuttavia, la vera scoperta non era dovuta a questo fatto, ma proprio alla rivelazione di Elvira, che fino ad allora, nella chat, aveva pure avuto una tresca digital-sessuale con Vladimiro, un ventenne butterato e rosso di capelli, nato a Philadelphia, in Calabria. La storia di Vladimiro e Martina era una delle colonne portanti di quel gruppo, retto principalmente da inciuci e dicerie, soprattutto perché i due, che dicevano di scopare in gran segreto, in realtà non s’erano mai incontrati.
La scoperta che Elvira avesse, in realtà, 48 anni aveva perciò creato tumulti e sconvolgimenti tali da richiamare l’attenzione de La Vista in Diretta, il noto programma d’inchiesta di Rai-Squalo, subito pronto a sporcarsi le mani con la feccia generata nell’intimo delle comunità paesane.
Si era così scoperto, grazie al programma e al suo inviato, Peppe Incoccia, che la donna, ormai prossima alla menopausa, aveva finto una gravidanza. Tuttavia, il buon Vladimiro, sommerso dagli auguri, aveva rivelato ai microfoni della Squalo TV la verità:
«Non ho mai messo incinta nessuna donna, ragazza o realtà virtuale con cui ho condiviso una sega».
Da qui era scaturita un’inchiesta, colorita da battute sui tucani e sulla grande dimensione del proprio becco, che aveva finito per portare alla luce l’amara verità: Martina non era mai esistita. Vladimiro si faceva le seghe su una vecchia foto di Elvira, scattata alla comunione di sua cugina Vanessa e inviata alla chat e al tipo senza troppo impegno, prima che i due approfondissero la conoscenza.
Eh sì, perché una delle cose che alimentano questi gruppi, invero, è proprio la totale mancanza di verità sulla propria condizione personale. Un gruppo nato per vivere e morire online non ha bisogno della verità: si sorregge su pseudo-verità, su un miscuglio di realtà e proiezioni di sé esasperate, costruite per simulare un’esistenza che, alla fine, sfiora il surreale.
Così, Elvira/Martina e Vladimiro sono una coppia sessualmente attiva che si incontra a casa del cognato di lei, Arturo, a metà strada tra Philadelphia e Cipressi. Proprio lì, Peppe Incoccia, fiutata la storia, aveva beccato Arturo, pure lui membro della chat, a letto con Simona, la moglie di Francesco, lo chef rimasto senza fornelli a causa della crisi dei ristoranti di quart’ordine, generata da programmi come Cucine da incubo, che tendono a rivelare al mondo la monnezza che mangiamo e paghiamo come oro nelle piccole osterie fuori porta.
Dallas, questo il nome del gruppo, si era ormai scandalizzato e quella mattina, sì, proprio quella mattina dell’11 gennaio, discuteva, subito dopo la rassegna meteo, della tresca tra Elvira e Vladimiro, ma pure di quella tra Arturo e Simona, che di solito non erano molto attivi nella chat, ma che, evidentemente, avevano preferito la materialità alla virtualità.




