Storie come amici perduti
Che cambiano strada se li saluti
Storie che non fanno rumore
Come una stanza chiusa a chiave
Storie che non hanno futuroRiccardo Fogli – Storie di tutti i giorni
Questa mattina la nostra Assunta ci ha presentato Denise, una ragazza che frequenta da anni e che, come lei, fa parte della bellosfera delle italiane che lavorano all’estero, ma hanno posizioni di lavoro invidiabili grazie al bell’aspetto e a un marito facoltoso.
Prima di lavorare anche lei ad Atlanta, faceva la segretaria in una piccola azienda di calcestruzzo catanese con sede a Catanzaro.
Ha fatto il suo ingresso in società nel più classico dei modi, e cioè grazie a un’offerta che non si può rifiutare, inviata, anzi, spedita con viaggio di sola andata mediante cannolo alla ricotta.
Lo sconosciuto benefattore, chiamato con l’enigmatico e diffuso nomignolo Totò, ma per tutti più semplicemente Spadduzza, è il classico amico che tutti noi del Sud, alla fine, ci ritroviamo sempre, pur rinnegandolo.
Nel caso di Denise, la fortuna è pure doppia, perché caso vuole che Spadduzza sia pure suo zio.
Denise ha un grande difetto: quando parla, o meglio, quando spedisce i suoi vocali, si lancia in una sequela di incisi e mugolii di indecisione che fanno risuonare ogni suo messaggio come un porno particolarmente noioso, registrato tra le frasche della marina di Catanzaro.
È talmente noiosa che, nell’immaginarmi il contesto dei suoi messaggi, al posto dell’idraulico nei suoi porno suona sempre il testimone di Geova.
E lì la libido passa da bassa a clausura.
Eppure, le sue foto fanno sempre pensare a tutt’altro.
Tuttavia, è talmente noiosa che, alla fine, pure i Testimoni di Geova, piuttosto che venire, ma in pace, se ne vanno annoiati.



