Il partito (democratico?) che vince sempre

Fausto Raciti e Mila Spicola trattengono a stento la gioia del momento

«Prego, vuol ballare con me?»

«Grazie, preferisco di no. Non ballo il tango col casquè, perciò…

grazie,prego, grazie, scusi, tornerò»

Grazie Prego Scusi (Adriano Celentano)

Il partito dei due euro “a piacé”, quello che non ricorda mai ai suoi tesserati che il contributo per le primarie non è obbligatorio (articolo 10 comma 4 del regolamento), ma volontario, ieri, ha sancito l’ennesima vittoria delle primarie.

Vuoldireniente!

Con 79mila votanti, quasi la metà rispetto alle ultime consultazioni a gettone, l’apparato vincente, che varia a seconda del candidato da sconfiggere, ha eletto Fausto Raciti quale nuovo mentore della gioventù che cambia verso (cit.).

La notizia potrebbe anche essere importante. Tuttavia, l’unico fatto veramente degno di nota è la conclusione di una tormentata e infinita stagione fatta di montaggi e smontaggi di gazebo e polemiche.

Ma qui lo dico e qui lo nego: forse…

Infatti, l’aria è triste, come a conclusione di una festa di paese a fine stagione estiva. Insomma, a dire la verità, è piuttosto la conferma di un risultato scontato. Dove, al di là del risultato, è importante il consumo di spumante da 2 euro per tappo. Invero, a questo punto si stappa tanto per festeggiare, ma tutti insieme, come sempre, appassionatamente!

È la festa della primarie!

Quella appena trascorsa è stata una folle notte di intensi abbracci ed affettuose pacche sulle spalle. Una di quelle indimenticabili e che servono a rispolverare anime e forfora dei partecipanti.

Le primarie sono sempre un po’ così. 

È così è stata pure la notte dei comitati pro Fausto che, se ci aggiungete un “in” prima del suo nome, apparirebbe pure come una sentenza (questo passaggio mi fa venire in mente un altro in-Fausto: Bertinotti).

Teatro dell’evento, la segreteria regionale del Partito Democratico, sì, proprio quella di via Bentivegna, che fino a poche ore prima era la reggenza della “tirannide” quinquennale dell’apparato che sosteneva il Lupo (Giuseppe). È proprio lì che si è consumata questa tragicomica vittoria.

Eh già. Perché tra i vincenti di oggi intravedo buona parte dei vincenti di ieri. Insomma, un apparato che si rimodula, si smonta e si rimonta. È forse questa la vera conquista del “PD”?

Per non dimenticare un’altra fondamentale conquista. Ovunque, infatti, leggo dell’altra sottovalutata vittoria: quella della democrazia!!! Un trionfo! Soprattutto a Enna, dove ancora si è registrato un numero di votanti superiore di ben cinque volte a quello della città di Palermo. Voi direte: vabbè, ma che c’entra? Se a Enna ci sono più sostenitori, ci sono più votanti.

Si, infatti, è vero…

Intanto a Palermo…

Ma proprio a Palermo, persino Orlando, non il personaggio di una rappresentazione di Cuticchio, ma lui, Leoluca il sindaco per sempre, che con le primarie ha un rapporto del tutto personale, data l’incontestabile vittoria, è uscito dal campo, per una volta, senza portarsi via il pallone.

Tuttavia, per dovere di cronaca e di gossip, è giusto precisare che Luca, nel sottolineare il vuoto cosmico del seggio da lui presidiato, quello di piazza Don Bosco, ha tenuto a ringraziare i volontari che, vista la pochezza dei votanti e, a quanto pare, il poco da fare, hanno occupato il proprio tempo libero riempiendogli la giornata con la loro simpatia e persino con la richiesta di qualche foto ricordo..

Insomma, il solito Luca.

Invece a Messina…

Messina, come di certo sapete, negli ultimi anni è la capitale del regno dei gazebo. Dalla città che ci congiunge all’Italia sono arrivati i più grandi successi della storia delle primarie. Francantonio Genovese su tutti. È quindi, pure a questa tornata, non poteva andare diversamente.

Nel capoluogo peloritano, invero, si sono espressi circa 15 mila elettori in meno rispetto al solito, segno che i tempi passano per tutti. Ad ogni modo, però, Genovese e “Rinaldi in campo” (Franco per tutti), già sostenitori di Lupo, conquistano, in controtendenza, la piazza con qualche punto percentuale di vantaggio.

E quindi comu finiu?

Sciocchezze a parte, da oggi Fausto Raciti è il segretario di tutti, sconfitti e non. Il segretario giovane è davvero giovane, ma, soprattutto, non è rottamabile per i prossimi cinque anni, salvo incentivi.

Fausto c’è e il partito pure! Concediamogli il tempo necessario. Sempre che, come spesso accade, non torni di moda il vintage. Allora sì che sarebbero cazzi.

E quindi abbasso il baratto!

Nota a margine

Citando il nostro grande Segretario, questa notte ho appreso quanto sia facile, in Sicilia, dipingere sui soffitti i gattopardi piuttosto che smacchiare giaguari.

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Willy
Willy

Ciao, mi presento, sono William, William Galt, un essere umano semplice, un incapace e da questo momento in poi vi racconterò alcune cose attraverso questo spazio.

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