Diario S4 G3. Alla felicità manca sempre qualcosa

Diario S4 G3. Alla felicità manca sempre qualcosa

Al raggiungimento della felicità manca sempre qualcosa. Il tempo, l’ansia, l’emotività quanto ci allontanano da essa?

Tempo, tempo comunque vadano le cose lui passa
E se ne frega se qualcuno in ritardo
Puoi chiamarlo bastardo ma intanto già andato
E fino adesso niente lo ha mai fermato
E tutt’al più forse lo hai misurato
(Jovanotti – Non m’annoio)

nonno felicitàAlla felicità manca sempre qualcosa, ad esempio il tempo. Il tempo è anche una questione di percezione, soprattutto per gli emotivi. Gli emotivi o ansiosi percepiscono l’attesa di una risposta come un dramma. Vedono il mondo come una continua rincorsa verso il tempo e non riescono ad essere felici mentre aspettano. L’attesa si trasforma in un dramma persino nei venti minuti utili affinché si cucini una porzione di lasagne alla bolognese.

Dunque non si può essere felici quando non si ha il piacere del passare del tempo, quando non si ha voglia di aspettare che arrivi il momento, quando lo si rincorre pensando di poterlo un giorno sopraffare.

E se c’è qualcuno che non ha più tempo quello è l’anziano, come quelli seduti sulle panchine del parco o ai tavoli dei bar. Ogni giorno s’interrogano sugli assenti, una routine costante fino alla scomparsa di ognuno di loro. Forse per questo dagli anziani ereditiamo sempre gli orologi.

Eppure, una delle persone più felici che io ricordi, era proprio mio Nonno. Sorrideva sempre. Non ho ricordi di mio Nonno triste. Con l’avanzare dell’età aveva sconfitto la mancanza di tempo e lo dimostrava ogni giorno.

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