Diario di un disoccupato. Giorno 34. Ma è Accarne?

Diario di un disoccupato. Giorno 34. Ma è Accarne?

Accarne o Abburro è la tradizionale arancina. Se non sapete però la differenza tra calzone e  spitino, che campate a fare?

“Torna al tuo paese, sei diverso!” – Impossibile, vengo dall’universo, la rotta ho perso, che vuoi che ti dica, tu sei nato qui perché qui ti ha partorito una fica.
(Caparezza – Vengo dalla Luna)

accarneOgni tanto per sperimentare cose nuove, scelleratamente, cambio il bar della colazione.

Stamattina, ad esempio, mi trovavo in centro nei pressi della stazione centrale, quando all’improvviso entrò un ragazzo sulla trentina e con l’aria decisamente spaesata.

Probabilmente non stava bene, si vedeva, inoltre l’abbigliamento da “fighetto” in trasferta che non trasmetteva normalità.

Vestito come il più classico dei “guappi”: giubottino a jeans di quelli col pelo, camicia bianca, maglioncino annodato ai fianchi e jeans bianco che finiva stretto sul finto mocassino Hogan. Aveva l’occhio smarrito che minacciava aggressività repressa e la tradizionale fronte alta da precoce stempiatura, inevitabilmente sudata, data la giornata tipicamente estiva e quell’abbigliamento così invernale. Tra me e me pensai pure dovesse andare in bagno tant’era stordito, quasi sul punto di svenire.

Ci volle un po’ e sinceratosi di trovarsi sul serio all’interno di un bar, si avvicinò con fare da cowboy al bancone della tavola calda. Dopo una veloce rassegna dei prodotti puntò il dito con fare da pistolero che gli si addiceva (vuoldireniente), indicando uno dei pezzi di rosticceria sui vassoio.

Incrociando lo sguardo del banconista cavallo, è impossibile stare tutte quelle ore in piedi se alla base non ci sono degli zoccoli a sostenerti, chiese: la chiedo scusa: chi cos’è chistu?”

Il “picciotto ru bar” con aria infastidita, rivolgendomi lo sguardo in segno di solidarietà, rispose prontamente: “chistu è un carzone”.

Simpatizzai per l’uomo cavallo, anche a me parve un “carzone”, anzi, senza ombra di dubbio era proprio un “carzone”. Ma al cowboy non fu chiaro e domandò ancora: “Ah. ‘Ncaa percione cc’è carne i rintra?”

‘U Picciotto ru bar, pronto a mollargli una testata, rispose ancora: “Noone! C’è prosciutto e mozzarella”.

Il cliente a questo punto soddisfatto, si volle levare l’ultimo dubbio: “Ah ok. Va bene allora. Nooo, ‘u sapi picchì? io per carne intendo piselli, carote…”.

Cavallo a quel punto non lo degnò neppure di uno sguardo.

Amico mio, capisco pure che scendi dalla via libertà di qualche malo paese; Ma che cazzo, il calzone prosciutto e mozzarella lo conoscono tutti. E’ internazionale, come gli spaghetti, il mandolino e il caffè. Che minchia di domande fai?

E poi che vuol dire che per carne intendi: piselli e carote? Non ti piace il ragù! ‘Nzignatillu! 

Scendi dalla palma e sbloccati. Se non vuoi continua pure a fare le tue colazioni con succo di pera e fette biscottate, senza disturbare i banconisti cavallo.

Cu stu cavuru!

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