Diario di un disoccupato. Giorno 37. Scusate il ritardo

Diario di un disoccupato. Giorno 37. Scusate il ritardo

La ricerca di me mi occupa tanto tempo. Scusatemi per il ritardo nella pubblicazione del diario di un disoccupato.

I’ve been holding out so long
I’ve been sleeping all alone
Lord I miss you
I’ve been hanging on the phone
I’ve been sleeping all alone
I want to kiss you (Rolling Stones – Miss you)

william-mah - ritardoGiuro che da oggi recupero il ritardo sulle pubblicazioni del diario. Sono stato un po’ indaffarato, la solita ricerca di me stesso. Ovviamente ancora non ho trovato nulla. Sembra che la mia identità fugga di continuo da me.

Ho capito non c’ho più neppure un Io, sono passato dal noi, al voi. Ormai mi do del “vossia” pure nei pensieri.

“Vossia un s’ave a preoccupare, prima o poi ritorna puru la cuscenza vostra.”

Il ritorno a me stesso però non è soltanto una speranza, è la necessità di ricominciare a vivere avendo un obiettivo tangibile. La disoccupazione ti toglie tutto, persino la motivazione di vivere. Tante volte leggo di persone che si tolgono la vita, tutto questo ci fa orrore, ma la disoccupazione è anche questo, ci si disimpegna ad occuparsi persino di se stessi. Ecco se dovessi definire la disoccupazione direi con certezza che il primo passo verso la perdita dell’Io.

Questa è una società che non da chance ai cercatori dell’Io, stiamo uscendo tutti fuori di testa, un po’ come l’America dei cercatori d’oro. Per costituzione nazionale siamo una repubblica fondata sul lavoro, nella realtà, siamo una nazione fondata sulla ricerca del lavoro. Ecco agli italiani andrebbe dato un titolo accademico “honoris causa”: ” ricercatore abituale di lavoro”.

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