Diario di un disoccupato. Giorno 35. La Calabria a bordo di uno sconosciuto

Diario di un disoccupato. Giorno 35. La Calabria a bordo di uno sconosciuto

Nel 2000 ti poteva capitare di chattare con uno sconosciuto della Calabria, che poi si rivelava migliore di tanti amici che avevi a casa

You’re out of luck
And the reason that you had to care
The traffic is stuck
And you’re not moving anywhere
You thought you’d found a friend
To take you out of this place
Someone you could lend a hand
In return for grace (U2 – Beautiful Day)

maschere-calabriaOggi vi racconto una pagina del mio passato che, limitatamente ai fatti, rimpiango tantissimo. Non userò nomi di fantasia e non celerò i luoghi, spero anzi, che questo post arrivi ai destinatari che avrei tanto piacere a rivedere.

C’è stato un periodo in cui, grazie alle chat, si potevano incontrare persone assolutamente sconosciute con le quali si parlava per anni ogni giorno. Non c’erano ancora i social, almeno non per come li conosciamo adesso, le web cam erano per pochi, i cellulari servivano solo per chiamare ed i profili degli utenti web, con tutti i dati personali reali, erano soltanto nella fantasia dei profiler pubblicitari. Però era lo stesso tutto molto divertente.

La gente non indossava maschere per celare la propria identità, bastava un nickname a rendere “vero” un interlocutore. Fu così che tra il ’97 ed il 2001 conobbi diverse persone con le quali condividevo la quotidianità. Di alcune non seppi mai il vero nome, di altre si, con altre sono ancora in contatto grazie a Facebook. Il mio mondo si chiamava Yahoo Messenger e la ritengo ancora oggi la comunità virtuale migliore che abbia mai sperimentato.

Era il 2001, uscivo da una storia con una tizia che aveva annullato qualsiasi mia voglia di approcciarmi al genere femminile. Per poco chiaramente. Avevo tanta voglia di fare un viaggio per dimenticare quella esperienza. Partii dunque con una coppia di “amici” che, una volta arrivati a destinazione però, a Salerno, decisero di lasciarmi alle 5 di notte per strada senza un posto dove dormire. S’ erano organizzati un weekend a casa di lei senza avere la cortesia di avvisarmi. Gentili eh?

Incazzato come una faina decisi di lasciarli alla loro avventura da stronzi e presi la strada del ritorno. Ero alla guida della mia Toyota Corolla, una stupenda berlina giapponese che ancora rimpiango. In quel periodo amavo moltissimo guidare e non mi risparmiavo lunghissime tratte per le finte autostrade italiane.

Ad un tratto, prima di raggiungere la Calabria, mi venne in mente di fare una follia che si rivelo migliore della precedente. Avevo il numero di telefono di tale “Blino”, alias Francesco, conosciuto appunto su Yahoo. Mi stava molto simpatico Blino, ci chattavo spesso e più volte m’aveva invitato a fargli visita per incontrarci. Come diciamo a Palermo: “palora ca si rice”. Beh, in quel momento invece lo presi sul serio in “palora”.

Lo chiamai e gli dissi che stavo per passare dalle sue parti. Fu felice di quella telefonata e fissammo un appuntamento ad Amantea, la sua città.

Arrivai qualche ora dopo, stanco morto. Era la tappa di ritorno senza mai chiudere occhio. Tra la rabbia per quello che mi avevano combinato e la curiosità di questo tuffo nell’ignoto. 1000/1200 km in 24 ore senza dormire. Unica pausa, oltre alla mezza notte in un hotel sperduto dell’arenella salernitana, che mi costò pure 100mila lire, quella per mangiare un panino con salame piccante e ‘nduja presso una autogrill. E in Calabria la cosa meno piccante che hanno è l’acqua.

Francesco fu molto simpatico, ci facemmo un bel giro per la cittadina, un breve passaggio da casa sua e mi fece vedere lo splendido mare di Amantea. Fu una giornata incredibile, tant’è che accettai il suo invito a pernottare per qualche giorno.

Con mio enorme stupore mi mise a disposizione una casa di sua proprietà, una di quelle che usi per i parenti che vengono a farti visita. Confortevole e generosa come mai avrei potuto immaginare.

Conobbi la sua famiglia e poi andammo in giro per i locali. Provai tutte le cose piccanti che producono in Calabria, limandomi per sempre le papille gustative. Ma fu una di quelle scottature piacevoli che ti restano per l’eternità.

Di Francesco ho pochissimi altri ricordi, tra questi il fatto suonava in un gruppo. Una di quelle sere infatti ci ritrovammo in una splendida villa a cantare gli U2 con i suoi amici.

Quei tre giorni ad Amantea mi aiutarono tanto, scopersi la sincerità di un amico sconosciuto e mi aiutarono a dimenticare quella pazza della mia ex. Ancora oggi di tanto in tanto ripenso a quel breve viaggio e me lo gusto facendolo rivivere sulle note di “Beautiful Day”.

Mi piacerebbe tantissimo rivedere Francesco, Blino, chissà se mai leggerà le pagine di questo diario e se ricorderà quelle serate in mia compagnia.

A presto amico mio.

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