Fidel Castro compie 90 anni. A Cuba si festeggia. Il mondo lo omaggia. Resta ancora un mistero: è vivo sul serio?

Limonero…ay limón limonero
A tu vera le dijo un mocito
Falso y embustero
Como a nadie en el mundo he querio
Serrana te quiero
Ten piedad de mi
Calma mi dolor
Ay limón limonero
Limonero mío de mi corazón (Nilla Pizzi – Limon Limonero)

Tra un comunicato e l’altro Fidel Castro compie 90 anni. Ma il mondo si chiede se realmente sia ancora in vita.

90anni-fidel-castroLo avevo dato per spacciato anch’io già un paio di anni fa (l’ultimo desiderio di Fidel), quando, l’ennesima lunga sparizione, aveva convinto il mondo che fosse effettivamente morto per l’ultima volta.

Ma Fidel, ancora, con una grande lezione di immortalità da far impallidire ogni novello Gesoux, oggi ha compiuto il suo novantesimo compleanno da presunto in vita e non ci resta che raccontarlo.

Il comandante cubano ha trascorso 60 dei suoi novant’anni alla guida del paese, mentre il paese ne passava 30 dei 60 a smentire la sua morte. Castro è l’uomo dell’epitaffio, il campione del mondo dei “coccodrilli” e dei necrologi, il simbolo dell’immortalità dell’uomo che ha strappato il podio di indefettibile al nostro Giulio Andreotti.

Il Giorgio Libassi dell’Avana dunque, ancora vivo o tenuto ancora in vita, avveniristico hipster, con la sua tuta d’ordinanza blu, l’occhialino asincrono e la barbetta incolta, diventa il più longevo comunista dichiarato del nostro tempo.

A Cuba si festeggia e, tra un morso di fame e l’altro, Josè Castelar ha utilizzato più di 80 Kg di foglie di tabacco secco per realizzare un sigaro di 90 metri quale omaggio ai 90 anni dell’ex Presidente.

Tanti altri amici in queste ore hanno voluto omaggiare il “Lìder”, tra questi, Vladimir Putin che ha inviato un sentito telegramma. Sì, un telegramma, avete capito bene, lo scrive l’ansa. Evidentemente il codice morse è andato in disuso anche laggiù.

Al 18° di Sullivan potei finalmente documentare la scarpa da fusball, meglio conosciuta come scarpa da calcetto ma indossata ad eventi glam

Do you remember when,
Things were really hummin’,
Yeaaaah, let’s twist again,
Twistin’ time is here! (Chubby Checker – Let’s twist again)

La scarpa da fusball ad un matrimonio
La scarpa da fusball ad un matrimonio

Diciamocelo: sappiamo entrambi benissimo quanto il “ciané” ami la tecnologia e l’abbigliamento sportivo, ne abbiamo parlato tantissime volte, per questo un pezzo come questo non poteva saltare.

Quella che sto per riportarvi è una storia legata ad un particolare evento che si verificò nel mese di febbraio del 2008: il 18° compleanno di mia sorella la piccola.

Devo ringraziare il tizio che venne indossando la scarpa da “fusball”, meglio conosciuta come scarpa da calcetto o da calcio, perché mi diede l’opportunità di poter documentare per la prima volta l’evento. Un po’ come gli scienziati quando vogliono provare le proprie teorie.

La scarpa da “Fusball” è calzatura sportiva per tutte le occasioni. Matrimoni compresi.
Venne introdotta come indumento da tascio verso gli anni novanta, quando nei mercatini arrivano i primi cloni delle più famose marche. Fu cult per i ragazzi di borgata.

Adulti o ragazzi non facevano differenza; davanti al bivio della scelta e con pochi soldi in tasca, dovevano rimediare la calzatura della stagione. Ma tra la scarpa da tennis o il mocassino da usare “tutti i giorni” come poteva scegliere un “uomo”? L’acquisto doveva rivelarsi una soluzione comoda per tutta l’annata. Sportiva per la scuola, per il lavoro, elegante per le situazioni importanti, coi tacchetti per giocare a calcio.

Nacque allora la necessità di trovare una via di mezzo, che andasse bene per ogni occasione. Fu così che si decise per la mitica scarpetta bicolore; “elegante” (ce l’aveva pure Zola), sobria quanto bastava, sportiva, sempre alla moda e col cuoio (foirse) che copriva gli odori.

Per scrivere questo post ho dovuto aspettare 28 anni, insomma ho dedicato una vita in favore della ricerca, quella vera. Mutare le proprie teorie, sentito dire, leggende in realtà è quello che ci spinge a fare questo “lavoro”. Orgoglioso dunque come uno scienziato che analizza gli accoppiamenti delle piattole, vi presento la scarpa da fusball.

twist-and-fusballPalermo, anno del Signore 2008, festa del 18° compleanno di Sullivan, penultima della specie Galt.

Location dell’evento più glamour dell’Arenella, quella che allora era conosciuta come la discoteca “Kandisky Florio”, anzi “discotaca” per sentirci meglio integrati nel gruppo.

Sullivan all’epoca era “toca-accollativa-troppodieci”, la “figa” della sua classe, il cavallo vincente dell’alberghiero che frequentava, dunque non poteva permettersi di non festeggiare il proprio diciottesimo in un locale alla moda.

Ospiti della serata i compagni di classe e qualche amico immaginario. L’alberghiero, scuola alternativa, allo studio, per appassionati di cucina e per appassionati del “non fare niente” ma pigliati un diploma, ha da sempre sfornato allievi per le mie rubriche e per le feste di mia sorella. Me li ricordo ancora come se fosse ieri, c’erano tutte le tipologie di giovani palermitani: dai cagnoli ai fighetti, dagli aspiranti tronisti di Maria De Filippi fino ai brufolosi figli di Papà. Insomma proprio tutti.

Ma torniamo alla festa.

Quando dicevo che c’erano “proprio tutti” intendevo letteralmente tutti. Come usanza vuole in questi casi infatti, ai compleanni vengono convocati tutti quelli che si conoscono. Mai fare disparità. Sullivan dunque si era data da fare radunando qualsiasi persona di età non superiore ai 50anni e/o compagno d’istituto che si trovasse a passare davanti la porta della classe. Occasionali compresi.

L’arrivo degli ospiti è previsto per le 21. Io sono già in sede accompagnato da tutta la famiglia. Effettuati i classici rituali da festa; consegna torta e spumante ai camerieri per metterli in frigo, ci piazziamo davanti la porta del locale in attesa d’accogliere gli invitati. Qualcosa di simile ad un matrimonio, quando tutti i parenti si piazzano all’entrata della chiesa per “curtigghiare” sui vestiti dei parenti fingendo emozione per la loro presenza.

Pochi minuti dopo cominciò la sfilata: passarono tutti sotto le grinfie affettuose di mia sorella. Tra un “ciaooooooo”, “ mi che sai elagante” (non sono errori di battitura), un abbraccio con bacio, scroscio e riposizionamento d’attesa. Insomma tutto andava come nel più classico dei compleanni noiosi da neo maggiorenni.

Mi continuavano a sfilare davanti decine di persone sconosciute, tutte vestite in modo alternativo alla sobrietà; ragazzine “acciurate”, ragazzine “cu culu i fuora”, ometti ed omoni “chini ri puntini”… e così via.

Dovete sapere che è usanza tra i grezzi di sesso maschile di età compresa tra i 15 e 30 anni, andare davanti alla scuole superiori ad abbordare fanciulle. Capita a molti Papà la jattura di ritrovarsi le figlie “zitate” con un personaggio dai capelli gellati e di imprecisata età. Coppie che scopri per caso, magari vedendole sfrecciare in sella ad uno scooter senza frecce o affiancate all’interno di una Fiat Punto con impianto stereo da concerto rock.

Vi lascio immaginare quindi quante coppie si presentarono con lo schema maschio 30enne donna 15enne, assai improbabile persino per le leggi italiane.

scarpadafusball
La prima testimonianza ufficiale

Stavo per addormentarmi quando all’improvviso restai folgorato da una nuova coppia. Lui esemplare puro di maschio grezzo: corporatura grissino panificio, braccia e gambe tubolari, capello scolpito, piatto e liscio col gel solidificato sulla fronte, riga al centro. Indosso una felpa bianca “Made in Cina” e un jeans blu “Morrison”, gli unici jeans larghi “mezza botte” alla vita e “passero” sulle gambe. Al piede la mitica scarpa da “fusball”, nera a strisce bianche, tacchetto basso e di marca sconosciuta. Lei era normale, una figlia di Papà caduta nella rete.

Ma Lui era lì, davanti a me, non ci potevo credere. Finalmente.

Lei si allontana per qualche minuto per salutare le compagne. Lui, con il passo felpato entra in sala, non viene considerato da nessuno dei presenti. Era tutto per me, lo guardavo innamorato.
Prendo la macchina fotografica, è un attimo, finalmente avevo la prova. La scarpa da “fusball” non era più una leggenda metropolitana.

P.s. Non è stato facile riprendere questo post scritto circa otto anni fa. Però era giusto che stesse all’interno di questo diario. Se mai dovesse capitare un esemplare anche ad una vostra “festa”, inviatemi una foto.

Scorpion, una serie televisiva ispirata alla storia vera del nerd Walter O’Brien. In arrivo anche in Italia la seconda stagione

Guardo a television, so’ tutt’ ugual
sti programm aro’ se chiagne, pur se mor’ a zanzara
na’ città che sta incazzat, ch’ha chiappat mazzat
o’sang e San Gennaro a stu gir’ s’è ghiacciat! (Mamm’ e che fridd!!!) (Clementino – Cos Cos Cos)

Scorpion O'Brien Vero
Walter O’Brien nella realtà

Scorpion è una serie tv prodotta dalla CBS su un’idea di Nick Santora e si ispira alla storia vera di Walter O’Brien che, curiosamente, ne è anche produttore. E’ già questa cosa da un po’ il senso del prodotto; raccontare una storia ispirata facendola pagare dalla musa.

Scorpion è la classica serie tv americana, dove una squadra di consulenti con il potere di un quoziente intellettivo superiore alla media, mette a disposizione le proprie capacità per risolvere questioni di sicurezza nazionale con più abilità delle forze militari sul campo.

Elyes_Gabel O'Brien Fasano
Elyes Gabel che è O’Brien nella serie

Il meccanismo funziona ed è rodatissimo, ma in taluni casi in questa produzione da un po’ fastidio. Il protagonista, appunto Walter O’Brien, interpretato da un antipaticissimo Elyes Gabel, infatti, oltre a ripetere troppo spesso di avere un QI superiore a quello di Einstein è raccontato al limite dell’eroismo e della umana capacità di scontrarsi con la paura.

Elementi che accomunano molte serie tv di consulenti della polizia, per carità, ma che in una serie che racconta una storia vera cozza un po’ con l’effetto credibilità del personaggio stesso. Insomma si ha sempre la sensazione che si stia guardando un documentario dove Superman è esistito sul serio, è davanti a voi e ve lo fa pure pesare di essere un supereroe.

scorpion-galtIn sostanza in questa serie si fa fatica ad entrare in empatia col protagonista principale e la cosa è assai strana. A differenza invece del resto della squadra Scoprion che riesce a provocare nel telespettatore tutte quelle emozioni che ti rendono piacevole la visione del programma.

Devo dire la verità, questa cosa rompe un po’ i coglioni nel corso delle 22 puntate. Comunque sono andato fino in fondo ed ho appena finito la prima stagione. La prossima è stata già prodotta e in Italia andrà in onda a partire dal 14 settembre su Rai4.

In definitiva è una serie eccessivamente buonista però piacevole. Al netto di quello che dicevo prima, si può guardare in famiglia, in prima serata, come se fosse un Don Matteo che al posto delle vecchie campagnole, nelle sue avventure, si fa accompagnare da nerd.

Agosto il mese del mare, del sole e della noia mortale in spiaggia è arrivato. Diamogli il “caldo” benvenuto

Luglio si veste di novembre se non arrivi tu.
Luglio sarebbe un grosso sbaglio non rivedersi più.
Ma perché in riva al mare non ci sei, amore, amore
ma perché non torni è luglio da tre giorni
e ancora non sei qui; vieni, da me c’è tanto sole
ma ho tanto freddo al cuore se tu non sei con me. (Riccardo del Turco – Luglio)

benvenuto-sto-cazzo-di-agostoAgosto e Dicembre, due facce della stessa medaglia. Due mesi creati appositamente per sfoggiare la propria ipocrisia: depressione=finto divertimento. 60 giorni su 365 creati esclusivamente per uno scopo: le ferie agli insegnanti.

Scherzi a parte, quanto ci si annoia durante le ferie? Sareste in grado di abbattere il muro dell’ipocrisia e confessarlo?

Se si potesse leggere il retro di ogni foto che postate durante il periodo più caldo dell’estate cosa si leggerebbe?

Veramente pensate che il vostro mondo si beva quella felicità a 32 denti che mostrate in ogni scatto? Veramente siete convinti che le vostre gambe fronte mare, i vostri capelli unti dal sale o la vostra pelle “arrappata” dal sole, faranno intuire a qualcuno “che vi state divertendo”?

Sappiate anzi che trasmettono l’esatto contrario di quello che vogliono rappresentare. Sono lo specchio di una vita vuota, senza uno scopo e alla disperata ricerca di una propria identità attraverso un like.

Convincetevene. Non siete Briatore, non siete Belen e non siete neppure Bruno dei fichi d’india. Siete persone normali, che vivono una vita normale e rischiano come tutti di annoiarsi. Siete cosce “squarate”, ascella pezzata, notti insonni, indigestione di meloni ghiacciati. Siamo tutti così, non provate a dimostrare niente a nessuno, perché tutti conoscono il peso della noia, il contraccettivo delle ferie.

Siate sgrammaticati, siate infedeli, siate stronzi, infelici ed annoiati, come il resto dell’anno. Siate eiaculazione privata della felicità, tanto quella che ci vendete sotto forma di selfie, vi assicuro, non convincerà nessuno.

Buon primo di agosto, buone ferie.

P.s. Dal disegno: “l’estate addosso” è il mantra delle persone che non si divertono sul serio. Adesso lo sapete, cambiate frase di rito.

Muore dopo una lunga malattia l’attrice Anna Marchesini. La sua bravura ci fece sopportare i Promessi Sposi

Gettando arance da un balcone
così non va
tiro due calci ad un pallone
e poi chissà
non sono ancora diventato
matto
qualcosa farò, ma adesso no
Luna! (Gianni Togni – Luna)

anna marchesini lucia mondellaMuore a soli 63 anni l’attrice e comica Anna Marchesini, ancora una notizia triste per questo duemilasedici.

Chiunque è padrone della sua vita ha sempre qualcosa in più degli altri e la Marchesini, ha sempre dato l’impressione di una donna che ne fosse in pieno possesso, fino alla fine dei suoi giorni. Si è mostrata al suo pubblico anche quando le difficoltà della lunga malattia la limitavano nei movimenti ma mai nello spirito.

E’ stata una grande interprete della risata, specialmente durante il “Trio” con Lopez e Solenghi che la rese celebre alla mia generazione.

Anna Marchesini è il volto femminile della risata di un ventennio. Tutti noi abbiamo avuto una parente, un’amica, un’insegnante o una collega che ci ricordava uno dei suoi personaggi. Ogni donna porta dentro di sé un pezzettino della Signorina Carlo.

Quanti ricordi evoca ancora la parodia di Lucia Mondella, protagonista femminile dei “Promessi Sposi” di Manzoni, che tanto ci ha tediato ai tempi delle superiori. E se non ci fosse stata lei, forse mai, avremmo potuto sopportare la noia di un romanzo che ci veniva imposto pur avendo una trama degna delle peggiori telenovelas argentine degli anni ’80.

Un ruolo che, a mio avviso, gli ha dato l’immortalità televisiva, a differenza dei tanti personaggi che negli anni ha portato sul palco e che mi risultavano sempre un po’ troppo simili tra loro.

Con la scomparsa della Marchesini muore un pezzo sostanziale della risata italiana, quella vera, genuina e preparata.

Ciao Anna, insegna agli angeli a fare la vocina stridula.

Scandal è la Soap in chiave moderna: un po’ polpettone, un po’ interessante. Una serie di intrecci tra sesso, politica e scandali

Come on, babe
Follow me
I’m the Pied Piper
Follow me
I’m the Pied Piper
And I’ll show you where it’s at
Come on, babe
Can’t you see
I’m the Pied Piper
Trust in me
I’m the Pied Piper
And I’ll show you where it’s at (Crispian St Peters – The Pied Piper)

tvgalt scandal il polpettoneSe avete voglia di un polpettone ripieno di colpi di scena, politica, intrighi e storie di infedeltà, Scandal di Shonda Rhimes, è la serie giusta per voi.

Giunta alla sua quinta stagione, la serie si sviluppa attorno alle fatiche, soprattutto sessuali, del Presidente degli Stati Uniti d’America, interpretato da un fantastico Tony Goldwiyn (se vi sembra conoscente è l’amico cattivo di Ghost) e di una avvenente “risolvi problema” che ha il volto di Kerry Washington.

Scandal è fatta di alti e molti bassi, non è un colossal avvincente e coinvolgente, non ci sono supereroi, non ci sono vincitori e vinti. Tutti i protagonisti sono buoni e cattivi allo stesso tempo. Eroi e carnefici, assassini e vittime, come accadeva nei grandi classici della serialità americana anni ’80; “Sentieri”, “Dallas”, “Beautiful”.
Questa serie è lo sviluppo naturale, moderno, di quel filone rappresentato dalle “Soap” e dai “political drama” che fu la tv dei J.R., delle Brooke e dei Ridge.

I colpi di scena, mai veloci e spiazzanti, sono scene narrate e preparate in modo da far arrivare il messaggio al telespettatore, dove nulla viene lasciato sospeso o alla libera interpretazione, dove ogni tuono viene sempre accompagnato dal lampo e alla “scorreggia” segue sempre il suo tanfo.

Le storie non sono mai così lontane dalla realtà delle cose, dal potere, dalle persone. Persino i protagonisti non vi sembreranno mai così distanti e inventati come in molte altre storie. C’è sempre un richiamo, un già visto, che vi terrà incollati alla televisione anche quando la trama non regge.

Olivia Pope , la “crisis management consultant” della serie, in parole povere “chidda ca cummuogghia i ‘mruogghi”, è addirittura un personaggio ispirato a Judy Smith,  storica collaboratrice di Bush padre.

Insomma, Scandal non sarà un capolavoro, non sarà ricordata per le grandi rivelazioni, per la sua trama o per i suoi dialoghi, ma è uno spaccato, a volte fin troppo reale, di ciò che accade nei quartieri alti delle città e nei salotti del potere.
Scandal è politicamente scorretto, affascinante e a tratti noioso, ma va guardato.

“Taliativilla” e resistete alla noia di alcuni interminabili episodi.

Nizza e la Francia ancora vittime del terrore. Un camion travolge la folla durante i festeggiamenti della rivoluzione

Tout le monde se précipite
Hors d’atteinte du singe en rut,
Sauf une vielle décrépite
Et un jeune juge en bois brut;
Voyant que toutes se dérobent,
Le quadrumane accéléra
Son dandinement vers les robes
De la vieille et du magistrat !
Gare au gorille !… (Geroge Brassens – Le Gorille)

NizzaCi risiamo, questa volta è toccato a Nizza. Una nuova striscia di dolore e rabbia causata da fanatici della morte. La nostra Nizza, la stessa che ogni tanto ci giochiamo a birra e salsicce coi francesi.

E’ successo in un giorno di festa per loro e per coincidenza anche con noi palermitani. La presa della Bastiglia loro, la “Santuzza” noi.

Ancora non è chiaro se dietro agli 84 morti e 150 feriti ci sia l’organizzazione terroristica più temuta del momento, l’Isis, sicuramente però ne è ispiratrice ideologica.

Un messaggio,  un canale che trasmette news 24h su 24h, uno sguardo ai cellulari, Twitter poi Facebook, poi i giornali italiani e quelli della nazione sui cui si sono accesi i riflettori. Si va avanti ad oltranza, si tenta di acquisire quante più notizie si possono avere e forse anche sopportare. Chi lo sa, magari è stato coinvolto qualcuno che si conosce o qualcuno amico di qualcuno. I giornalisti si affaticano a sparare numeri, cifre, snocciolare dati.

Ovviamente senza alcun riscontro. Devono tenere aperta la trasmissione senza ricevere alcun aggiornamento certo. Intanto sui social parte la rincorsa all’hashtag più coglione, a chi scrive la cazzata più grossa.

Non amo i rituali, non amo scrivere la ritualità di queste stragi, non vorrei proprio parlarne.
Ma come si fa?
Si può rimanere insensibili alle migliaia di sentimenti che questi criminali riescono a suscitare in noi?
Non riesco a rispondere. Non so che dire.

Intanto però, mentre laggiù qualcuno moriva, qualcun altro quaggiù, ignaro, si spera, continuava a succhiare lumache che, per la solita “coincidenza”, sono piatto nazionale francese.

Silvio Berlusconi

Silvio Berlusconi, per tanti il Profeta di questa Nazione, dopo il ricovero per problemi cardiaci, si frattura due dita

Forza alziamoci
il futuro è aperto entriamoci
e le tue mani unite alle mie
energie per sentirci più grandi – grandi

Forza Italia mia che siamo in tanti a crederci
nella tua storia un’altra storia c’è
la scriveremo noi con te (Silvio Berlusconi – Forza Italia)

silvio berluconiDopo il ricovero di un mese per un problema cardiaco che lo ha reso amabile, dopo la famosa uveite che lo ha reso rapper, dopo la statuetta che lo ha reso “leso”, Berlusconi, a pochi giorni dalle dimissioni, ospedaliere, ci ricasca e si frattura due dita della mano.

E niente adesso, dopo un trentennio di successi, qualcuno deve avergli premuto il tasto di autodistruzione sulla schiena.

A questo punto appare chiaro che esiste un disegno divino che lo vede protagonista della Sanità, almeno come ospite. Silvio, anziano ogni giorno di più, cosa che sembrava impossibile fino a pochi anni fa. Deve avergli fatto male quel periodo di servizi sociali nella casa di riposo di Cesano Boscone. E forse, anche allora, fu profeta del suo destino: “Esperienza toccante che proseguirò” aveva dichiarato alla fine di quel percorso riabilitativo.

Ormai lo si legge più tra le pagine della cronaca medica che su quelle della politica. Tra un po’ anche su Youporn e siti specializzati, che giuro di non mai aver frequentato e di averne soltanto sentito parlare da un amico di un amico, dove un tempo sarebbe stato l’immagine perfetta per promuovere “cialis” e per i mitici “enlarge your penis”, spunteranno i suoi “Ad” per case di riposo e ringhiere per letti.

E intanto ancora più profetiche sarebbero state le parole scritte dallo stesso Silvio nel più celebre degli inni del partito azzurro:

“Forza alziamoci
il futuro è aperto, entriamoci
e le tue mani, unite alle mie
energie per sentirci più grandi”

Ma il Cavalier, indebolito nel corpo ma non nello spirito, pare averla presa bene, lavandosene le mani. Forse però non si aspettava che l’epiteto “Unto”, lo facesse scivolare così spesso.

Ops.

La Sicilia prepara i suoi giovani migliori ad uno splendido futuro da clochard. Un corso di 900 ore per apprendere le fondamenta della vita da barbone

Piña colada e tequila
Hasta la vista señor
che bello fare mattina a baya del sol
come era bella la vita
Hasta la vista señor
la notte al chiaro di luna a fare l’amor
oh oh oh oh (Ricchi e Poveri – Hasta la vista)

clochardIeri, per scherzo, ho pubblicato sulla mia pagina Facebook (qui), un finto bando della Regione su di un fantasioso corso di Clochard. Lo ripropongo sul blog giusto per tenerne memoria.

La Regione Siciliana sta avviando un corso di formazione professionale per Clochard da 900 ore. Il corso è studiato per colmare il gap continentale tra barboni italiani, in Italia si chiamano da sempre così, e clochard stranieri. E’ prevista la partecipazione a coppie, anche di fatto. Ai partecipanti le ore verranno pagate in buoni “Tavernello” o commutate in “canigghiola” per piccioni.

Il programma del corso prevede le seguenti materie: 2 ore per orientamento e pettinatura rasta; 100 ore di linguaggio internazionale dei segni di fanculo; 100 ore di diritto internazionale sui tessuti da sacco; 200 ore di scrittura sotto dettatura per cartelli; 100 ore di nozioni fondamentali di psicologia seduttiva verso quelli che mangiano davanti ai bar; 100 ore di incartamenti per vino; 50 ore tecniche rapide di estrazione dentale; 50 ore di ripetizione di “non sono stato io” davanti ad un pubblico ufficiale; 5 minuti di fondamentali d’igiene personale; 197 ore e 55 minuti di stage ospite al pronto soccorso;

L’Assessore alla Formazione e al Lavoro ha dichiarato che “obiettivo del corso, è preparare i ragazzi siciliani ad una sempre maggiore richiesta di esperienze di vagabondaggio europeo”. Si dice commosso anche il Presidente della Regione: “questo corso è innovativo e preparativo. Apre un percorso virtuoso sempre più vicino ai poveri di questa Regione e che regala opportunità di crescita per i nostri ragazzi all’estero”. “Da domani, come da tempo ci chiedeva l’Europa, anche i nostri giovani, sapranno elemosinare correttamente in tutte le lingue parlate del nostro continente ed integrarsi nel tessuto di povertà di tutto il pianeta”.

Per informazioni contattare il C’apri di Barolo Barballo allo 09874121349123131 ore pasti. Astenersi perditempo ed Hipster.

Gli Europei di calcio. La seconda parte del viaggio lungo la storia degli ultimi sette campionati, tra curiosità e clamorose sorprese

Haz que nuestros momentos, cariño mío
duren toda una vida, dulce amor mío
abrázame fuerte, cariño mío, así (Chiara Civello – Que me importa el mundo)

torres europei 2008 dopo il gol alla germania in finale
Torres dopo il gol alla Germania in finale

Ma le sorprese continuano (Leggi la prima parte qui) e nel 2008 torna la spartizione tra due stati della fase finale del torneo.

Questa volta a far da padroni di casa sono l’Austria e la Svizzera, che tolgono così anche due posti in fase di qualificazione del torneo. E’ una competizione abbastanza anonima, escono al primo turno Grecia e Portogallo, finaliste dell’edizione precedente e l’Austria paese ospitante.

In finale arriveranno Spagna e Germania. La partita è vinta dagli spagnoli di Torres, Xavi e Iniesta che apriranno il ciclo del calcio spagnolo “tiki taka” che li porterà a trionfare a lungo sia in termini di club, che di nazionale (1 mondiale e 2 europei).

L’Italia verrà eliminata ai quarti proprio dagli spagnoli e ancora una volta ai calci di rigore, 4-2 per loro. Decisivi gli errori di De Rossi e Di Natale.

Balotelli mostra i muscoli alla Germania
Balotelli mostra i muscoli alla Germania

Euro 2012 si è svolto ancora sul territorio di due nazioni confinanti. Questa volta ad ospitare il prestigioso trofeo continentale sono Polonia ed Ucraina, entrambe eliminate poi al primo turno.

I gironi mettono ancora una volta contro italiani e spagnoli che, insieme alla Germania e al Portogallo, arrivano quali favoriti alla vittoria. Le quattro scontate pretendenti si scontrano in semifinale e a farne le spese sono i portoghesi ad opera degli spagnoli ed i tedeschi schiacciati da una prestazione incredibile di Mario Balotelli.

Gli spagnoli alzano la coppa
Gli spagnoli alzano la coppa

L’Italia di Prandelli dunque, incontra i campioni uscenti di Del Bosque. E’ una finale attesissima per entrambe le nazioni. Gli spagnoli dopo 14 minuti però fanno capire chi comanda ed alla fine, dopo altre tre reti, portano il trofeo a casa per la seconda volta. Marcatori della finale Silva, Alba, Torres e Mata. Per i nostri un’amara e meritata sconfitta.

E siamo ai giorni nostri.

Europei 2016, si torna al tradizionale campionato in una unica nazione, la Francia. Le nazionali ammesse alla fase finale passano da 16 a 24.

Partecipano per la prima volta ad una fase finale dell’europeo le nazionali di Galles, Islanda, Irlanda del Nord, Slovacchia ed Albania, che non sfigurano ed anzi producono forse, le emozioni più forti e le vere sorprese di questo torneo. Spiccano tra tutte Islanda e Galles. Gli inglesi con un sonoro 3 ad 1 hanno eliminato dal torneo i belgi, secondi nella classifica mondiale della Fifa e l’Islanda stasera si giocherà l’accesso alla semifinale del torneo, proprio contro la Francia padrona di casa.

Islanda delle sorprese batte Inghilterra
Islanda batte Inghilterra

L’Islanda e i suoi calciatori, nazione più piccola a partecipare, sono i veri e propri “fenomeni” di questo torneo. Se avessi cinquanta euro le scommetterei subito su di loro. Un grande gruppo che realizza in patria il 99% dello share televisivo e ci fa commuovere ad ogni vittoria.

Arrivati primi nel loro girone, davanti al Portogallo, sono riusciti ad eliminare agli ottavi l’Inghilterra dei super campioni Vardy e Rooney. Gli Inglesi, già sotto ai riflettori per via del referendum sulla “Brexit“, che ha visto trionfare i “leave” sui “remain” decretando l’uscita dall’Unione Europea della nazione, sommano una eliminazione, questa calcistica, a quella politica, che potrebbe anche essere l’ultima partecipazione alla competizione continentale.

simone zaza entra e sbaglia il rigore
Simone Zaza entra e sbaglia il rigore

L’Italia parte con il tradizionale scetticismo dei media e della gente e si qualifica ai quarti dopo un sorprendente girone di qualificazione. Ottiene due vittorie esaltanti con Belgio e Svezia, ed una noiosa sconfitta con l’Irlanda.

L’attesissimo quarto dunque vede, ancora una volta, i nostri connazionali sfidare i germanici guidati da Joachim Löw.

Le due squadre si scontrano senza esclusione di colpi. La Germania va in vantaggio con un gol di Ozil e viene raggiunta su rigore da Bonucci. Si proseguirà fino ai calci di rigore. La nostra vera maledizione. L’Italia, dopo i due errori dei “crucchi”, ha la possibilità di chiudere virtualmente la partita ma Pellè, sì proprio lui, dopo aver provocato il portiere Neuer, calcia clamorosamente fuori. I Tedeschi pareggiano il conto e si continua. Sbagliano anche Bonucci, Zaza, entrato al 119′ per calciare il rigore e dopo un balletto alla Fred Flinestone, e sul 6 a 6 anche Darmian. Per loro il settimo rigore, che ci farà eliminare, è di Draxler.

La Germania gongola, gli italiani piangono, come sempre. In semifinale giungono Portogallo, Galles, Germania e stasera una tra Francia e Portogallo.

Chi vivrà, vedrà. Comunque mi auguro una finale delle sorprese tra Galles e Islanda.

La splendida coreografia Islandese dopo la vittoria sull’Inghilterra