La consapevolezza

Diario S1 G1. La consapevolezza


E ogni sera torno a casa con il sale sulla pelle
Ma nel cuore e nei miei occhi ho le stelle
Che potrebbero guidare la mia nave in mare aperto
Mentre invece qui nel porto Io comincio ad invecchiare…
E ogni sera all’osteria io racconto al mio bicchiere
Di tempeste che ho incontrato quando il cielo incontra il mare
E una notte senza stelle ho visto Dio dentro nuvole leggere
Era ad ovest di Tahiti anche lui è un marinaio
E a vederlo fa piacere…

(Lucio Dalla – Sulla rotta di Cristoforo Colombo)

La consapevolezza

Ho sempre saputo di soffrire di sdoppiamento e disturbo della personalità. Adesso siamo guariti! Direbbe uno dei due. Ecco, la consapevolezza.

Buongiorno. Che bel risveglio ho avuto questa mattina, cioè questo pranzo.

Non ho neppure sentito la musica napoletana provenire dal piano di sopra. Praticamente “sonno pieno” dalle 6 alle 14:00. Un miracolo di 8 ore. Non ricordavo neanche quale fosse la sensazione di un “appisolamento” che durasse per più di dieci minuti.

Ho un leggerissimo problema di inversione tra notte e giorno, ormai è patologico.

Il mio corpo si è assuefatto agli orari da disoccupato. Le giornate durano 62 ore; i pomeriggi 30, le notti 32. Le mattine non esistono. Per fortuna oggi però è domenica.

La domenica infatti è uguale per tutti, senza distinzione di professione, salvo , chiaramente le professioni domenicali; “attipo parrino o signora del piano di sopra”.

Questi non sostano mai!

Quanto è bello non rimandare la sveglia di dieci minuti in dieci minuti. Non ho dovuto neppure lottare con le lenzuola a differenza del resto delle “mattine”, quando mi sento come una “caccola” che tenta di restare aggrappata ai peli del naso mentre il fazzolettino e la spinta nasale tentano l’espulsione forzata.

Mi sento così: un clandestino dentro al mio letto.

Domenica, la seconda senza campionato di calcio, cosa fare da disoccupato nei giorni festivi, anzi nei giorni di riposo?

Io “per si e per no” mi riposo. Appunto.

Prendendo una pausa da “Earl” ad esempio; la serie tv americana che ha ispirato questo mio diario e che ultimamente occupa le mie notti. Oppure prendo una pausa da facebook, no no, facebook no. Prendo anche una pausa da youtube, sì, youtube si può fare, non la sopporto la pubblicità prima dei video.

Ho deciso: mi dedico anima e corpo ai video games, ovviamente a “Fifa 2014″. E’ un giusto compromesso: mi avete tolto il calcio ed ora me lo riprendo.

Earl, ma quanto mi piace! Non so se posso rinunciare, ci sto ripensando.

« Avete presente quel tipo di soggetto che fa una bastardata dopo l’altra e ad un certo punto si meraviglia che la sua vita fa schifo? Bene, quello ero io! Ogni volta che mi capitava qualcosa di buono, qualcosa di cattivo era in agguato dietro l’angolo: è il Karma! Ecco perché ho deciso di cambiare: ho fatto una lista di tutte le mie cattive azioni e da allora cerco di rimediare agli errori che ho commesso. Mi sto solo sforzando di essere una persona migliore. Il mio nome? Earl! »

Ecco dai, una nuova puntata è giusto quello che ci vuole per riempire questo caldo e triste pomeriggio. Forse anche io dovrei fare qualcosa per migliorare la mia vita.

Un po’ come il protagonista della serie, ho partecipato a tante “bastardate”, forse è il momento di rimediare. Non ho ancora deciso come fare, probabilmente raccontandole. Non saprei neanche scriverla una lista delle mie “cattiverie”.

Sì. Deciso. Questo diario sarà il riallineamento del mio Karma. Il mio lascito, un modo per raccontare a me stesso quanto sono stronzo.

P.s.

Ieri ci siamo lasciati con il mio appetito. Alla fine non è andata benissimo. Ho pranzato con una pizza al tonno e cipolla di Lidl; una sorta di pane carasau con il condimento serigrafato. La prossima volta proverò il riso.

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riso coi fagioli

Diario di un disoccupato. Giorno 0. Riso coi fagioli

Il cielo,
la terra finisce e la comincia il cielo
Lo sguardo,
ed anche stasera fa pensare a te
Il cielo,
vicino e lontano vedo sempre il cielo
Ricordo, ricordo
lo stesso colore in fondo agli occhi tuoi
Si può volare oltre le nuvole,
ma, ma sempre in alto tu lo vedrai (Lucio Dalla – Il Cielo)

riso coi fagioliNon è mai facile raccontarsi scrivendo un diario aperto. E ancor di più adesso, che la mia mente è un ostacolo, un limite. Un contenitore di pensieri da elaborare, colmo fino a scoppiare.

E’ così; sono giorni questi, che passano senza lasciare traccia. Vivo di tristezza e sconforto, di disoccupazione forzata e risposte che tardano ad arrivare.

Per fortuna però c’è la memoria e quella, ancora, è una parte di me a cui voglio veramente bene.

Come fare allora? Cosa metterci in queste pagine? Come iniziare?

“Caro diario?”

No, dai, è troppo abusato.

“Amico caro”… No no, troppo Razzi (il Sen. di Forza Italia).

Boh, vabbè lo vedrò dopo. Magari un giorno troverò le parole giuste per correggerlo (cosa che ho appena fatto per la quarta volta).

Oggi, forse perché in preda al digiuno, ho deciso di porre fine ai tormenti dei pensieri, chiusi, dannati alla continua ricerca di una libertà. Il diario di un disoccupato sarà un percorso, un sentimento operaio sui cui far scorrere le parole che in qualche modo non riesco ad esprimere in modo completo.

Un foglio anonimo, vissuto con intima parsimonia e quando necessario con spietata sincerità.

Non avevo mai pensato ad un diario, l’ho sempre considerato l’arma perfetta per un ricatto. Ma alla fine? Chi se ne fotte? Anzi, se l’avessi scoperto ai tempi della scuola avrei potuto raccontargli i miei tormenti per quelle compagne che non mi cacavano. Mi sarei sfogato (non pensate male bastardi).

Ecco, il diario è così. Un memo che funziona più o meno come le tacche sul muro di un carcerato, scavate per contare i giorni senza perderne la trama.

A questo punto penso sia arrivata l’ora di pranzo. Che senso avrebbe cominciare una nuova giornata col piede sbagliato, sono già disoccupato: senza lavoro sì, ma senza “manciere picchì”?!?

Sono sveglio dalle due, le quattordici. Ho superato l’ennesima notte insonne regalandola  alle serie tv, l’ultima passione da nerd che m’ha contagiato.

Earl - Diario di un disoccupatoA darmi la scossa c’hanno pensato le “cucine” di casa.

“Sono le 2! Alzati.”

Col rimprovero è arrivata anche la proposta del pranzo: riso con fagioli. Non è proprio allettante per un risveglio “mattutino”. Manco Bud Spencer avrebbe fatto colazione coi fagioli. Figurati io.

Sono ormai le 17, ci ho messo quasi tre ore (e ripetute correzioni) per scrivere questa premessa. La fame comincia a sovrastare ad invadere qualsiasi ulteriore pensiero. Esco. Vado alla ricerca di qualcosa che non sia rumoroso, dentro e fuori dal corpo.

Almeno ci provo.

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Il partito (democratico?) che vince sempre

racitiIl partito dei due euro “a piacé”, quello che non ricorda mai ai suoi tesserati che il contributo per le primarie non è obbligatorio (articolo 10 comma 4 del regolamento), ieri ha sancito l’ennesima vittoria (vuoldireniente) delle primarie.

Con 79mila votanti, quasi la metà rispetto alle ultime consultazioni a gettone, l’apparato vincente, che varia a seconda del candidato da sconfiggere, ha eletto Fausto Raciti quale nuovo mentore della gioventù che cambia verso.

La notizia reale sta nel fatto che con queste elezioni si conclude una tormentata ed infinita stagione di montaggi di gazebo e polemiche.

Forse.

Aria di festa alla conferma del risultato scontato, non si sono più contate le bottiglie di spumante stappate per festeggiare, tutti insieme, appassionatamente.
E’ stata una notte di intensi abbracci ed affettuose pacche che hanno rispolverato anime e forfora dei partecipanti dei comitati pro Fausto (mi, come Bertinotti). Presso i locali della segreteria regionale del partito democratico, sì, proprio quella di via Bentivegna, che fino a poche ore prima era la reggenza della “tirannide” quinquennaria “dell’apparato” che tifava Lupo, si è consumata la vittoria dell’ovvio.
Tra i vincenti di oggi infatti, anche buona parte dei vincenti di ieri. Insomma un apparato che si rimodula. Questa, forse, la conquista del “nuovo” Pd.

Ma a tal proposito, è stato il solito trionfo di democrazia ad Enna, dove ancora si è registrato un numero di votanti cinque volte superiore a Palermo. Questa volta non sono stati occupati gazebo, anzi, si è registrato un clima così sereno che sembrava di stare alle isole Cayman.

Persino Orlando, Leoluca, che con le primarie non ha un rapporto del tutto amichevole, ha concluso la partita senza portarsi a casa il pallone. Anzi, per dovere di cronaca, ha tenuto a precisare quanto fosse grato ai volontari del seggio di piazza Don Bosco, che nell’attesa dell’arrivo di altri elettori, hanno riempito la sua giornata con simpatia ed anche con la richiesta di qualche foto ricordo.
Giusto una piccola polemica, per precisare che ai gazebo non ci fosse nessuno, al limite del gossip, come ai vecchi tempi.

Che dire poi di Messina?
Nel capoluogo peloritano invece si sono espressi circa 15 mila elettori in meno rispetto al solito, segno che i tempi che passano per tutti. Genovese e Rinaldi in campo erano a favore di Lupo, che, attenzione non sono personaggi di una fiaba, ma solo un giusto compromesso di coincidenze tra nomi e fatti, ha vinto con qualche punto percentuale di vantaggio sul rivale.

Ma sciocchezze a parte, da oggi Fausto Raciti sarà il segretario di tutti, sconfitti e non, il segretario giovane che più giovane non si può, non rottamabile per i prossimi cinque anni, ammenoché non torni di moda l’usato o si passi alla formula del baratto come già avvenuto con la Presidenza del Consiglio.

Ultima considerazione, consentitemelo, da oggi ho appreso quanto sia facile in Sicilia dipingere gattopardi piuttosto che smacchiare giaguari.

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La sbaffetta del Pd

Più che ad un nuovo esecutivo siamo davanti ad una esecuzione #sbaffetta (l’idea della sbaffetta è rubata gentilmente a Gad Lerner)

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“Formiconi” amico mio, ai tempi di Twitter

Quando non c’era twitter dove stavano i politici? Ciaone Formiconi

 

Formiconi amico mio… su twitter ci si diverte anche così, anche quando un tweet non vuole dire assolutamente nulla.

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