Diario S6 G3. P’ un curnutu, un curnutu e mienzo

Diario S6 G3. P’ un curnutu, un curnutu e mienzo

My baby moves at midnight
Goes right on till the dawn
My woman takes me higher
My woman keeps me warm
(Bee Gees – You Should Be Dancing)

“P’ un curnutu, un curnutu e mienzo“ avranno pensato le migliaia di persone che in piena emergenza sanitaria hanno lasciato il nord Italia per raggiungere le famiglie al sud.

Per un cornuto, un cornuto e mezzo; cioè, sei già cornuto, che motivo hai di preoccuparti di esserlo ancora un’altra mezza volta? Ovviamente nessuno.

E in effetti se ci siamo ritrovati in questa situazione, tutti blindati in casa, una parte della responsabilità è anche, sottolineo anche, loro, dei cornuti che hanno deciso di “infettare responsabilmente” le proprie famiglie, i propri amici, eccetera.

Chissà con quali intenzioni sono partiti dalle loro case, scappando nella notte tra il 7 e l’8 marzo (2020) da Milano, dopo una “fuga di notizie” che annunciava una possibile chiusura degli spostamenti territoriali in alcune zone del nord.

Eh sì, perché ancora in Italia non si temeva un contagio in larga scala, anzi, l’obiettivo, seppur annunciato con una sequenza di errori agghiacciante, era proprio quello di limitare i danni di un virus che ancora non aveva e non ha una cura.

Ma le loro intenzioni non avevano alcuna reale validità. Appunto, per un cornuto, un cornuto e mezzo!

Le cronache seguenti narrarono che fossero almeno 25mila i fuggiaschi, di cui alcuni, certamente infetti dal virus. L’indomani della grande fuga il Governo Nazionale dovette estendere il provvedimento limitante a tutto il territorio dello Stato.

In sostanza questi signori fuggivano da una restrizione limitata e grazie al comportamento scriteriato facevano estendere restringimenti e pericolo a tutti gli altri, finendo, per concludere, ancora una volta in una zona a “passìo limitato”.

In questo quadro della realtà, ecco che il palermitano verace, quello che è “uscito di casa” solamente per il viaggio di nozze a Venezia, e da queste parti “uscire” significa “viaggiare”, accodarsi al grido lanciato sui social e quindi con l’hashtag, e in questa era non puoi dire nulla senza hashtag, #iorestoacasa, retwittandolo direttamente dalle file d’attesa al supermercato.

E sì, avete letto bene, perché nel frattempo, mentre ancora il decreto era una pura “notizia di corridoio” e cioè intorno alle ore 21 circa del 9 di marzo, il primo pensiero di molti concittadini è stato quello di provvedere d’urgenza all’approvvigionamento e quindi a mettersi in fila ancora una volta.

Da Palermo in emergenza

Un hashtag poi, badate bene, lanciato da Fiorello, Amadeus e Chiara Ferragni e addirittura utilizzato come nome del provvedimento d’urgenza dettato dal Governo Conte Bis. Mica cazzi eh.

Fiorello dice cose

Alle 23 della stessa notte dunque, appena un’ora dopo la conferenza stampa che annunciava l’effettiva estensione della “zona rossa” a tutto il territorio italiano, cioè limitazioni sugli spostamenti e regole di comportamento del vivere in emergenza, tipo stare lontani un metro dagli altri e uscire da casa solo per ragioni di estrema necessità, i palermitani, presi dall’emozione del clima, proponevano la versione antagonista dell’applicazione pratica del decreto, facendo la fila ammassati uno dietro l’altro, uno sopra l’altro, uno sotto l’altro, all’ingresso del “Carrefour” notturno di via Libertà.

Allora, come disse una volta una saggia e ve lo scrivo a futura memoria: siti tutti cuirnuti!

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