Diario S5 G30. Maddalena Portala

People killin’, people dyin’
Children hurt and you hear them cryin’
Can you practice what you preach?
Or would you turn the other cheek? (The Black eyed peas – Where Is the Love)

Maddalena PortalaQuasi tutti i cittadini italiani sono registrati su Facebook, è un dato di fatto.

C’è chi senza problemi naviga con la propria identità ma anche chi finge di non esserci pur avendo almeno due profili fasulli per frugare i segreti altrui.

E’ un’applicazione droga, di quelle che pur odiandole non riusciamo a farne a meno, arrivando a giustificare la nostra presenza con frasi del tipo “è utile”, “mi hanno chiesto di iscrivermi per lavoro” o, tra i miei preferiti quelli che “ce l’ho ma non lo uso mai” però poi ogni volta che sei collegato li vedi online.

Sono i misteri del digitale, quelle cose che un giorno finiranno nei libri di sociologia e che alimenteranno la trasmissione “Misteri” del 2040.

Fatta questa necessaria premessa è bene sapere che la colonna che prevede i suggerimenti d’amicizia, oltre ad essere “influenzata” dagli amici in comune, molto spesso, è indirizzata da una semplice funzione e cioè l’aver consentito a facebook d’esplorare la personale rubrica telefonica.

Ecco infatti tornare a galla soggetti con i quali non avete più contatti o che sono fuori da qualsiasi cerchia di amici che siete soliti frequentare.

Tra questi m’è spuntata una tizia, di quelle che rimuovo sempre pure da suggerimenti perché mi girano i coglioni, che, per un breve periodo della mia vita è stata una collega.

Con Maddalena Portala il cui nome affibbiato non è necessariamente un invito esplicito, entrammo a lavoro praticamente lo stesso giorno. Io mi dovetti trasferire di città mentre lei abitava due portoni più avanti la sede di lavoro.

E’ una donna e fu una mia collega nei primi anni del duemila, quando ancora una certa malizia non aveva saturato la fiducia che riponevo verso l’umanità. Lei, che invece aveva già qualche anno più di me, dato il contratto appena firmato, evidentemente, conosceva tutti i segreti del mondo a cui ancora non avevo avuto accesso.

Appena arrivata, fu infatti assunta con un “primo livello” che a quell’epoca dava uno scarto al mio stipendio di circa 800 euro, nulla di male, se non fossero stati i “milleottocentoeuro” peggio spesi della storia dell’uomo.

Quella della firma del contratto infatti fu una delle poche occasioni in cui ci incontrammo nei luoghi di lavoro, era sempre in “missione” o “malata”, pur avendo ottenuto immediatamente un incarico di vice-direzione.

Ma la salute cagionevole non era il solo punto di forza di Maddalena, qualche mese dopo infatti venne colpita da una grave gravidanza in catena di montaggio, che terminò sei anni dopo, tre persino dopo che me ne andai da quell’azienda.

Fu insolito vederla poi a Palermo, incaricata dalla mia vecchia ditta di un progetto, con un ruolo chiaramente superiore al mio, bazzicare gli uffici del nuovo lavoro che già faticavo a sopportare. Lei era ancora in quell’azienda e per via di ciò che aveva passato, essere madri è terribile, venne trasferita a nuove mansioni, meno stressanti e il più lontano possibile dalla direzione, ma sempre con i “milleottocentoeuro” più scatti di anzianità.

Maddalena si sentiva afflitta per quella nuova condizione lavorativa, tanto da lamentarsene ampiamente con me. Era però felice perché anche quell’anno, per il decimo di fila, era riuscita ad ottenere un incarico all’università che la teneva impegnata seriamente. In effetti i “milleottocentoeuro” non erano abbastanza seri da prendersi pure delle responsabilità.

La cosa che non capivo è come facesse quella donna, che aveva giusto tre anni in più di me, ad avere tutte le qualità che la rendevano indispensabile per ogni progetto extra o per incarichi subordinati sempre di grandissimo prestigio.

E se fino ad ora vi sarete convinti che “Portala” sia allusivo per sottolineare una qualità sessuale, devo deludervi ancora. Maddalena infatti, scoprii tempo dopo, non otteneva nulla per via di scambi personali, era però la sposa di un influente uomo della città. Uno di quelli sempre pronto ad offrirti qualcosa per qualcosa.

Maddalela era la sua pedina di scambio, la risposta era sempre “Portala” che le facciamo un colloquio. Quei colloqui poi andavano sempre bene, tant’è che nella testa di Maddalena il suo curriculum parlava per sé. Per la sua esperienza pure, la sua laurea poi non ne parliamo.

Oggi è candidata per il consiglio comunale, non è neanche la prima volta e anche in questa occasione immagino per rispondere all’esigenza di un marito attento e generoso che necessitava della sua grande esperienza.

Per Maddalena infatti si prospetta un futuro glorioso anche in politica e se pur alla fine dovesse ottenere meno di 300 voti, sicuramente un giorno ce la ritroveremo Assessore e perché no, con quel curriculum persino sottosegretario.

Condividi: