Diario S5 G21. Se questa è arte

Diario S5 G21. Se questa è arte

Canzone trovala se puoi
Dille che l’amo e se lo vuoi
Và per le strade tra la gente
Diglielo veramente
Non può restare indifferente
E se rimani indifferente non è lei (Lucio Dalla – Canzone)

Se questa è arteDa un paio di anni, in alcuni ambienti di Palermo, non si è fatto altro che parlare del premio “Capitale della Cultura” e successivamente, in un ambiente ancor più ristretto, della biennale di arte moderna “Manifesta 12”.

E’ una fibrillazione giustificabile, per carità, per prestigio e in alcuni casi per soldi e visibilità. Sicuramente un’occasione utile per far parlare di Palermo e dei palermitani. In realtà, basta spostarsi un po’ dagli ambienti dell’accademia d’arte o dai salotti della politica, per comprendere che i messaggi promossi dal mondo della cultura attraverso la politica, non arrivano praticamente a nessuno.

E’ infatti improbabile che vi troviate in mezzo ad una conversazione in cui uscirà fuori qualcosa di inerente ad una iniziativa in “cartello”.

Volendo riflettere, ci sono aspetti che anticipano la ristrettezza dell’evento per due semplici ragioni: sono uno che si informa, ma non so praticamente nulla di ciò che accadrà. E poi, ciò che riesco a racimolare, sono dei comunicati stampa che magnificano l’azione della politica sempre più visibile rispetto all’evento stesso.

Che poi sia chiaro, io non ce l’ho con gli artisti. E’ pure vero che a volte non lo sono neanche. Alcuni di loro però si assumono l’onere di compiacere, sottrarsi e scomparire dietro l’ego della politica sperando di “vendersi”, promuoversi o semplicemente attendendo di un favore. Spesso tutto questo accade persino a proprie spese. Alla fine si immolano per eventi marginali e mal pubblicizzati, da cui non ricavano la soddisfazione che in tanti magari meritano.

Credo che nessun artista infatti voglia presenziare ad iniziative in cui si vendono esclusivamente i promotori. Inaugurazioni, feste, anzi kermesse, dove si parla di tutto tranne che dell’evento che si propone. Si magnifica chi organizza, chi paga e chi offre gli spazi. Se poi ad organizzare è un comune allora si ringraziano dall’amministrativo al portantino, tutti ma proprio tutti, ci si parla addosso per 50 minuti, strappandosi il microfono di mano per dire esprimere principalmente gratitudine per tutti, tranne per gli artisti e le opere che presentano.

Una mortificazione per chi assiste e per chi si propone.

E se questa è l’arte…allora mettetela da parte.

Non vi merita.

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