Diario S5 G17. ‘U Lupunaru

Diario S5 G17. ‘U Lupunaru

Come un branco di lupi
che scende dagli altipiani ululando
o uno sciame di api
accanite divoratrici di petali odoranti
precipitano roteando come massi da
altissimi monti in rovina. (Franco Battiato – Inneres Auge)

Esiste un’Italia fatta di leggende e miti che si tramandano di Madre/Padre in figlio/a/* (l’asterisco accontenta tutti). Storie che vengono condivise con amici fino a diventare verità e in alcuni casi prime pagine di giornale.

A proposito di giornali che riportano notizie che sembrano leggende, questa foto è di qualche anno fa (2007), ma lo conservavo con cura aspettando un giorno che venisse preso il lupo.

“Ululati e lamenti notturni la psicosi del lupo in corso Calatafimi”.

Titolava così la prima pagina de “La Repubblica” ed. di Palermo di quei giorni.

Titoli e giornaliA distanza di 11 anni non ancora saputo se sto lupo l’hanno poi trovato, ma è giusto dedicargli qualche minuto per inserirlo in un contesto, quello delle leggende di Palermo raccontate appunto da mia madre.

” ‘U Lupunaro “, meglio conosciuto come “lupo mannaro”, creatura della mitologia e del folklore detto anche “Licantropo”, cioè un essere umano affetto da licantropia, che è una condizione clinica conosciuta e che rientra tra le psicopatie.

Per farla breve, “‘u Lupunaro” in realtà potrebbe esistere per via di una malattia che farebbe credere agli uomini di essersi trasformati in animali o meglio in uomini-animali.

Ma si sa, per alcuni la scienza e le sue scoperte non hanno alcun valore, neppure davanti all’evidenza, dunque per mia madre ,”‘u lupunaro” di via Cataldo Parisio,  è esistito e ne porta ancora il ricordo che più o meno è il seguente.

“‘U lupunaro”, uomo di buona famiglia, venne inspiegabilmente morso da un altro “Lupunaro”. Tornato a casa come se nulla fosse, alla prima luna piena prese le sembianze da uomo-lupo, aggredendo i familiari inerti.

Successivamente, ad ogni episodio di “luponaggine”, essendo comunque lui una brava persona, si sarebbe fatto rinchiudere, per sua volontà, in una delle stanze della casa, legato ad un letto con delle stretti corde. Ma una delle sere riesce a liberarsi, fuggendo(!?!) e terrorizzando l’intero isolato con ululati e grida.

Il quartiere a quel punto, si sarebbe accollato il tutto come se niente fosse. Nelle notti di luna piena infatti, nessuno sarebbe uscito di casa fino alla morte naturale del Lupo-Mannaro che, ricordatelo nel caso in cui dovesse capitarvi, inspiegabilmente odia gli incroci e può andare solo avanti, tipo i video games ad 8 bit degli anni ’80.

Accadeva così, secondo mia madre che ovviamente ancora ci crede, nel quadrivio che incrocia via Malaspina con via Cataldo Parisio.

Riflettendoci oggi quindi, grazie ad un problema di viabilità urbana, ” ‘U Lupunaru” della via Cataldo Parisio non sarebbe mai sconfinato in altri quartieri, rendendoli immuni alla violenza.

Ovviamente chiedo a voi di informarmi di eventuali altri “luponari” con lo stesso problema con la viabilità.

Io ho fatto una ricerca tra i mei amici, diversi confermano il racconto, ambientato però nelle loro città. Nessuno di questi però è a conoscenza del “lupunaro zero”, quello da cui tutto è partito.

Provate a chiedere in famiglia, almeno uno di loro avrà avuto contatto con un lupo mannaro.

A voi la linea!

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