Diario S5 G10. Il circolo babbioni

Diario S5 G10. Il circolo babbioni

Io in paese ci ho vissuto già qualche mese
se di notte fai un passo con la lingua
che è un coltello ti tagliano gli abiti addosso
e se parli a una ragazza che è già stata fidanzata
loro ti mettono due timbri: ruffiano e prostituta
e se qualcuno non difende i suoi interessi con le unghie e con i denti
è degradato ad ultimo dei fessi per non dire degli impotenti. (Lucio Battisti – Le allettanti promesse)

il circolo babbioniL’ho sempre pensato e lo voglio per una volta scrivere: il problema dell’arte e della cultura sono gli artisti e i colti.

Esiste un gruppo di palermitani noti e non, che si estende fino alla remota provincia, di cui vorrei tanto fare i nomi ma che non posso citare per ovvie ragioni, che da un decennio imperversa tra i contatti dei visibili di questa città, proponendosi quale “vero e forte contributo” alla cultura.

Una sorta di circolo dei “babbioni” dove, attenzione, il termine “babbioni” è usato insolitamente rispetto alla tradizionale accezione concessa ad anziani che perdono il lume della ragione per l’avanzare dell’età.

Sono invece una sorta di “collettiva di artisti” che ha quale comune denominatore, il fatto di essersi autoproclamati tali.

Insomma un gruppo di pavoni, un po’ matti, ma di quel matto che non li rende geniali, soltanto scemi.

Sono più o meno visibili scrivevo prima. Diciamo che ogni tanto vengono anche raccontati dai quotidiani poiché infestano mail, social e cellulari di chiunque, in particolare dei giornalisti del settore “cultura” coi loro eventi. Sono procacciatori di talenti, nuovi “babbioni” ed amano concentrarsi sulla banalità dei pensieri, i loro.

Poeti, scrittori, musicisti, attori e registi teatrali ed alcuni casi tutte queste cose insieme. Ecco, la follia che li rende scemi.

Passano da uno scantinato all’altro, da un bar dello sport ad una pizzeria dove tutto sta a cinque euro. Si regalano pergamene che chiamano premi, intitolate alle personalità più disparate o quando in forma finanziata, ad iniziative che a citarle ci vorrebbe un premio.

Stanno tutti stretti, sgomitano sui podi improvvisati, si complimentano e si odiano come dei competitori veri. Si scambiano like e raccomandazioni, abbracci da far invidia alla Mulino Bianco e prose da far impallidire una classe di prima elementare. Concordano serate piene di parenti che, annoiati, applaudono “al proprio figlio” come alle recite di natale.

Insomma sono questi, più o meno, i “babbioni” che affollano le nostre bacheche di foto senza pubblico e di autori che si celebrano poggiando toppe e gomiti su tavoli spizzicati e di plastica.

Ed io voglio ringraziarli, per una volta, per avermi regalato giornate di “allegria” con versi, volti e foto, di cui sparlare.

Grazie.

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