Diario S5 G8. Il dubbio post mortem

Diario S5 G8. Il dubbio post mortem

Un giorno capiremo chi siamo senza dire niente
E sembrerà normale
Immaginare che il mondo scelga di girare
Attorno a un altro sole
È una casa senza le pareti
Da costruire nel tempo, costruire dal niente
Come un fiore fino alle radici
È il mio regalo per te da dissetare e crescere (Annalisa – Il mondo prima di te)

Il dubbio post mortemQuando muore qualcuno, i vivi che restano, si addolorano. A prescindere. Ma restano sempre dei dubbi, post mortem.

Ho capito che nella vita esistono sostanzialmente due tipi di morti: quello che era bravo/a o la bonarma, bonarmuzza ( bonanima).

Per spiegarvi meglio, quando “murio me zio”, era “bonarma”, Frizzi invece era “bravo”.

La differenza sta tutta nel concetto che la bonarma o bonarmuzza può essere anche un clamoroso figlio di puttana in vita, ma l’anima, comunque, è a marchio Dio, dunque, una volta raggiunta l’aldilà, è in salvo.

Una buona anima, appunto.

Il vantaggio di essere dei figli di puttana sta tutto lì; una volta morti si sta come sul “101” a gennaio senza biglietto: abbonati tutti i “peccati” e belli “stritti”. E allora uno pensa: “ma picchì devo essere bravo”?

La risposta non sono in grado di darla, di sicuro a volte sono” bravo” ed altre “bonarmuzza”.

Lascio però questo diario che raccoglie i miei pensieri e che un giorno, toccando ferro ma non alluminio “ca un sierbi”, potrà esservi d’aiuto per declinarmi da morto.

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