Diario. S5 G7. Frizzi e la prigioniera delle emozioni invisibili

Diario. S5 G7. Frizzi e la prigioniera delle emozioni invisibili

Se vuoi toccare sulla fronte il tempo che passa volando
in un marzo di polvere di fuoco
e come il nonno di oggi sia stato il ragazzo di ieri
Se vuoi ascoltare non solo per gioco il passo di mille pensieri
tu chiedi chi erano i Beatles, chiedi chi erano i Beatles… (Stadio – Chiedi chi erano i Beatles)

Frizzi e la prigioniera delle emozioni invisibiliChissà cosa direbbe oggi mia Nonna. Da quando s’era separato da Rita, era partita una fatwa verso la sua tv, un’offesa alla famiglia che non riusciva a tollerare, come già accadde tempo addietro e che vi raccontai di Romina e Al Bano.

Già. E chissà cosa penserebbe dello stesso Frizzi oggi che il suo primogenito e i suoi primi due nipoti, sono tutti separati e con una terza erede su cui piove una scomunica per scisma da eccesso di fede (non scherzo).

Lo avrebbe rivalutato? Non lo sapremo mai.

Mia Nonna, una donna che aveva vissuto in funzione del matrimonio, passava le sue giornate sotto al calendario di Frate Indovino intenta a soffrire della triste giovialità della “vita in diretta”, programma di Rai Uno, incredibilmente ancora in onda e con ascolti sempre stabili, che racconta quotidianamente le tragedie di questo paese, facendo vivere gli anziani d’Italia in costante stato d’ansia e terrore (poi però ci chiediamo perché in un paese di vecchi, Salvini convince n.d.r.).

Mia Nonna, immobile sulla poltrona, prigioniera di emozioni invisibili, che non aveva vinto il sorriso, sempre incazzata, fuori, mai dentro, era una di loro.

Felice ad ogni mio passo, ad ogni mio abbraccio, fiera di me, per un inspiegabile e irrazionale motivo. Era appunto mia Nonna.

Soffocata, nei sui ultimi anni, da quella scomparsa improvvisa che la divideva per sempre dal Nonno, soffriva i divorzi dei” Vip” e per quella televisione che proponeva ogni giorno quei volti. I suoi giorni, fatti di pomeriggi tra la bottiglietta di Lourdes in vetrina e la rivista che raccontava gli scomparsi del paese natio.

Mia Nonna, che non ho mai capito neppure se fosse credente.

E poi Fabrizio Frizzi (che rideva sempre).

Negli anni ’90 era il “conduttore a tutto”, da Miss Italia alla linea “731 Acquasanta-Vergine Maria”, entrato nelle nostre case principalmente grazie a “Scommettiamo che?” ne è uscito con “l’Eredità”, come un parente da proficuo racconto nei bar. Uno zio d’america ignoto e vicino. Lo si capisce anche dai commenti di queste ore, che ne esaltano gentilezza e cordialità con dispiaciuta sincerità.

Mi capitò di incontrarlo per caso, in una Lampedusa del primo decennio degli anni 2000, fu molto gentile e scambiammo due chiacchiere appunto cordiali. Ci lasciammo con la classica foto di rito e non lo rividi mai più. Neanche in tv, i suoi show mi annoiavano parecchio.
E niente. Non ho altro da aggiungere.
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