Diario S5 G4. Mio cugino Sborro

mio cugino sborro

I piedi che camminano mi portano nel mondo
per strade e per le scale in discesa ed in salita
dentro le mie scarpe li infilo e li nascondo
ma se li tiro fuori… (I Piedi – Canzone della Melevisione)

il cugino sborroDiciamocelo amaramente: ognuno di noi, in famiglia, ha un parente di cui si vergogna tremendamente.

Ce l’abbiamo proprio tutti: un fratello, uno zio, un nipote, un cognato o come me, un cugino.

Nel mio caso, aggiungerei ad onor del vero, che i parenti per cui provo imbarazzo sono tanti, ma uno, proprio questo, merita un capitolo a sè.

Per facilitare la lettura lo chiameremo “Sborro”, il cugino erotico di Zorro.

Che poi diciamocelo, nei racconti mitologici palermitani, il cugino, è sempre quello forte e che ti difende nelle situazioni pericolose, tipo quando ti aspettano all’uscita della scuola o ti tamponano nella notte. Il mio, invece, fa il cantante. Neomelodico.

Di sette anni più piccolo di me, Sborro, infatti, è il cugino neomelodico di famiglia. Ha proprio la canzone nel sangue, ma ancor di più il neomelodico nel lettore cd.

Questa passione negli ultimi tempi, lo ha portato alla convinzione di immaginare quale sua professione del futuro, essendo anche un disoccupato cronico, quella dell’artista.

A fomentarlo nel progetto, una famiglia assolutamente disinteressata e una serie di frequentazioni poco raccomandabili che negli anni ha opportunamente selezionato. Attenzione, questo un è lavoro che sta alla base di ogni “artista”.

Tra queste, quella con “Ginodangelo”, che pare faccia alcune serate di piazza nei peggiori locali della provincia di Palermo (non è ancora pronto per i peggiori quartieri n.d.r.).

Ginodangelo è talmente convinto della bravura di mio cugino, che durante le prove casalinghe, lo riprende con il cellulare, ovviamente in posizione verticale (non sia mai metterlo orizzontale) con pazienza e dedizione. Successivamente gli consegna i video, che in seguito vengono pubblicati sul profilo social di Sborro, diventando immediatamente dei tormentoni per me e la mia famiglia (quella tradizionale, cioè i miei fratelli).

Una volta, distrutto dalle risate e dall’inedito brano sentito, ebbi l’ardire di chiedere di chi fosse il pezzo. La risposta fu lapidaria: “malanno scritta” mi disse…

Vabbè, immaginate da soli come sia finita quella assurda conversazione…

Ma Sborro, come vuole la tradizione di un qualsiasi neomelodico che si rispetti, è anche un inguaribile romantico. Per questo e grazie anche una incredibile sfacciataggine, ma solo sui social, è riuscito ad “accoppiarsi” con un particolare tipo di donna adescata sul web (non solo facebook, anche badoo).

La considerazione che sto per fare potrebbe sembrare politicamente scorretta ed in effetti lo è, ma la vorrei circoscrivere al solo racconto, giusto per capirci meglio. Non riesco a descrivere questa situazione in modo diverso.

La lei di lui infatti, deve avere principalmente due caratteristiche: deve essere chiatta, ma di un chiatto proprio a forma di palloni montati ad arte e poi dev’essere spropositatamente poco erudita. E attenzione, non ne faccio una questione di classe, ma proprio di “ciaca”. “Cioè sunnu pietre!”

Hanno una sola modalità femminile: “Madre di BaNbini”. Cioè l’unico argomento di cui parlano, immagino anche nel privato, è legata al quel giorno in cui riusciranno ad avere tanti “baNbini” di cui “non occuparsi”.

Lo si capisce sempre, ad ogni riferimento di una qualsiasi discussione: non è puramente casuale; è sempre rivolto a mio cugino e al suo non decidersi a “fuggirsene”.

La penultima di queste, per dire, dopo mesi e mesi di amori sgrammaticati e dichiarati su facebook, all’ennesimo rifiuto di Sborro, dovuto anche al taglio dei viveri che avrebbe subito dal padre, interruppe la relazione. Un mese dopo fuggì con un altro, che somigliava a mio cugino, ma che ebbe la forza di portarla via dalla casa natale senza pensarci due volte.

Tradito e ferito, per almeno 10 minuti dalla notizia, Sborro l’erotico, si fiondò immediatamente a frugare nel bacino delle chiattone di Badoo, trovando, pochi mesi dopo, una sostituta all’altezza, ma soprattutto in grassezza.

Già, l’erotico. Perché se di un’altra cosa dovrei parlare è proprio l’insistenza sessuale di cui è dotato. Sborro infatti è un patonza dipendente, principalmente però è un sognatore. Cioè uno che sogna situazioni sessuali che puntualmente poi non si realizzano.

Ne sognò una anche con una ragazza, che dopo pochi messaggi gli consegnò alacramente il proprio numero di telefono. Non capì mai che dall’altro lato della cornetta c’eravamo io e due mie amiche pronte a reggermi il gioco.

Fu lì che scoprii/mmo questa sua intimità immaginaria, fatta di poche allusioni e tanti sospiri. Chiudemmo la telefonata quando ci disse di apprezzare i “nostri” piedi, che però in nessuna foto pubblica poteva aver visto.

Poi partirono dei sospiri e dei “ti piace” a cui non seguirono risposte, se non delle risate nascoste e un click, quello della cornetta che veniva posata nel suo alloggiamento.

Finì così, con un colpo di mano.

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