Diario S5 G2. Wow i mirtilli!

La storia di Meti, anzi, capitombolometi. La leggenda dei mirtilli, delle chiavi, del terrazzo. Tutta la verità di un’amicizia.

Pezzi di scambio, pezzi sotto scacco
Pezzi di gente che si tiene il pacco
Ognuno è figlio del suo tempo
Ognuno è complice del suo destino
Chiudi la porta e vai in Africa, Celestino! (Francesco De Gregori – Vai in Africa, Celestino!)

mirtilliLe avete mai viste le immagini di quelle case che sorgono proprio sopra il costone di una montagna dove una una frana violenta sta per portarsi via le fondamenta? Ecco, vi presento Meti. Anzi, CapitomboloMeti.

Lei è un po’ così, al limite dello spaventoso rischio di rotolarsi giù dal precipizio, ma tipo ogni giorno. Un pò come il coyote che insegue beep beep; se prende l’ombrello per ripararsi dalla pioggia, le cade in testa un masso. Se qualcuno fuma, lei inala le emissioni e si intossica. E se c’è una cagata sul marciapiede chi volete che la pesti? Lei.

Meti, che a Napoli professa e raccoglie calamità, è un’amica. La conosco relativamente da poco tempo, il giusto. Da allora partecipo alle sue disgrazie quotidiane che sono da far invidia al capitolo uno di un libro di Fantozzi.

Escansibar, escansibur…

Meti è un essere umano vessato, fin dalla tenera età, dalla sfiga. Lei non è vittima del bullismo, è il manifesto naturale del bullismo. Percorso che si scontra fortemente con la sua personalità amorevole e sincera.

Cominciai ad incuriosirmi delle sue vicissitudini per caso.

Erano infatti passati pochi mesi da quando, in visita nella nostra città, si fece la discesa della statua di Santa Rosalia a Montepellegrino, senza scarpe, poiché rischiava seriamente di scivolare, bruciandosi però i piedi. Ma lei è così: naturalmente dolorante.

Nel breve periodo, tutto cominciò quando uno sconosciuto le tirò una sigaretta sul volto, senza ragione, facendole un buco sul viso, a pochi centimetri dalle labbra. Amen.

Pochi giorni dopo, passeggiando per i vicoli del centro, qualcosa la colpì sulla testa. Si rammaricò per quell’uccello che proprio in quel momento aveva voluto centrarla nel bel mezzo di una camminata. Immaginatevi la faccia quando scoprì che sulla testa dolcemente sostava un preservativo.

Amen.

Ma lei è così: il bersaglio accanto della fortuna. Se ci fosse un campionato mondiale, le avrebbero dedicato direttamente la competizione. Non ha rivali.

Un po’ come quando rimase “bloccata” all’interno della sua auto per 30 minuti, perché il telecomando non le sbloccava le portiere. Una scena che sapeva tanto di Peter Griffin, ma che stava accadendo sul serio. La salvarono un colpo di clacson e una maniglia. Sdeng.

mirtilliSuccesse la stessa cosa qualche tempo fa, quando in vacanza a casa mia, mi inviò un messaggio via sms dalla terrazza: “William, scusa sono rimasta chiusa fuori al terrazzo.” Ovviamente non si accorse che bastava girare la maniglia per entrare. Ma niente, è così.

La stessa che scambiò entusiasta la cacca di pecora per mirtilli, pestandola ripetutamente, pensando forse di poter arrivare ad un estratto immediato di “Zedda Piras”.

Potrei continuare così all’infinito, perché tra cadute dalle scale, scivoloni e figure di merda da olimpionica, Meti è in grado di scalare qualsiasi classifica di sfiga conosciuta.

Ma sempre a testa alta. Come quando le hanno fottuto la borsa o l’auto. Sempre a testa alta, perché sennò si sarebbe accorta del ladro.

La stessa che le auguro di mantenere sempre, per tutte le qualità che le riconosco. Una su tutte l’amicizia.

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