Anno 2017. Giorno 5. Pensierosi Democratici

I Pensierosi Democratici si riuniscono per affermare, a pochi mesi dal voto, la possibilità di continuare ad esistere

Il carrozzone va avanti da sé,
con le regine, i suoi fanti, i suoi re…
Ridi buffone, per scaramanzia,
così la morte va via (Renato Zero – Il carrozzone)

Pensierosi DemocraticiC’erano tutti e c’avevano il dito sulle labbra, come a far intendere “siamo pensierosi, mica cojoni”. Il Pd palermitano però, “pensieroso e cojone”, lo è sul serio. Non si arrende all’evidenza di essere un partito senza base, oltre che senza presupposti. Dopo aver infatti disintegrato il consenso, in 20 anni di inutili lotte e divisioni, dopo aver consegnato di fatto la città, ancora una volta, a Leoluca Orlando, ha deciso di far sentire la sua voce.

Certo, hanno prima dovuto accorgersi di avere più persone che pretendono di candidarsi, che possibilità di farli eleggere. Ma non è una novità.

Ecco quindi che, una pseudo base di amici e parenti, adunata nei locali di via Bentivegna, qualche giorno fa, ha supplicato il partito nazionale di far partecipare, alla prossima competizione elettorale, il contenitore brandizzato democratico, per farvi confluire i candidati senza spazio.

Già, perché nel Partito Democratico si decide all’antica: chi parla per primo vince. Ed è così che ci si trova alleati e inclusi in coalizioni che non si condividono con nessuno. Manco tra chi le ha proposte, sponsorizzate e sussurrate ai giornali (vero Cracolici, vero Crocetta?).

Stantii come non mai, oggi ribelli, poi giovani, poi insicuri, un po’ Pretty Woman, un po’ pesce di nome Wanda, i ragazzi del Pd, come in una canzone di Morandi, col sorriso a sessantaduemilioni di denti e quelle mani grandi appuntate sul mento, non ci stanno. Non ci stanno ad essere fatti fuori dai carbonari a viso scoperto, quei maggiorenti, maggiorenni, che oggi, legittimati dal non voto, conducono la linea del partito.

E allora, accalorati come non mai, in una giornata appiccicosa di febbraio, di quelle che la fiatella non perdona, si pronunciano contro tutti e tutto per legittimare, non si capisce con chi, l’esigenza di continuare ad esistere.

Esistere, unica esigenza emersa sui giornali, unico dato che si legge a caratteri cubitali. Non un programma, non un’idea. Soltanto la possibilità di continuare ad essere “qualcosa”.

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