Diario S4 G38. Natale sull’attenti

Diario S4 G38. Natale sull’attenti

Il Natale è una festa programmata e programmatica, specialmente a casa dei miei. Ancora una volta mi ci hanno portato

E’ un’incognita ogni sera mia…
Un’attesa, pari a un’agonia. Troppe volte vorrei dirti: no
E poi ti vedo e tanta forza non ce l’ho
Il mio cuore si ribella a te, ma il mio corpo no
Le mani tue, strumenti su di me,
che dirigi da maestro esperto quale sei… (Franco Califano – Minuetto)

Il Natale non è una festa, non è un rito di devozione, è una scelta programmatica. Sono 37 anni che cerco di comprendere la dinamica della natività, fallendo sempre miseramente.

Ho visto la mia famiglia riunirsi come neanche il Pd durante la preparazione del programma elettorale per un nuovo quinquennio. A casa mia infatti il natale precedente non si copia, figuriamoci quello degli altri!

Ci sono scelte durissime da fare; la portata da eliminare, il colore della tavola, la grandezza giusta che ogni cardo in pastella deve avere, il parente da non invitare, la musica da abbinare, dove far sedere la zia con la fiatella. Solo una cosa non cambia mai; mio padre, alle otto del mattino, con la messa del Papa a tutto volume.

La nostra infatti, è una famiglia che ha sperimentato il metodo “Muezzin cattolico” fin dal 1979.

Il Natale, dunque, non si vive, si governa.

Tutto deve essere calcolato, compreso il fatto che gli invitati a tavola debbono essere sempre più di tredici. Mio fratello, il piccolo, quest’anno ha deciso di farsi fidanzato, non sia mai non dovessimo raggiungere il numero legale mandando a puttane l’intera festa.

No no, per carità.

Mio padre, dopo un periodo tormentato, vabbè, lasciamo stare, mi ha anche detto: se non vieni ci rimaniamo male! Parlando in terza persona, quasi come se Gesoux fosse lì di fianco a pretendere la mia presenza, a timbrare il cartellino di partecipazione, senza manco rilasciarmi l’attestato.

Gesou’, almeno dammi due crediti per certificare la bontà!

Insomma, anche quest’anno, pur avendo cercato in tutti i modi di svignarmela, alla fine, mi toccherà partecipare. Come è successo a Laura Pausini col suo disco di Natale. Puoi scappare quanto vuoi, ma dopo vent’anni di carriera prima o poi il disco con “Jingle Bells” ti toccherà pubblicarlo. Parola di Claudio Baglioni.

Che il cardone sia con me!

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