Diario S4 G25. Europei delle sorprese (1a parte)

Diario S4 G25. Europei delle sorprese (1a parte)

Gli Europei di calcio. Un viaggio lungo la storia degli ultimi sette campionati, tra curiosità e clamorose vittorie

Viva l’Italia, il calcio, il testosterone,
Gli inciuci e le buttane in preda all’ormone
A noi ci piace assai la televisione
Proprio l’oggetto – dico – esposto in salone
Chissà quale amara considerazione
Avresti concepito in virtù del pudore. (Carmen Consoli – Mandaci una cartolina)

Gli Europei di calcio regalano sempre grandi emozioni e clamorose sorprese. Tra fatti di importanza storica e rocambolesche vittorie, ripercorreremo la storia delle ultime sette edizioni.

Danimarca esulta al fischio finale
Danimarca esulta al fischio finale

Vi ricorderete di certo la storia della Danimarca del 1992, ripescata in seguito all’esclusione della selezione Jugoslava e poi vincitrice in finale contro la solita Germania. I danesi furono richiamati dalle vacanze e spediti in Svezia pochi giorni prima dell’inizio del torneo. Arrivarono senza alcuna preparazione di squadra e riuscirono incredibilmente a vincere il trofeo continentale.

Storicamente fu, forse, il torneo più assurdo ed allo stesso tempo significativo della storia del calcio; la Germania si era appena riunita dopo il crollo del muro di Berlino, l’Unione Sovietica, dissolta, partecipava con una Nazionale degli Stati Indipendenti, il CSI e appunto la fortissima Jugoslavia venne addirittura esclusa per via della guerra dei Balcani.

Poi tocco anche al campo; i danesi sconfissero ai rigori la squadra migliore del torneo, l’Olanda del trio milanese, dopo il penalty errato dal tre volte pallone d’oro Marco Van BastenMica Zaza eh.

L'esultanza di Bierhoff dopo il golden gol
L’esultanza di Bierhoff dopo il golden gol

Quattro anni dopo si giocò in Inghilterra. Le nazionali qualificate passarono da 8 a 16, Italia compresa. In finale arrivarono la Repubblica Ceca, alla prima partecipazione da separata e ancora i tedeschi. La Germania vinse con un gol di Oliver Bierhoff ai supplementari, che si fermarono nel momento della rete, per via della nuova e per fortuna breve formula del golden gol. L’Italia di Arrigo Sacchi, che appena due anni prima disputò e perse la finale mondiale, uscì tristemente al primo turno. Da ricordare un altro rigore che ci fu fatale. Nell’ultima partita del girone, proprio contro i tedeschi, sullo zero a zero e a qualificazione ancora possibile, Giafranco Zola (mica Pellè eh) calciò a gambe molli sulle mani di Andreas Köpke.

Totti europei 2000
Il cucchiaio di Totti a Van der Sar

L’Europeo del 2000 si svolse per la prima volta in due paesi diversi. Ad ospitarlo furono Belgio ed Olanda. Rientrarono, dopo 8 anni di esilio, due squadre provenienti dalle ceneri della Jugoslavia unita: la Slovenia e la Jugoslavia (ora Serbia).

L’Italia disputò un torneo fantastico. Realizzò 3 vittorie su 3 nel girone di qualificazione, eliminò la Romania ai quarti e l’Olanda, data per favorita, in semifinale e ancora ai rigori. Toldo parò due penalty e Totti (il Pupone eh) segnò con il celebre “cucchiaio”.

In finale ci toccò la Francia di Henry, Zidane e Trezeguet. Noi però c’avevamo Del Piero, Totti e Maldini (eh). Perdemmo immeritatamente e ancora una volta ai supplementari. Fu l’ultima del golden gol e ci costò carissima. Trezeguet, appena entrato, al 103° ci tolse la gioia della nostra prima finale europea. A me restò l’amarezza di quella notte caldissima di luglio tra zanzare, “mulune agghiacciato”, che odio e l’antipatia che provavo per Delvecchio.

charisteas europei 2004
Angelos Charisteas alza la coppa

Il Portogallo ospitò il campionato del 2004 e riuscì anche ad arrivare in finale. Era la squadra di Cristiano Ronaldo, Deco e Luis Figo a cui tolse però il sonno la difensivissima Grecia di Dellas e di un ispiratissimo Angelos Charisteas, che segnò anche il gol decisivo che le fece vincere il torneo e che mi fece chiudere “‘a ‘mpullietta“. Un’estate indimenticabile quella, tutti diventammo greci senza neppure conoscere Tzipras. L’Italia invece venne eliminata per via del celebre “biscottone” tra Svezia e Danimarca, che finì 2-2 e qualificate per aver realizzato, grazie a quel roboante pareggio, un numero maggiore di gol pur avendo tutte e tre gli stessi punti (5). Da segnalare la storica partecipazione della Lettonia, alla prima e finora unica qualificazione.

Continua…

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