Diario S4 G30. Scandal: polpettone interessante

Diario S4 G30. Scandal: polpettone interessante

Scandal è la Soap in chiave moderna: un po’ polpettone, un po’ interessante. Una serie di intrecci tra sesso, politica e scandali

Come on, babe
Follow me
I’m the Pied Piper
Follow me
I’m the Pied Piper
And I’ll show you where it’s at
Come on, babe
Can’t you see
I’m the Pied Piper
Trust in me
I’m the Pied Piper
And I’ll show you where it’s at (Crispian St Peters – The Pied Piper)

tvgalt scandal il polpettoneSe avete voglia di un polpettone ripieno di colpi di scena, politica, intrighi e storie di infedeltà, Scandal di Shonda Rhimes, è la serie giusta per voi.

Giunta alla sua quinta stagione, la serie si sviluppa attorno alle fatiche, soprattutto sessuali, del Presidente degli Stati Uniti d’America, interpretato da un fantastico Tony Goldwiyn (se vi sembra conoscente è l’amico cattivo di Ghost) e di una avvenente “risolvi problema” che ha il volto di Kerry Washington.

Scandal è fatta di alti e molti bassi, non è un colossal avvincente e coinvolgente, non ci sono supereroi, non ci sono vincitori e vinti. Tutti i protagonisti sono buoni e cattivi allo stesso tempo. Eroi e carnefici, assassini e vittime, come accadeva nei grandi classici della serialità americana anni ’80; “Sentieri”, “Dallas”, “Beautiful”.
Questa serie è lo sviluppo naturale, moderno, di quel filone rappresentato dalle “Soap” e dai “political drama” che fu la tv dei J.R., delle Brooke e dei Ridge.

I colpi di scena, mai veloci e spiazzanti, sono scene narrate e preparate in modo da far arrivare il messaggio al telespettatore, dove nulla viene lasciato sospeso o alla libera interpretazione, dove ogni tuono viene sempre accompagnato dal lampo e alla “scorreggia” segue sempre il suo tanfo.

Le storie non sono mai così lontane dalla realtà delle cose, dal potere, dalle persone. Persino i protagonisti non vi sembreranno mai così distanti e inventati come in molte altre storie. C’è sempre un richiamo, un già visto, che vi terrà incollati alla televisione anche quando la trama non regge.

Olivia Pope , la “crisis management consultant” della serie, in parole povere “chidda ca cummuogghia i ‘mruogghi”, è addirittura un personaggio ispirato a Judy Smith,  storica collaboratrice di Bush padre.

Insomma, Scandal non sarà un capolavoro, non sarà ricordata per le grandi rivelazioni, per la sua trama o per i suoi dialoghi, ma è uno spaccato, a volte fin troppo reale, di ciò che accade nei quartieri alti delle città e nei salotti del potere.
Scandal è politicamente scorretto, affascinante e a tratti noioso, ma va guardato.

“Taliativilla” e resistete alla noia di alcuni interminabili episodi.

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