Diario S4 G24. Bud Spencer il mio eroe

Lunedì ci ha lasciato l’attore Carlo Pedersoli, conosciuto nel mondo con l’alias Bud Spencer. E’ lutto nel cinema italiano

Men are mild and the lions are wild
that’s what most people say
But I have seen that magic thing
that lions just like to play
I know I’m not drunk, it’s not the sun
that makes me feel this way
But the lions are mild and men are wild
and children just like to play (Bud Spencer – Grau grau grau)

Bud SpencerIl 27 giugno del 2016 non è stato un giorno qualsiasi e non mi riferisco alla qualificazione dell’Italia agli Europei e neanche all’eliminazione dell’Inghilterra ad opera dell’Islanda. E’ successo l’irreparabile, no no, non parlo della Brexit; è morto Bud, alias Carlo Pedersoli, gran signore del cinema italiano nel mondo. Quando ho saputo della scomparsa mi sono perso, smarrito, ci è voluto qualche giorno per metabolizzare che il grande mito ci, mi, ha lasciato. Non lo scrivo per retorica, ve l’assicuro. Forse non è un caso che nel primo pezzo di questo diario, “Riso coi fagioli”, lo abbia citato nel titolo e nel pezzo.

Bud è l’immagine del nonno buono che tutti nella vita si sognano d’avere. Un “orsacchione” dalla voce roca da spremere affettuosamente.

Bud Spencer è un pezzo di ogni famiglia italiana. Lo è per me, probabilmente come lo è per molti di voi. L’affetto sincero dei fan l’abbiamo visto in questi giorni sui social e sulle tv.  E’ il ricordo dei suoi film in braccio a mio padre, era il replicare delle scazzottate con mia sorella, la ricerca della ricetta dei fagioli in scatola, mangiare direttamente dalla padella, la barba spettinata, “Anulu mangia banane”, le musiche degli Oliver Onions, ce la giochiamo a birra e salsiccia?, altrimenti ci arrabbiamo, è l’osso di pesca digerito all’istante e così via. Potrei, potremmo, continuare all’infinito.

Era il mio eroe. Era la personificazione della rivincita dei grassi nello sport, nella vita, nella boxe, nel gioco, nelle forze dell’ordine e pure con le donne. Bud simbolo universale delle virtù.

Sappiate che per una vita ho sofferto d’invidia nei confronti di un mio ex capo; aveva un’automobile, una vecchia Mercedes 500 super accessoriata di color verde petrolio, acquistata direttamente dall’attore. Ho rosicato dal primo momento che l’ho saputo e fino al giorno in cui mi sono seduto in quello che presumevo fosse stato il suo posto. Che invidia!!!

Tra me e Bud c’è sempre stato un legame doppio; fin dai tempi delle medie, ogni qualvolta mi veniva assegnato un soprannome, mi toccava sempre “budispencer”. E’ sempre andata così; la stazza e l’aspetto da bruto ci accomunano da che esiste la tv. La poca fantasia dei palermitani ha fatto il resto.

Solo una cosa mi sento di aggiungere: smettetela di chiamarlo gigante buono, anzi smettetela di chiamarci tutti così solo perché siamo alti e ciccioni. Diciamo che la questione ha un po’ rotto i coglioni. Vi garantisco che siamo anche incazzosi e stronzi.

Ciao Bud, insegna agli angeli a mangiare (e digerire) i fagioli.

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