Diario S4 G20. Fratellanza Canazzo

Diario S4 G20. Fratellanza Canazzo

La buona scuola interviene profondamente nella vita di uno dei fratelli Canazzo. La buona novella di Mario

Extraterrestre portami via
voglio una stella che sia tutta mia
extraterrestre vienimi a cercare
voglio un pianeta su cui ricominciare
Ma dopo un po’ di tempo la sua sicurezza
comincia a dare segni di incertezza
si sente crescere dentro l’amarezza
perché adesso che il suo scopo é stato realizzato
si sente ancora vuoto 

(Eugenio Finardi – Extraterrestre)

Diario S4 G20. I fratelli CanazzoDue storie diverse eppure così uguali. Una fratellanza legata a doppio filo con un destino che li porta a fare scelte che muteranno profondamente la propria vita.

Storie che si dividono quando interviene quel pezzo di società che fa il suo dovere.

Mi ricordo bene i fatti della famiglia “Canazzo” e dei due fratelli che per comodità chiameremo Mario e Michele, cresciuti in un ambiente di quelli che ti condizionano e che scelgono per te.

Destini segnati dalla settimana generazione di padrini e madri silenziose, di amicizie da cui non puoi tirarti fuori, da occhi che ti rubano l’anima e ti privano del cuore.

Mario era così, uno di quei ragazzi col dente spizzicato, la riga e la spumatura ai capelli. Aggressivo come sa essere un cane cresciuto in mezzo ad altri cani che muoiono dalla voglia di sbranarti. Anche Michele era così, un pitbull ascendente doberman, con la passione per gli sport violenti.

Un anno di tempo li separava dall’essere gemelli. Non erano diversi; erano un legame unico di violenza, sangue e merda.

Il destino scelse per loro.

A Mario fu consegnata la benevolenza di una buona insegnante, a Michele l’indifferenza della società. Stessa scuola, diversi metodi.

Mario e Michele su due strade parallele. Decisero per loro: ad uno affiancarono il lupo, all’altro Cappuccetto Rosso.

Mario allontanò il suo passato fornendo al futuro la libertà. Michele trovò il buio della privazione.

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