Diario S4 G19. Viaggiatori del nostro tempo

Diario S4 G19. Viaggiatori del nostro tempo

Viaggiatori del nostro tempo ci regalano uno spaccato divertente ma triste, che fotografa il disagio di una umanità incomprensibile

Ogni atomica è una boccia
e i birilli son l’umanità,
il capriccio di un capoccia
ed il mondo in aria salterà!
Si rapina il lunedì,
ci si ammazza gli altri dì,
guarda un po’ che società!
Ipocrisia,
qua e là,
non va!
(Adriano Celentano – Mondo in mi 7a)

letture-aereeQualcuno un giorno dovrà spiegarmi che senso ha la fila al gate dell’aeroporto. Siamo tutti viaggiatori con dei biglietti col posto assegnato e con un numero limitato di bagagli a mano.

Eppure c’è ancora chi desidera passare del tempo in piedi, sudando e mantenendo la posizione per decine e decine di minuti.

Privandosi delle comodità dell’aeroporto. Tipo anche il bagno o la stazione di ricarica per i cellulari.

Poi però, una volta a bordo del velivolo, atteso il tempo che si completino le operazioni di imbarco, che si effettuino le operazioni di rullaggio ed infine che venga raggiunga la quota in cui è possibile alzarsi, cioè “natra menzura”, li vedi tutti trafelati alla rincorsa del wc. Quello spazio scomodissimo, instabile e con le pareti sottilissime che non nascondono i rumori da rilassamento corporeo.

E dunque permettetemi di dirvelo: siete proprio dei deficienti. Non c’è altra spiegazione.

Non si argomenta in nessun altro modo la fatica, la sofferenza, anche superiore all’ora d’orologio, che sopportate per il “privilegio” di salire a bordo per primi.

Come se otteneste un vantaggio di qualche tipo: la foto col capitano, l’apprezzamento dello staff o l’applauso all’ingresso. Niente. Fate tutto questo per ottenere lo stesso identico risultato degli ultimi. Aspettare un’ora, il benvenuto a bordo e un post strettissimo tra due sconosciuti e puzzolenti viaggiatori.

viaggiatori-del-nostro-tempoChe poi anche sta cosa che quando prendete l’aereo non dovete farvi lo shampoo sarebbe pure ora di finirla. Quelli dietro possono vivere anche senza la vostra puzza di forfora. Ve lo giuro eh.

Per non parlare poi della barzelletta all’arrivo, quando, una volta ottemperato il compito di pubblico da applauso, come se foste in un tradizionale show di canale 5, vi alzate in piedi con il mezzo è ancora in movimento. La frustrazione del personale di bordo è evidente, intento inutilmente a convincervi di rimanere seduti. Ma voi niente, impassibili come un tante “pale di ficurinia”, appoggiati ai sedili dove coppie più educate di passeggeri attendono la sosta con i vostri culi all’altezza del naso. Sembra pure che vi disturbino proprio mentre state già avviando la chiamata per una qualsiasi conversazione che poteva aspettare ancora altri cinque minuti.

“Cristina, atterravu a mamma”

“Sè. Noooo. Sugnu ancora t’allaerio!”

“Ancora un si f-i-r-m-o-n-e !!!”

“Un ti sientu buaanu!”

“Sè, ccà mpaliermu!”

Cazzo. Ovvio che non sentite bene! Siete in mezzo ad altri 200 idioti che stanno telefonando nel mezzo delle operazioni di attracco di un aeromobile e di tutte le sue comunicazioni di bordo. Ovvio che il segnale è disturbato! Ma poi, signori e signore mie, quello che chiamate è più disturbato di voi! Dove dovreste essere? Ancora in aria? Come cazzo fareste a telefonare dal cielo? Che domande vi fa? Boh.

Ma niente. Evidentemente condividere la vostra posizione sulla pista vi fa sentire importanti, come si sentono importanti tutti quelli che viaggiano, che li vedi lì con quell’espressione da Ministro per gli affari interni, intenti a leggere la rivista in lingua originale della compagnia low cost.

Come se la capiste quella rivista piena di figure accattivanti ma col testo in spagnolo, inglese o francese.

Finitela va.

Audio guida per i non palermitani: 

Viaggiatrice parla al telefono versione palermitana

Viaggiatrice parla al telefono versione italiana

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