Diario S4 G12. La privazione

Diario S4 G12. La privazione

La privazione di mia sorella, i vegetariani, i vegani, i respiriani, i melariani, i crudisti e i minchionari

oè oè Mister Mandarino, calda estate sai
danno gli occhi tuoi.
Un gran Paese giallo di limoni, il succo eccolo qua,
l’essenza dolce della primavera col vento non
se ne andrà.
(Matia Bazar – Mister Mandarino)

Crudisti, Vegani, privazioneLa prima volta che sentii parlare di vegani fu quando mia sorella,  che per comodità chiameremo Krauti, decise di seguire il sentimento animalista di una compagna di classe. Ai tempi faceva la scuola alberghiera, posto strano per cominciare un percorso alimentare a base di vegetali.

Ma la forza di un legame giovanile è in grado di condizionare le fantasie, anche quelle di una ragazzina poco abituata alla privazione di qualcosa.

A casa mia scoppiò lo stato di crisi, con visite specialistiche dallo psichiatra per lei e per i miei. Furono le settimane di disperazione più assoluta che la mia famiglia si è trovata fin qui a passare. Neppure quando mi investirono a 13 anni ci fu tanta apprensione.

La presunta “malattia” di Krauti divenne una vera malattia per mio padre. Fu vittima di stati d’angoscia prolungati per il destino ormai segnato della figlia “digiunista”. Quand’era in casa passava le giornate con la morte nel cuore. Dalla sedia al divano, domandandosi dove avesse fin lì sbagliato; A casa nostra non era mai mancata la carne, la rosticceria, la salumeria e persino il pesce. “Perché voleva farmi morire così giovane”; Gli si leggeva in volto.

Due settimane dopo, quando Krauti cedette ad un rollò col wrustel, festeggiò così tanto che per poco non le comprò una macelleria per premiarla di una cosa che aveva sempre fatto: mangiare. Il clima in famiglia si rasserenò e mia madre tornò a cucinare il solito menù.

Passò poco tempo e dei vegetariani e vegani si cominciò a parlare sempre più spesso e con più cognizione di causa. Sul tema si è prodotta tanta narrativa, talmente tanta che siamo già alla letteratura misurata per condizione personale, come ad esempio il ricettario per single vegani, acquistabile su Amazon: The Single Vegan.

Pensavo fosse finita lì ed invece cominciai a sentire parlare dei crudisti che nella mia limitata visione della vita non erano altro che mangiatori di Crudo di Parma stagionato 44 anni. Scoprii con enorme sorpresa che si trattava invece di una branca di umani che si nutriva esclusivamente di cibo crudo di derivazione vegetale o di origine animale.

A quel punto provai a documentarmi su altre filosofie alimentari e trovai tantissime altre curiose abitudini. Come ad esempio quella fruttariana, cioè di gente che si nutre solo di frutta o ancora più settoriale, quella melariana, cioè di gente che si nutre esclusivamente di mele, tra questi il più famoso fu Steve Jobs.

Ma ancora più complessa è la vita dei respiriani, cioè di gente che si nutre soltanto dell’energia dell’aria, augurandosi tutto il tempo che nessuno sganci una “pereta” in loro presenza. Va vomitalo ‘u stuomaco vacante!

E a questo punto, dato che si sta sperimentando di tutto, tenterei la via minichionaria e cioè una alimentazione fatta esclusivamente di oloturie, più comunemente conosciute col termine “minchie di mare”.

Ma pi cortesia va…

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