Diario S3 G40. D’amore, d’amare o d’averti sposa (the end)

Diario S3 G40. D’amore, d’amare o d’averti sposa (the end)

L’amare come sintesi della fine di questa terza stagione del diario di un disoccupato. Alla prossima?

Adesso andiamo nel vento e riapriamo le ali
c’è un volo molto speciale non torna domani
respiro nel tuo respiro e ti tengo le mani
qui non ci vede nessuno siam troppo vicini
e troppo veri …
Sorprendimi … (Stadio – Sorprendimi)

Cari amici e lettori, prima o poi doveva succedere. Questo è il post numero 40 e siamo arrivati dunque alla fine di questa terza stagione del Diario. Ancora una volta dopo una lunga pausa di riflessione e di incertezza. Ancora una volta confuso sul futuro di questo spazio, che, spero, vi abbia divertito, ricordato o aiutato a riflettere. Volevo lasciarvi, come capita di rado tra queste pagine, con una poesia, giuro che non l’ho copiata, di quelle che colmano il vuoto, romantico, di questo mio gioco.


amare (the end)

Un dolore forte, di quelli che ti stritolano il busto, proprio lì all’altezza del cuore.
E più ci pensi e più lui, cattivo, ti schiaccerà, sempre più forte.
Ma tu non puoi smettere di pensare, di pensarci.
E allora lui starà li,
comincerà ad erodere la tua capacità di respiro.
Un poco alla volta, sempre più forte, fino a quando non sentirai altro che il bisogno di bere qualcosa.
La tua gola però è già un risicato imbuto, invaso da un liquido che sentirai venir fuori, quasi fosse bava. Densa e bramosa.
Ma poi di cosa?
D’amore, d’amare o d’averti sposa.

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