Diario S3 Giorno 22. Solidarietà o speculazione sociale?

Diario S3 Giorno 22. Solidarietà o speculazione sociale?

e la vita la vita si fa grande così
e comincia domani
Tra le nuvole e il mare si può fare e rifare
con un pò di fortuna
si può dimenticare.
Dove sarò domani? Dove sarò?

 

(Artisti uniti per l’Abruzzo – Domani 21/04/2009)

solidarietà socialeTante volte all’interno di questo diario ho affrontato l’argomento “social network”, spesso in chiave ironica, altre volte come denuncia sociale. Abbiamo visto come questo “potente” mezzo ormai sia al centro dell’intero contesto sociale in cui viviamo. All’inizio si diceva che i social, per lo più Facebook, fossero una realtà dissociata rispetto alle vite delle persone, oggi invece, è fin troppo chiaro quanta influenza abbiano su di esse.

Pensiamo semplicemente a quanto sia cambiato il ruolo delle notizie, alla rivoluzione dei giornali online e al ruolo di costruttori del pensiero stesso. E mi viene subito in mente di sottolineare, per esempio, la pericolosità della diffusione di argomenti scientifici privi di fondamento o notizie assolutamente irreali create ad arte soltanto per essere condivise.

Prima di scrivere questo post, giusto per citarne una, ho letto lo status di una persona che si vantava di aver rimosso dal suo documento di guida l’obbligo delle lenti, grazie al fatto si era imposta di vederci meglio. A suo dire aveva “realmente funzionato”. Sotto ovviamente decine di like e commenti, ed una sequela lunghissima di “bravissima”, “sei grande”, etc etc…

Inorridisco.

Adesso però vorrei soffermarmi sugli appassionati delle tragedie. Sono quelli che all’indomani di una calamità naturale appaiono, giusto nei primi giorni successivi al disastro, con alone di santità e ci imporrano le bacheche di dolore. Attenzione, nella maggior parte dei casi lo fanno in buona fede, soltanto per una innata passione per la sofferenza. Una sorta di sindrome da crocerossina con tastiera. In altri invece no. Noto una certa malafede speculativa.

Penso ad esempio a quelli che si affrettano a creare eventi inutili soltanto per raccogliere utenti e vantarsi oppure magari per strappare una intervista di un inviato di Bruno Vespa. Sono quelli che “organizzano” il post tragedia sui social network. E sono tanti. Sono dei missionari che tentano la strada del successo con la misericordia da like. Ecco. Voi avete scassato il cazzo.

Capisco che il mio modo di essere molto spesso possa apparire eccessivamente distaccato rispetto ai grandi fatti del mondo, forse non sono dotato di sufficiente di amore sociale oppure sono semplicemente uno stronzo. Valutate voi. Personalmente però, vivo queste tragedie da click, con fastidio. Non riesco a tollerare questa ipocrisia del dolore. Specialmente, appunto, quando percepisco un cattivo sentimento ispiratore.

Adesso, visto che in tanti continuerete ad odiarmi, vado ad abbracciare oranghi mentre attendo che solidifichi il giacchio per farmi una doccia. Poi cena romantica solitaria con duecento grammi di spaghetti. Infine stasera tutti al concertone di LigaJovaPelù.

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