Diario S3 G11. L’era dell’intellettuale

Diario S3 G11. L’era dell’intellettuale

Could you be a teenage idol
Could you be a movie star
When l turn on my tv
Will you smile and wave at me telling Oparah who you are.
So you want to be a rock star
With blue eyed bunny’s in your bed
Well remember when you’re rich that you sold yourself for this, you’ll be famous cuz you’re dead. (Michael Bublè – Hollywood)

intellettualeQuesta è una riflessione, rimaneggiata, che avevo scritto qualche anno fa (2012) per un blog che non esiste più. La ripropongo poiché nulla è cambiato rispetto a quello che, in piena amarezza, scrissi per rappresentare il nuovo millennio e quello che restava “dell’essere intellettuale”.

Cari lettori, nell’anno di un millennio in cui verremo ricordati per aver creduto alle profezie dei Maya, c’è un altro motivo che ci farà imbarazzare nel prossimo futuro: la scomparsa dei veri intellettuali. Una cosa che neppure i Maya avevano previsto. La scomparsa degli “intellettuali”, sostituiti in clandestinità da attoruncoli della tv, partecipanti del grande fratello e comici di dubbia comicità.

Sin dall’antichità siamo stati abituati ad ascoltare intellettuali con il merito di aver influito incisivamente nelle scienze, nell’arti, nella cultura, nella politica e così via. Gli intellettuali di quell’epoca, soprattutto, non si definivano tali. Lo erano come dato di fatto. La superiorità di pensiero li ha sempre fatti emergere, contraddistinguere e riconoscere.

Oggi, invece, il nostro mondo pare non li sappia più riconoscere. Si affibbiano patenti di intelletto a qualsiasi soggetto che appaia in televisione per dire la sua. E, ancora più grave, ad esseri che vi si autodefiniscono. Quasi fosse una professione o un concorso per titoli.

La politica, che per i suoi fini, ha vandalizzato qualsiasi persona o cosa, da qualche anno continua a cibarsi di intellettuali presunti tali. I candidati, di qualsiasi specie, li presentano in ordine di lista come un qualsiasi menù da trattoria. Si vantano di veri e non, se n’appropriano sotto forma di papelli che poi chiamano appelli. Appelli spesso organizzati dagli stessi a cui si appellano e diffusi a regola d’arte come volantini all’uscita di un centro commerciale. E tutti si scappellano, sottoscrivendo parole farcite di buonismo e buonsenso, che a leggerle, ci trasmettono la novella di un filantropo venuto dall’isola che non c’è.

Ma è nello scorrere il menù che ci si accorge dell’inganno di chi, essendo apparso per una sola volta in tv, magari per commentare un plastico di Bruno Vespa, si erge ad intellettuale. Un intellettuale del terzo millennio, per la precisione, accolto dalla società come un santone.

Per fede.

E dopo questa premessa, volevo segnalarvi che sono stato fatto oggetto di un appello di intellettuali; personaggi della mia infanzia che vorrebbero un mio impegno alle prossime elezioni, qualsiasi esse siano.

Appello che ho scritto, non diciamolo in giro, e che mi coglie di sorpresa ma che divulgo con immenso piacere:


Candidiamo William Galt a qualsiasi cosa; per un futuro siciliano fatto di gloria, speranza, carità, virtù e per cancellare la fame nel mondo.

William va sostenuto perché è bravo, bello e buono. E’ una buona forchetta e poi sa anche cucinare quindi può risolvere con maestria l’annoso problema della fame nel mondo. Da anni guida senza aver causato incidenti e non ha mai gettato la carta dal finestrino. Si scaccola solo con la mano destra e non appiccica il ritrovato sotto le sedie. Insomma William Galt è l’uomo di questo popolo.

Firmatelo e facete firmare.

Gli intellettuali a sostegno.

Primi Firmatari della proposta:

I gatti del vicolo miracoli (senza Franco Oppini);
Gianni Drudi;
Nemo;
L’uomo del pennello cinghiale;
Hello Spenk e il suo Papà;
Pico De Paperis;
Direttore Skinner;
Lisa Simpsons;
Leone cane fifone;
Dumbo;
Orazio&Clarabella;
Qui;
Quo;
Qua;
Ciccio di Nonna Papera;
Il bambino ciccione dei Griffin;
Roger Smith;
L’uccellino di 90kg dei film di Celentano (quello che faceva ciiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiip);
Il gallo della Kellog’s;
Gorilla della Crodino;
Don Matteo;
Franco dei Ricchi e Poveri;
Le mille bolle blu di Mina;
Igor Shalimov;
Pacman;
La Principessa di Mario Bross;
La pecora Dolly;
Il tacchino di Johnny Stecchino;
L’omino di Latta;
Il bambino di “a me me piace a nutella”;
Il soldato Ryan;
Artiglio il gatto del cattivo dell’ispettore Gadget;
Apollo padre di Pollon;
Nanà Supergirl;
L’autore della pubblicità delle pillole Moment Act Molly;
Quello che inventa i nomi per i sistemi operativi della Apple.

P.s.
Attenzione: se non hai fatto nemmeno quella che porta il caffè a Pippo Baudo nella pubblicità kimbo, non puoi essere intellettuale!

Condividi: