Abecedario di Sicilia. C&K: C come Craconello e K come Karaoke

Abecedario di Sicilia. C&K: C come Craconello e K come Karaoke

Ma amici mai
Per chi si cerca come noi
Non è possibile
Odiarsi mai per chi si ama come noi
Basta sorridere
No no non piangere (Antonello Venditti – Amici Mai)

craconello A quanto pare il Partito Democratico siciliano si complicherà sempre di più la vita e non riuscirà nel prossimo futuro a presentare una nuova candidatura proveniente dal partito.

Eppure ci sono tanti uomini di spessore che negli ultimi vent’anni hanno tirato le fila del partito come ad esempio Antonello Cracolici, di cui,  esattamente, non è possibile datare la comparsa sulla terra, Si stimi che abbia un’età compresa tra i 50 e i 500 milioni di anni.

Rosso, sferico e stempiato, dall’inconfondibile tono di voce a “siringa”, stridulo tipo maestra delle elementari, “Craconello” contende a Leoluca Orlando il ruolo di prima donna della politica siciliana. E’ l’ultimo dei giapponesi ‘made in china’ del PCI siciliano. Non fuma, suda e come il cinque volte Sindaco di Palermo, passa inosservato nel suo partito, come un emendamento notturno all’interno di una finanziaria: anonimo ma sempre decisivo.

Venuto dallo Zen, esperto di informatica, di numeri e di panini con la frittola, è la spalla su cui “anche i ricchi piangono”, soprattutto quelli senza voto della provincia di Palermo; prima lo inseguono e poi, anzi, ma anche, per dirla alla Veltroni, senza un apparente motivo, lo insultano sui giornali, specialmente una volta eletti e trombati. E’ il suo destino di comodo e dannato della politica.

Trasformatosi negli anni, da giovane rivoluzionario stempiato a punto di riferimento della sinistra democratica siciliana senza capelli (SDSC), è l’uomo del ribaltone/patto voluto dal Partito Democratico in appoggio al governo Lombardo (2009), nonché spin doctor della prima e quarta fase del governo Crocetta (2012-2015).

Pensate che già dai tempi dei Democratici di Sinistra, i famosi DS, era luogo comune dire: “non si muove foglia, che Cracolici non voglia”. Un’eredità evidente, che nel tempo è entrata a far parte anche dei luoghi comuni interni al Pd, dove tutt’ora, qualsiasi male o qualsiasi scelta, sembra ricadere sempre e solo sulla sua testa che nel frattempo s’è via via stempiata facendogli comunque scivolare tutto di dosso con nonchalance.

Il sistema è semplice; fonti anonime fanno trapelare notizie vere e non fuori dai corridoi di via Bentivegna, dove la costante è in ogni caso la presenza del suo pensiero. Operazioni strategiche e comunicative in cui “Antonello c’è”, come i cartelli annunciano la presenza dei presunti spacciatori lungo le autostrade, anche quando non c’è.

Ad esempio durante le elezioni del 2012 gli veniva attribuita la modifica della legge elettorale regionale (in Sicilia infatti si vota con norme differenti che in Italia), precedentemente voluta e approvata dall’Assemblea proprio nel periodo del ribaltone Lombardo, che nel frattempo era per l’appunto uscito dal centrodestra e mantenuto in piedi proprio dai voti assicurati dal Pd, già maggioranza in Parlamento e di cui era rappresentante in qualità di Capogruppo.

Una legge che di fatto regalava, grazie al risultato elettorale ed ad una serie di acrobazie normative, nonché botte di culo, il Comune di Palermo al solito Leoluca Orlando che nel frattempo stravinceva proprio sul candidato concorrente attribuito sempre a Cracolici, tale Fabrizio Ferrandelli. Insomma, una partita tra Cracolici&AntonelloCracolici che “Craconello” ha perso e vinto.

Sempre lui.

35201_1515486854916_1240022_nMa il Massimo D’Alema di Sicilia, oltre ad essere l’ inventore della strategia politica del “galleggiamento”, di cui si è anche inventato il nome, è però uno dei pochi politici che non riporta condanne sul suo conto.

E questo, dalle nostre parti, per uno che fa politica da quando è stata inventa, non è da poco. Chapeau.

E’ coinvolto in prima persona però, da prima ancora che si introducessero quelle stupidissime primarie, in tutte le raccolte di preferenza della storia. Pensate che nei giorni in cui facevo le elementari, ero già tenuto a dover fare i conti con la sua influenza; persino alle mie compagne era necessario scrivere i bigliettini con un rituale differente rispetto al resto d’Italia. Da noi la formula era: “Ti vuoi mettere con me? Si-No-Parliamone con Cracolici”

Che ci crediate o no, sappiate che l’aeroporto di Punta Raisi di Palermo riceve i dati sulla velocità del vento direttamente dalla torre di controllo che sta ubicata presso la sua segreteria di via Costantino Lascaris.

Dicono siano solamente voci. Ovviamente è anche giusto. Ma si sa che le opinioni da queste parti siano come il vento.

Ma un nuovo messia non sarebbe tale se gli fossero attribuite leggende e parabole d’ogni sorta. Così come le apparizioni ed i miracoli, che da noi diventano incontri e partecipazioni ad eventi di ogni tipo.

“Era o vattiu ri me niputi!”

“NOOO un po’ iessiri, me figghia rissi ca si stava mangiannu ‘u cornetto ‘o cornettone a Branchecciu!”.

Insomma l’ubiquità, il dono secondo cui solo chi lo possiede ha il diritto d’essere riconosciuto come il Messia.

Ma è nella vita privata che un vero profeta si riconosce, quando l’uomo scende tra gli altri, senza giacca e cravatta. Quando il fascino resta attraente e la parola diventa verità. Quando le mani mutano acqua in vino e la presenza di vino una casa in taverna.

Accadimenti tramandati di bocca in bocca, che nella Gerusalemme del tempo diventavano “parola” mentre nella nostra Sicilia diventano “palora”.

Ed è nelle estati che il profeta, da secoli, ama offrire ai suoi discepoli la “palora”.

“E quando tutti saranno accalorati dal caldo, quando tutti staremo in metteremo e canottiera d’ordinanza, proprio in quel momento, AMICI, mi riconoscerete. Io infatti starò con voi, al centro delle vostre piazze, delle vostre ville, anzi “billini”,  dei vostri parcheggi e di ogni pizzeria del posto, laddove un Karaoke suonerà, ecco, Io ci sarò ed insieme canteremo”

Questa sera non chiamarmi
No stasera devo uscire con lui
Lo sai non è possibile
Io lo vorrei ma poi
Mi viene voglia di piangere
Certi amori non finiscono
Fanno dei giri immensi
E poi ritornano
Amori indivisibili
Indissolubili
Inseparabili

Solo a scriverlo mi sono venuti i brividi!!! E pensate al giorno in cui l’ho visto cantare.

Comunque. Tornando alla storia.

Craconello, pur avendo avuto negli anni importanti ruoli da “attore non protagonista” della politica, tipo la carica di Assessore al Comune di Palermo o gli innumerevoli ruoli presso le commissioni regionali, difficilmente vivrà nella memoria dei cittadini come un politico del fare. Esso difatti è riconosciuto tra la gente come un Onorevole del c’era.

“A quel tempo c’era Cracolici…” si narra e si narrerà ancora.

Un leader che vive l’esser un “nemo propheta” e che per tale ragione nei secoli ha attirato le antipatie di chiunque abbia frequentato le segreterie, i bar, i quartieri a lui riconducibili.

Anche se, a dirla tutta, non ho ancora capito se sono gli antipatici che vengono attirati dal frequentarlo o diventano antipatici quelli che lo frequentano, ma in ogni caso, un uomo, anzi un politico, che si trova ad ogni turno elettorale ad avere un nuovo nemico ed almeno un nemico conosciuto tra i compagni di partito.

Ecco perché ad ogni elezione, anche nel Pd, la corsa è sempre contro il “suo” candidato. Anche quando non ne ha. Come per la sfida tra Ferrandelli e Orlando.

Per tutto questo, sebbene il passato parli da solo ed il prestigio ormai lo preceda, nessuno gli concederà mai di coronare il suo sogno: la candidatura alla carica di Governatore della Sicilia.

Al Messia infatti, oltre alla resistenza serrata che gli si oppone ad ogni tornata elettorale, malgrado le valanghe di voti che riversa sulle liste che sostiene, per via di questo suo “difetto”, per i “compagni” e non solo, resterà sempre e solo il cattivo della storia dei democratici di Sicilia.

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