Anno 2017. Giorno 2. Bisogno d’aiuto

Anno 2017. Giorno 2. Bisogno d’aiuto

Mio caro amico, disse,
qui sono nato,
in questa strada
ora lascio il mio cuore.
Ma come fai a non capire,
è una fortuna, per voi che restate
a piedi nudi a giocare nei prati,
mentre là in centro respiro il cemento.
Ma verrà un giorno che ritornerò
ancora qui
e sentirò l’amico treno
che fischia così,
“wa wa”! (Adriano Celentano – Il ragazzo della via Gluck)

alino de bellis - bisogno d'aiutoDopo quell’incontro le domande nella mia testa erano tante, prima tra tutte: “ma chi buoli ri mia?” Sono fuori da tutto, sono fuori dal loro mondo. Boh.

E poi veramente saranno loro la svolta di questa sinistra? Saranno ancora loro a regnare per i prossimi 5 anni?

L’arrivo del Presidente De Bellis nella mia vita mi lasciò letteralmente turbato.

Erano troppi i dubbi a cui non sapevo dare un senso. Non pensavo che a soli due anni da oggi, la mia Regione, sarebbe passata nelle mani di un uomo così normale, così fuori dagli schemi, da apparire persino più sobrio dell’altro Presidente, Mattarella.

Alino De Bellis aveva 63 anni, stempiato, di una stempiatura che ti lascia quei quattro peli dietro alla testa, giusto sopra il collo per intenderci, di quella che ci puoi abbinare un toupet color mogano per le occasioni migliori. Un uomo logorato dal nuovo gravoso incarico. Scavato nel viso, dietro agli insoliti occhiali quadrati, due occhi che non vedono sonno da mesi.

Ma chi è Alino De Bellis ora Presidente della Regione Siciliana?

E’ un pensionato della via Libertà di Palermo. Uno di quelli che dedica la sua vita al controllo ricorsivo dei lavori in corso. Un uomo mai stato particolarmente elegante, come il nuovo ruolo imporrebbe. Fuori posto, sudaticcio e ansioso, Alino è laureato in legge ma anche precocemente pensionato dallo stato. Abitualmente vestito di “tutto punto”, con quelle giacche da professore di velluto non più vellutato, logorate dalla postura assunta e con le toppe da gomito cucite sul lato interno della giacca. Segni indelebili delle braccia dietro la schiena.

Ormai ex dipendente postale ed amministratore di un condominio di via libertà, non ha mai avuto il coraggio di dedicarsi alla libera professione. Questo nel tempo lo ha reso rigido, di un rigido di quelli che la piega sui pantaloni si allinea con le rughe d’espressione del viso. Praticamente una linea retta dalle guance al calzino calato sulla caviglia. Una rettezza dai cui è difficile riprendersi, di quelle che ti portano ad indossare il mocassino marrone masticato che appare con timidezza dal pantalone a jeans anticato. E per anticato non intendo uno di quelli moderni strappati per look, ma di quelli che ha salutato i colori qualche decennio fa dopo intensi lavaggi a 90 gradi. Mi viene da dire, “un po’ “sburdutu”, come tutta la sua vita. Retta e frustrata.

De Bellis però non è certo un uomo che si giudica da come si veste, pur avendo causato ad Enzo Miccio, durante una intervista, un attacco di cuore.

Adesso aveva bisogno d’aiuto. Ma che voleva quell’uomo così noiosamente serio e fuori posto da uno come me?

Lo scopriremo nella prossima puntata il 17 ottobre. Per leggere le puntate precedenti clicca qui

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