Diario S3 G4. Quella volta di Gazzè col Supercafone

Diario S3 G4. Quella volta di Gazzè col Supercafone

Se fossi qui dipenderei dalle tue tenerezze
dette sul collo a bassa voce ma lo sai
l’amore porta guai, si perde quasi sempre c’è gente
che facile non si riprende più
ma tu, guarda me, prendo tutta la vita com’è
non la faccio finita ma incrocio le dita e mi bevo un caffè… 

(Max Gazzè – La vita com’è)

Oggi parliamo di Max Gazzè, musicista e cantautore italiano, di origine siciliana, col sound franco/inglese, apprezzato sia per la qualità dei testi che per le musiche. Ha appena pubblicato il suo ultimo singolo “La vita com’è“, di cui mi sono subito innamorato e che è già successo radiofonico. Il pezzo, acquistabile sui principali store online, anticipa il nuovo album “Maximilian” in uscita ad ottobre.

max gazze supercafoneUna nicchia strana quella di Gazzè; il suo indiscusso talento talvolta viene dimenticato per poi riemergere all’improvviso con grandi successi di massa. Un pubblico che definirei fluido; estimatori e raffinati ascoltatori a cui si aggregano per brevi momenti, chiassose masse.

Ricordo negli anni questi sali scendi di “popolarità”; all’improvviso sembra sparire rimanendo intrappolato nella sua musica ricercata, come nel caso del disco Tra l’aratro e la radio di cui tutti ricordano Il solito sesso poiché partecipò a Sanremo, per poi tornare ad un disco dal successo immenso come Quindi?“, dove il singolo “Mentre dormi“, fu colonna sonora del film “Basilicata coast to coast“, che lo vide impegnato anche come attore.

Quello che mi sento di dire, senza alcun timore, è che si tratta di uno degli ultimi artisti di talento d’Italia. Sound geniali, testi ricercati ed intrattenimento. Un vero artista completo, per tutti e quindi di tutti.

max-gazzePersonalmente lo seguo fin dal primo album pubblicato ed oggi, vorrei raccontare un aneddoto di quelli che vengono ricordati solo dai fan, insomma uno di quelli che quasi sicuramente non rientra più neppure tra i suoi ricordi.

Era il 1999, ero nel pieno del trip di “Una musica può fare”, brano emerso dalla noia di Sanremo giovani, che mi aveva completamente assorbito. Non passava un pomeriggio che non riascoltassi quell’album, “La favola di Adamo ed Eva”, con il quale avevo lobotomizzato tutti quelli che mi frequentavano. Eravamo i 3 fan di Gazzè a Palermo (scherzo).

Comunque. Succede che il tour di Max tocca anche la nostra città. La notizia mi rese felice e decisi di acquistare per me, per la mia ragazza e metà sua parentela, ovviamente a mie spese, i biglietti della serata. Con noi venne anche un amico dell’epoca che aveva simpatie per una delle mie ex cognate e mi ricordano dalla regia, mia sorella la grande. Di quella serata ricordavo di avere delle foto, ma non riesco a trovarle.

L’evento si svolse presso l’Arena di Mondello, quella che adesso è il teatro Zappalà. Più o meno c’erano trecento persone, più i familiari di Gazzè. La serata fu un successone, tutti a ballare e cantare. Ad un tratto, come l’artista fa ancora adesso, comincia un medley con la disco anni ’70, “disco inferno” e via dicendo, poi si ferma e chiede al pubblico quale pezzo volesse ascoltare. Chiaramente dei suoi.

Tra l’imbarazzo generale un simpaticone urla: “SUPERCAAAAAFONEEEEEE”. Gazzè lo guarda e lui ripete “SUPERCAFOOOOOOOOOOONE”. Gazzè si gira verso la band e tutti partono: “Il supercafone eccolo qua […] movi la mano de qua e de la fammela vede nun te ferma”. Scoppia una risata generale e fragorosi applausi.

La serata finì poco dopo. Non ebbi il coraggio di chiedere una foto. Ci riuscii anni dopo.

Insomma, piccole cose divertenti e che fanno bene alla musica ed ai suoi fan.

Ricordi impressi nella memoria, un po’ come le parole delle sue canzoni.

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