Diario S3 G3. Non essere geloso…

Diario S3 G3. Non essere geloso…

Non essere geloso se con gli altri ballo il twist,
non essere furioso se con gli altri ballo il rock:
con te, con te, con te che sei la mia passione
io ballo il ballo del mattone (Rita Pavone – Il ballo del mattone)

non essere gelosoSe c’è una cosa che non passerà mai in Italia è l’insana voglia di ballare appena parte una canzone. L’Italia, cresciuta con la felicità della musica anni ’60, tra un geghegè, un twist o una bollablu di Mina, ha una particolare tradizione nel ballo da sala.

E per sala intendo quella da trattenimento. Già proprio quella: rumorosa, fastidiosa e con l’arredo pacchiano. Ti ci hanno portato con la scusa di un matrimonio e ti ritrovi tra fastidiosissimi parenti e sconosciuti.

E tu stai lì. Da inerme invitato. Ti stai scassando qualsiasi cosa si possa scassare quando ad un tratto la band live, e non ci può essere intrattenimento al trattenimento senza una band, parte con: “Batti in aria le mani e poi falle vibrar” … Subito vedi alzare in ordine sparso: La coppia affiatata, la coppia spaiata, la coppia spanocchiata e poi la nannò, che in genere va di assolo.

Loro non mancano mai. Nell’organizzazione dei trattenimenti è obbligatorio avere tutte le componenti ballo della serata. Esistono pure dei “ballinplanner” che quando non in famiglia non hai tutte le figure occorrenti, ti portano degli attori che, al costo della cena, si prestano per tutta la durata dell’intrattenimento musicale. Tornati a casa capita spesso infatti che ti chiedi chi fossero quei due che hai visto tutta la serata ballare con professionalità i vari lisci e tango.

Beh erano loro. Le comparse.

Tornando a loro, che poi sono i veri protagonisti della serata, che, attenzione, non sono mai gli sposi o i parenti prossimi di chi ha organizzato.

Ti accorgi subito della coppia affiatata; partono sempre per primi e si lanciano sguardi che manco Carmen Russo ed Enzo Paolo Turchi durante il riscaldamento. Sono i classici zii che hanno fatto un corso di ballo per la terza età. Amano il tango e si atteggiano come se fosse la finale della sagra della piada romagnola. Prendono quasi tutto lo spazio vitale della pista e ruotano senza mai volgere occhio al pubblico. Lui ha sempre i baffi, è un po’ stempiato ed i peli che gli restano in testa sono lisci tutti all’indietro. Lei ha una gonna strettissima, tacchi altissimi, respira a fatica ed ha mangiato solo le olive dell’antipasto. Ad ogni volèe uno dei bambini che nel frattempo si era tuffato nella mischia, rischia la vita. I tacchi di lei, con una precisione millimetrica, li sfiorano senza mai colpirli, mentre in sala si accendono gli animi.

Ecco allora che due zie, come in un rituale di accoppiamento da National Geographic, non potendo contare sui mariti appisolati sulle sedie, si tendono la mano e si lanciano formando una coppia spaiata. Le riconosci subito perché in vita loro non hanno mai ballato e per questo sghignazzano divertite come delle ossesse (ossesse, con la O di Otranto). Fanno un solo passo: mani e gambe si muovono all’unisono in alto ed in basso, come dei soldatini di marmo, mentre i piedi cadendo battono di botto per terra.

Quando la musica ha ormai trascinato la sala, le mogli dei mariti svegli cercano di trascinarne qualcuno sulla pista con scarso successo. Soltanto una su cinque raggiunge l’obiettivo. Quelle che non ce la fanno formano coppie spanocchiate con anziani uomini rinvigoriti dalle tante cosce e minne in mostra. Queste coppie non beccano mai un movimento giusto. La donna rosica per le azioni dei professionisti e gli uomini si beano soltanto d’essersi trovati in mezzo a cotanto ben di Dio.

A questo punto della serata, seduti, restano soltanto gli scoglionati e le nannò mogli degli arzilli ballerini che, con uno scatto di orgoglio, si lanciano in solitari balli di gruppo. Le vedi muoversi in un liscio con i passi della macarena e in un tango con i passi del geghegè. Stanno in un angolino a dimenarsi ed ogni tanto cascano per terra. Sono quelle su cui si concentrano gli scoglionati come me, prima o poi faranno la mossa giusta; cadere o contendersi il vecchio marito rincoglionito abbracciato alla nipote acquisita.

E le serate continuano così, tra un “guarda come dondolo” e un “ballo ro cavallo”, momento volutamente trash.

Come se tutto il resto non lo fosse già abbastanza.

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