Diario S2 G36. L’ultimo Faraone (in classifica)

Diario S2 G36. L’ultimo Faraone (in classifica)

Accetterei
Di addormentarmi su un ghiacciaio tibetano
Congelerei
Ma col sorriso che si allarga piano piano
(come De Niro, ma più indiano)
e invece sto sdraiato
senza fiato sfatto come il letto su cui prima m’hai lasciato
e resto qui distrutto
disperato ancora un po’
ma prima o poi ripartirò.
E salirò salirò (Daniele Silvestri – Salirò)

avvoltoio

Nel ricordarvi che questo è un articolo di satira, vi auguro buona lettura.

Nell’era in cui l’unico lavoro disponibile è quello di “presentatrice Avon”, un palermitano, di “Palarmo”, è riuscito a raggiungere un interessante traguardo occupazionale. E’ l’uomo immagine delle scalate pindariche di Renzi. Da escluso ad esclusivista, l’ultimo Faraone della nostra epoca si chiama Davide di cognome fa l’Imperatore e di “lavoro” il sottosegretario.

Uomo da “quarta di copertina” renziana, dopo Boschi e le altre, Faraone è un politico metà addetto stampa e per la restante parte “Ambasciatore portante pena”, più specificatamente quella della #labuonascuola.

Per i più, praticamente dalla Provincia di Palermo in su, in la e più in là è uno sconosciuto, almeno lo era fino al giorno in cui non si inamicò la maggior parte della classe docente italiana grazie appunto a “#labuonascuola”, quella con l’hashtag, pure questa. Questa comunque non vuole essere una pagina di critica al provvedimento, che sconosco, ma solo la presentazione di un altro personaggio di “Palarmo” di cui ogni tanto scrivo.

IMG_20150914_152752L’ex candidato Sindaco perdente alle primarie è l’uomo immagine dell’impero della scontentezza. Insieme ad Orfini, è l’uomo che rappresenta i provvedimenti con la molletta al naso del Pd (la grafica della molletta presente nella foto fa parte di una campagna di comunicazione reale del Pd risalente al 2009). Per il suo “mandato” di Ambasciatore portante pene ed addetto stampa si è dedicato anche un simbolo, l’avvoltoio, ma nessuno ancora ne ha voluto comprendere il significato. Forse.

Faraone CastaDovete anche sapere che nel gruppo dei Renziani siciliani (!?!) gravitano pure i “Faraoniani”, che sono come la democrazia liquida, cioè cambiano forma in base a chi li spreme. I “Faraoniani” non si possono contare, vedere, riconoscere, cambiano sulla base dei comunicati stampa che il Leader pubblica. Diventano gruppo, movimento, area, magma, sistema, amici, insomma mutano in base al risultato da ottenere. Nel tempo questi “Faraoniani” hanno trasformato pure la capacità di esprimersi all’interno dei social network; una volta erano presenti e rumorosi, facevano gruppi e manifestazioni. Negli ultimi tempi invece sono praticamente invisibili, tant’è che Marco Berry pare li stia cercando per “Italia Uno”. Si è fermato pure il suo sito web personale www.davidefaraone.it, per cause naturali ovviamente, dove l’ultimo post è risalente al 19 luglio del 2014.

Davide e Fabrizio
(La foto di Faraone e Ferrandelli è presa dal sito web Livesicilia. Il meme di Ferrandelli che si dimette mi è stato censurato dalla pagina “Ferrandelli che si dimette“).

Per un periodo, “Faraoniano” era pure Ferrandelli, durò pochissimo prima che prendesse coraggio con l’hashtag, tornando ad essere un semplice Deputato piddino.

Oggi Faraone, riprendendo in mano il suo vecchio slogan delle comunali “Im(strappato)possibile”, probabilmente come augurio, si immagina già candidato alle prossime elezioni regionali siciliane (2017 o forse prima), come Presidente, passando magari dalle primarie, strumento che tanto ha promosso e omaggiato.Im_Possibile Faraone Almeno fino al momento in cui è arrivato terzo a Palermo e cioè penultimo su 4, dopo una lunghissima e costosissima campagna elettorale in cui prometteva di risolvere i veri problemi di Palermo: “la Casta”, “La puzza di ascelle nella centouno”, “si al dado nella caponata” di cui tra l’altro fu inventore, ancor prima della “Star” ed infine il più pericoloso dei problemi della città e cioè “togliere il traffico dalle scene al volante, nei film girati a Palermo”.

Nel frattempo però, immaginandosi sul trono, irrompe di continuo su tutti i temi che riguardano la Regione, pur non essendo stato eletto neanche in Parlamento, almeno fino a quando Ferrandelli, sempre lui, decise di dimettersi. E c’è da dire che l’Imperatore “se ne sente di tutte cose”: scuola, autostrade, rimpasti, impasti, pizzette, pani ca meusa, tunnu a matuluotta e soprattutto ri pasta chi sarde. Per questo tiene a farci sapere spesso il suo pensiero.

E noi lo leggiamo.

P.S.

 

Questa la dedico agli invisibili

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