Diario S2 G28. L’ho saputo da uno

Diario S2 G28. L’ho saputo da uno

Quante volte nella vostra vita qualcuno vi ha detto di aver “saputo da uno” un fatto che poi si rivela assolutamente infondato o inesistente?

No, non torna il conto
ho dato tanto
e niente per me ci resta
Ma sono contento,
canto lo stesso
e canto così..
e chiudi la finestra
se non vuoi sentirmi più (Gianni Morandi – Ma chi se ne importa)

saputo-da-unoQuesto poteva essere il blog dell’anno, se qualcuno l’avesse letto, visto o sentito. Appunto, se.

Scrivere per me è un passatempo utile a raccontare ciò che mi accade. Un modo per non dimenticare ciò che mi succede e di lasciarne traccia.

In ogni caso, qualsiasi cosa abbiate mai sentito, sappiate che il 99% di quello che vi ho raccontato è già stato romanzato da quello che me l’ha raccontato, che poi l’ha saputo da un amico, che aveva uno zio che pare fosse amico della cugina sposata con quello che aveva avuto quel discorso.

Ecco perché, qualsiasi cosa mi riferiscano, non la considero mai vera, almeno fino a prova contraria. E questo l’ho imparato da che avevo appena cominciato a camminare. Ci sono molti modi dire quando si sta annunciando un racconto riferito: voci di corridoio, spiffero, l’uccellino, uno che canta, l’amico di un amico, etc etc… In ultima la versione “mi hanno raccontato l’intercettazione sentita da un amico”.

E’ l’Italia, si va avanti così; tra racconti, spifferi, insinuazioni, voci di corridoio e intercettazioni che nessuno ha mai sentito, visto e letto. Un po’ come il mio blog, il blog dell’anno che nessuno ha visto, sentito o intercettato.

Almeno fino ad oggi.

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