Diario S2 G22. Il selfie che mi appaga tanto

Diario S2 G22. Il selfie che mi appaga tanto

Quando il cielo é nuvoloso
ed é triste questo cuor
col pensiero tenebroso
conto tutti i miei dolor
poi ci penso e dico no!
ed allora cosa fo?
canto quel motivetto
che mi piace tanto
e che fa du..du..du..du
du.du.du.du.du.du
(Claudio Villa – Quel motivetto che mi piace tanto)

selfieFinalmente ho capito a cosa servono i selfie, sono mesi che cercavo di capire quale effetto provocassero nella nostra mente. “La gente soffre si problemi” (citazione ripresa da una intervista fatta a Report domenica 31 maggio – video sotto) ed ha scoperto di avere una sola espressione facciale che gli piace.

Se osservate gli autoscatti dei vostri amici noterete sicuramente che ognuno di loro ha individuato per se la formula magica della “bellezza”. Oddio, più che altro la ricetta dell’appagamento personale, il giusto click che li rende più sexy, belli ed addirittura intelligenti. Ovviamente tutto questo accade esclusivamente nella loro testa. Il più delle volte infatti l’espressione li rende stupidi, goffi e in alcuni casi più brutti. Fatto sta che l’epoca dei mi piace miete esclusivamente vittime, anche eccellenti. Nessuno riesce a resistere alla costruzione della propria ‘immagine’ social.
Sono delle micro espressioni ripetute in tutti gli scatti; un labro storto, un sopracciglio sollevato, un dito nel naso, gli occhi sgranati o semplicemente uno sguardo di sbieco.

Ognuno setta il suo volto come una maschera tridimensionale.
Il mutamento è visibile ad ogni occasione che si presenta, le persone si trasformano con una rapidità da far invidia a Mazinga.
Passano da tristi pensatori a felici ammaliatori in un lampo di secondo, giusto il tempo di uno scatto per poi oscurarsi di nuovo.

Un tempo si diceva: “riprendi il profilo migliore”.

Oggi verrebbe da dire: “riprendetevi dal vostro profilo”.


Mia madre soffre di problemi!

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