Diario di un disoccupato. Stagione 2 Giorno 20. La casa ristrullurata

Nei condomini una volta che si convincono di qualcosa difficilmente potrai far cambiare idea alla gente. Ecco perché una casa in vendita…

Dalla sua cella lui vedeva solo il mare
ed una casa bianca in mezzo al blu
una donna si affacciava… Maria
E’ il nome che le dava lui
Alla mattina lei apriva la finestra
E lui pensava quella è casa mia
Tu sarai la mia compagna Maria
Una speranza e una follia
(Lucio Dalla – La casa in riva al mare)

cartello vendesiQualche anno fa, sfinito dalla tracotanza, dalla maleducazione e rumorosità dei miei vicini del piano superiore, decisi di mettere in vendita la mia casa, fatto che suscitò molta curiosità e “clamore” nel palazzo.

La messa in vendita dell’appartamento in realtà durò molto poco, la crisi non rendeva intelligente la vendita, e dunque decidemmo di non andare avanti. Il resto dei condomini però, a quanto pare, non si è “arreso” all’idea, neanche oggi che sono passati quasi 8 anni dal quel giorno.

Più o meno come il fatto che continuino a rivolgersi a me chiamandomi “Avvocato”, pur non avendomi mai visto in giacca e cravatta o avendo mai dichiarato appartenenza all’ordine. Fu una voce di corridoio ad insinuare nelle loro menti l’equivoco, il fatto che una volta citai una legge e la parentela con un legale. Basto questo a convincerli e a procurarmi comunque il beneficio di una certa “supposta superiorità” per rispetto al ruolo.

Insomma una volta stabilita una “certezza” i miei vicini non riescono a farsene una ragione. E’ così e basta. Puoi smentire tutte le volte che vuoi ma te la devi accollare.

james-casa-ristrullurataSarà anche per questo che da quando in androne è apparso un nuovo cartello di vendita è ripartito l’apparato, fa tanto figo dirlo, da “curtigghio”.

Lo scoprii attraversando l’androne del palazzo, quando incrociai James, che mi intrattenne col suo solito dialogo surreale. Non so ancora se mi infastidiscono di più le conversazioni da “scala” o il fatto che debba incrociare James ogni qualvolta decida di mettere il naso fuori dalla porta di casa.

J: “Wellaaaa. Amico bello! Chi è a vuostra sta casa ca si vinni!?!”
W: “No. Perché?”
J: “Nnooooooo, (James comincia tutto con una negazione) picchi c’è scritto ristrullurata!!!”

W: …(faccia a punto interrogativo).
J: “La casa! Ristullurata!”
W: “Cosa?”
J: “Ri stru llu ra ta!!! (scocciato)”
W: “James, unnucapivu. U N N U C A P I V U!!”
J: “Ristrulluraaaata!!! Sulu a vuostra, chidda ru sesto piano e chidda ru secunnu piano sunnu ristrullurate!!!!”
W: “AAAAhhhhhh!!! Ristrutturata! Un ti capiva!”
J: “Seeee a vuostra! E’ tutta ristrullurata! Tutta nuooova va, comu si rice: ristrullurata!”
W: “Ah. No no, non è la mia. Forse è quella accanto alla mia che si vende.”
J: “Noooooooo, ti rissi ristrullurata, chidda o latu a tua è biecchia, pi ghiccalla! Forse u secunnu piano allura.
W: “Ahah (risata infastidita).”
J: “Comunque chiddu a pigghiò rucientumalalaeuro!!! Se sa vinni ci pigghia centumalaeuro. Un ci cummieeeeene!!!”
W: “Se infatti.”
W: “Minnacchianu.”
J: “Ciao me cumpare”

W:… (‘Ncachi, anzi, ‘Ncachi incurabile)

Non mi sembrò convinto della risposta. Ma riuscii a liberarmi di Lui.

…E sognò la libertà
E sognò di andare via, via….

P.s.

Il “‘ncachì” incurabile è un “‘ncachì” in loop, senza termine.

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