Diario S2 G19. Di fragole e di veri amici

Diario S2 G19. Di fragole e di veri amici

Uno scende a comprare due fragole e si ritrova in mezzo ad una discussione che non avrebbe motivo di esistere. Ma siamo a Palermo

Eh, in questo mondo di ladri
c’è ancora un gruppo di amici
che non si arrendono mai.
Eh, in questo mondo di santi
il nostro cuore è rapito
da mille profeti e da quattro cantanti.
Noi, noi stiamo bene tra noi
e ci fidiamo di noi.

(Antonello Venditti – In questo mondo di ladri)

Una volta un saggio mi disse: “Società manco cu me mugghieri!” Oh, io all’epoca l’avevo preso per pazzo! Ed invece a sentire certe storie mi sa che aveva ragione.

Sentite cosa mi ha raccontato garbatamente, pacatamente, il fruttarolo che sta sotto al mio palazzo, un palermitano della dinastia dei “Tanini”, lui che da qualche tempo mi epiteta “sangu meo” quando gli compro le fragole.

Stavo assorto nei mei pensieri, valutando la scelta dei cestini migliori, quando lo sento dibattere animatamente con un collega tanino.fragole

“E mi futtiero a machina e bulievanu i picciuli! Ci rissi: sè sè… ricci all’amico tuo ca si fa truvare dda ca ci rugnu i picciuli!!! Ci fazzu i rialu.”

Poi un ghignogrugnito ed il mio sguardo incrocia il suo. Doveva essere fin troppo evidente il mio punto interrogativo facciale, perché a quel punto si rivolse a me:

“Voirdire era un amico mio, ca nisciemu ogni sira ‘nziemmula e mi futtiu a machina! Io ci l’avia rittu! Se mi futtunu a machina vegnu nne tia!”

Le uniche parole che mi uscirono furono: “Sé babbè.”

“‘U sape a verità quale è?” mi disse stringendosi animatamente i testicoli. “L’unici amici sunnu i cugghiuna. Un trariscinu mai!”

Che gli potevo dire se non: “avi ragiune!”

“Arrivederci”.

“Ciao sangu meo”.

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