Diario S2 G18. Il barbiere non si offre!

Diario S2 G18. Il barbiere non si offre!

Tenive ‘o mare
pe’ gghi’ a parla’ ogni sera
tenive ‘o mare
e ‘o mare te steva a senti’
tenive ‘o mare
‘o mare p’allucca’ cchiu’ forte
tenive o mare
‘o mare pe’ fui’ da morte
Disoccupato per mestiere (Nino D’Angelo – A storia ‘e nisciuno)

barbiere william galt
Barbiere ambulante (foto google)

A rischio di essere ripetitivo sul tema, sto facendo una selezione di interviste inutili apparse sui quotidiani online all’indomani dell’elezione di Mattarella a Presidente della Repubblica.

Tra le tante, mi ha fatto veramente divertire l’intervista al suo barbiere che troverete alla fine del post.

Anch’io infatti, come il Presidente, ho un “acconciatore per uomo” fantastico e devo assolutamente raccontarlo.

Tutti noi clienti sappiamo che un giorno lo andranno ad intervistare per fargli ammettere di essere il mio “coiffeur” personale. Gli strapperanno la confessione su quel taglio a “scuzzulune” che facevo una volta ogni sei/otto mesi, giusto in occasione degli anni bisestili.

Lo so, la canzone che ho proposto parla della storia di un camorrista pentito del suo trascorso criminale e bla bla bla…

La disoccupazione in una città difficile è anche questo, il rischio della criminalità. Questa però, non è una puntata di Servizio Pubblico, dunque chiuderemo questa parentesi sociologica da bar passando al fatto, che non è quello quotidiano.

Quella che sto per raccontarvi è la vita di un uomo qualunque, che avrebbe potuto fare la fine del protagonista del brano di Nino D’Angelo ed invece si è ritrovato a tagliare capelli.

Il barbiere, il mestiere più antico del mon… ops, vabbé visto quello che è successo, capirete dopo, il discorso potrebbe prendere una brutta piega. Dicevamo, il barbiere, questo mestiere artigiano nelle mani di artisti e scappati di casa.

La copertina del libro di Franco Alfonso
La copertina del libro di Franco Alfonso, barbiere di Mattarella

Ma barbieri si nasce o si diventa?

Nella stragrande maggioranza dei casi si diventa. Soprattutto per mancanza di alternative.

Dei due fratelli, quello che chiameremo Jerry, era lo “scafazzato”, il figlio mal riuscito che venne instradato al mestiere dal fratello “buono”, quello studiato, anzi “l’ artista” di famiglia. Fu lui a traghettarlo verso la “strada sicura” del taglio e vedremo adesso, del cucito.

Jerry è il co-titolare di un salone per “acconciature per uomo”, termine che fa ridere solo a pensarci, visto che la metà degli uomini che frequenta i saloni sono “tignusi”. Il salone, che poi è un mezzo “cammarino” con due sedie da barbiere, sta nei quartieri buoni di Palermo, diciamo nel quadrilatero della felicità. Sì, il solito: il quartiere Libertà.

Ma chi è Jerry?

Come dicevamo prima, è il fratello maggiore di una coppia di figli maschi. Tra i due è quello “non studiato”, cioè senza un titolo di studio professionale di livello superiore. Anche se “non studiato” non ha sempre questo significato.

E’ basso, semicalvo e con un baffo da porno attore anni ’70. Fumatore accanito, lo si nota “malamente” durante lo shampoo, proprio nel momento in cui le sue dita gialle e dure come il granito, sfiorano la testa. Nel lavoro è una macchina da guerra. Punica.

Elegante nei movimenti e nella gestualità come Marisa Laurito nel tentativo di replicare la “mossa“, come ogni barbiere che si rispetti, da contratto con la società, ha un forte debole per il pettegolezzo.

Già perché nei rioni sono tante le professionalità atte ad adempiere al compito di amplificatori del pettegolezzo e tra queste, oltre al portiere del palazzo e la signora alla persiana, c’è proprio il barbiere. Ognuno con la specifica competenza territoriale e professionale. L’informazione confidenziale o curtigghio, infatti, va trattato con la dovuta competenza.

Echecazzo!

Quanto a Jerry, siamo costretti segnalare il suo problema più serio: il fratello “studiato”. Lo limita. “Jerry non fumare dentro il negozio”;”Jerry fai silenzio”; “Jerry evita questo”; “Jerry evita quello”.

Un fastidio insopportabile.

Il povero Jerry, che da grande avrebbe voluto fare il portiere del palazzo buono, viene continuamente ripreso dal fratello più piccolo! Ne soffre a tal punto, che il fondo personale mance, finisce puntualmente in caffè offerti ai clienti. L’occasione giusta per fumarsi l’ amata Ms (emme esse) senza subire l’oppressione del fratello.

Ma Jerry è anche un uomo all’antica e quel giorno in cui feci la battuta, si perché era soltanto una battuta, che avrei offerto il taglio di capelli ad Iphep si irritò parecchio.

Ahhh. ‘U viri, ‘u varbiere un si offre!!!.

Perché Jerry?

Perché va diciamo va, è come attipo… e simulando un gesto più o meno paragonabile a quello di Jerry Calà accompagnato dalle parole libine, doppia libidine“, è come attipo quando uno va da una pulla e si fa accompagnare da un amico. Non è che entra l’amico. Resta in macchina, poi trase iddu e ognuno si paga u suo!

Il discorso durò più o meno mezz’ora con dettagli che voglio proprio evitarvi. Ma fu talmente sconclusionato che alla fine riuscì a farmi cedere: Iphep, pagatillu tu stu tagghiu ri capiddi. Un vulissi violare la tua intimità! 

Non sapevo che avrei infranto il codice d’onore dell’acconciatore per uomo!!!

Una volta uscito dal locale restai pieno di dubbi. Soprattutto perché non capii il paragone tra la sponsorizzazione di una scopata ed un taglio di capelli individuale.

Sono questi i momenti in cui i palermitani riescono a turbare il mio “animo gentile” lasciandolo al frastuono dei dubbi.

E chissà quante storie ancora mi tormenteranno.

P.s.
Nel video il barbiere di Sergio Mattarella. Non perdetevelo e fatevi i capelli alla Franco Alfonso anche voi!!!

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