Diario S2 G8. Charlie Hebdo: è terrorismo internazionale?

Diario S2 G8. Charlie Hebdo: è terrorismo internazionale?

Mia madre mi disse non devi giocare
con gli zingari nel bosco
ma il bosco era scuro l’erba già verde
Iì venne Sally con un tamburello
ma il bosco era scuro l’erba già alta
dite a mia madre che non tornerò. (Massimo Bubola – Sally)

Charlie HebdoChe giornata è stata quella di ieri! Mi sono alzato col terrore dei kalashnikov negli occhi e nelle orecchie, ho seguito tutte le trasmissioni nazionali e non sulla strage alla redazione di Charlie Hebdo. Parigi in preda al terrore, il mondo in preda al terrore di nuovo attacco al cuore della “democrazia”. Qualcosa ancora però non mi convince, non riesco a chiudere questa terribile pagina etichettandola come “strage organizzata dal terrorismo internazionale”.

Attenzione, non sono un esperto di dinamiche stragiste, neppure un esperto di guerra o di terrorismo,  ma alcune cose viste da semplice “spettatore” mi lasciano assai perplesso.

Premesso che non so come sia possibile che abbiano trovato armi di quel tipo, i dubbi restano.

Intanto non riesco a comprendere come durante una strage pianificata a tavolino si possa sbagliare il numero civico,  è una cosa che neanche in “scuola di ladri” con Lino Banfi poteva accadere. Cioè questi pianificano di ammazzare decine di persone e non si sono premurati di verificare gli ingressi ed eventuali ostacoli presenti? Erano tanto improvvisati da non saper riconoscere neppure l’entrata principale! Ma che pianificazione militare sarebbe questa?

Certo poi una volta arrivati si muovevano da “professionisti”. Ma ho visto giocatori di “soft air” muoversi esattamente allo stesso modo! Anche se non ho mai visto, manco nelle serie tv alla “Chuck“, un killer perdere la scarpa da tennis. E vabbè nella foga ci può stare. Ma è molto strano che dei “professionisti” della morte camminassero coi documenti. Non farsi sgamare penso sia la prima regola. Sennò a che gli servivano i passamontagna? Invece questi vanno a fare una strage coi documenti in tasca. Forse dovevano prendere le sigarette al distributore? Boh.

E ancora, organizzano una strage e non si premurano ad elaborare un piano di fuga tanto da dover rubare le auto strada facendo. Ma dove si è vista mai sta cosa? Cioè degli assassini fanno una strage in centro a Parigi non organizzano la propria fuga. Niente auto lasciate sul percorso, abiti nuovi, documenti falsi? Incredibile.

E infine, le teste di cuoio. Trovano i documenti e li vanno a cercare a casa. Ora vorrei sapere quale assassino si nasconderebbe a casa dopo aver ucciso 12 persone con l’aggravante di aver lasciato miliardi di tracce!

“Nolloso” qualcosa non mi torna. Tutto mi fa pensare all’azione omicida di due esaltati più che ad una strage pianificata da una organizzazione internazionale. Non riesco a trovare un nesso logico tra i fatti e gli “errori”. E poi la storia dei documenti è la cosa veramente più assurda. Quasi come se avessero voluto farsi riconoscere di proposito. Un modo come un altro per rendersi “martiri” senza far faticare troppo gli inquirenti.

In ogni caso i morti restano, il dolore anch’esso.


Charlie Hebdo : le film des événements di lemondefr

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