Diario S2 g16. Mattarella, il Gonzaga e la Dc

Diario S2 g16. Mattarella, il Gonzaga e la Dc

Con tutto quello che si sente in giro
Proviamo a far cantare gli animali veri
Vai col gruppo, prova microfono
Esatto
Adesso voi due
Siete caldi, avete spostato la macchina
Anch’io
One, two, three, quattro
Esatto, esatto, esatto, esatto
Facciamo tutti dei versi
Siamo una grande tribù
Non siamo tanti diversi
Dai prova a farlo anche tu
Bene, cominciamo col maiale, the pork
Mi raccomando
è la prima volta che canta un maiale.
State attenti alle parole, scandirle
Esatto (Francesco Salvi – Esatto)

Sergio MattarellaQuello che tra poche ore potrebbe diventare il nuovo Presidente della Repubblica Italiana lo conobbi un paio di decenni fa.

Eravamo verso la fine degli anni ’80, Falcone e Borsellino erano vivi, così come era ancora vivo Giulio Andreotti con la “sua” Democrazia Cristiana. I primi due ancora non sapevo chi fossero, il secondo invece lo conoscevo quasi quanto mio nonno.

Di Giovanni Falcone in realtà ne avevo sentito parlare a mia madre. Quasi ogni mattina infatti capitava che ci sfrecciasse accanto con la sua scorta e ci facevamo da parte. E tutte le volte, anche quando non lo chiedevo, lei ci teneva sempre a sottolineare che si trattava della scorta del giudice Falcone. Lo diceva con orgoglio, anche se non lo capivo ancora.

La scuola era il “Gonzaga”, che poi, “destino evidentemente”, si trovava e si trova ancora in via Piersanti Mattarella, fratello di Sergio, morto per mano mafiosa come Falcone e Borsellino.

Il “Gonzaga”, ora Cei, come già scritto in passato, non è stato un passaggio della mia vita esaltante. Anzi, molti degli insegnamenti ricevuti li tengo lontani come l’aglio prima di un colloquio.

Ma da quei gesuiti nasceva buona parte della classe dirigente palermitana e mio padre si volle illudere che anch’io un giorno potessi farne parte. Un errore di valutazione che gli perdonai presto comunque.

Al Gonzaga di quei tempi era un continuo “plasmare” coscienze e fedi. Ed oggi, più di allora, mi rendo conto che l’obiettivo in qualche modo lo sapevano raggiungere. Ho ricordi così vivi e “meravigliosi” di Giulio Andreotti che manco di “Gesù Cristo”. Avevano forse travisato qualcosa nel metodo di insegnamento però il meccanismo funzionava bene. Per loro.

In quel periodo mio padre aveva smaltito la delusione del partito socialista traslocando nella area Dc di Leoluca Orlando, poi divenuta “La Rete”. Era il primo passo verso il centrismo della mia famiglia. Nessuno prima di allora aveva mai osato votare Democrazia Cristiana e simili. Ed io ne ero felice. Ero felice che mio padre votasse Democrazia Cristiana! Me lo ricordo perfettamente.

Ma che ne potevo sapere nell’89 di politica? Chiedetelo ai miei insegnanti di allora.

L’anno prima, nell’88, mio padre aveva pure cambiato lavoro. Era passato a dirigere un istituto che si occupava anche di istruzione. Era proprio un periodo di grandi cambiamenti per noi e per lui.

Nel 1989, per la prima volta da quando aveva cambiato lavoro, mio padre ci invitò a partecipare ad un evento in istituto. Eravamo tutti elettrizzati. Io avevo pure il cappottino e le scarpe ad occhio di bue nuove.

Durante tutto l’evento restai estasiato a guardare un signore anziano che parlava al microfono. Diceva tante cose che non capivo, ma le diceva bene.

Al termine dell’incontro mi venne presentato:

“William, ti presento il Ministro dell’Istruzione Sergio Mattarella.”

“Ciao William, mi disse Sergio, tu ci vai a scuola?”.

“Sì, lui frequenta il Gonzaga!”. Mio padre era proprio fissato con sta cosa.

“Ah bravo bravo” mi toccò i capelli e continuò a parlare con i grandi.

Quel giorno restai talmente impressionato da quella figura che mi feci chiamare “Mattarella” per tutte le partite di calcio successive.

Ma ancora oggi un dubbio mi perseguita.Come faceva Mattarella ad essere così anziano già allora?

Non lo saprò mai.

P.s.

La canzone che ho scelto non è casuale. Infatti nel 1989 la maestra del Gonzaga, per l’annuale recita scolastica, mi fece vestire da maialino e la canzone che accompagnava la mia esibizione era questa. Fanculo.

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