Diario di un disoccupato. Stagione 2. Giorno 5. La sella del Benelli

James è la sua moto d’epoca fanno ormai coppia fissa. Un giorno quindi decise di restaurare la sella del Benelli…

Motocicletta
dieci HP
tutta cromata
e’ tua se dici si
mi costa una vita
per niente la darei
ma ho il cuore malato
e so che guarirei (Lucio Battisti – Il tempo di morire)

james-sella-benelliDa qualche giorno James, il figlio di Pallina De Kiss, lavora al restauro di un vecchio Benelli a pedali.

Ritrovato, dice, in una cantina ma con una sicura provenienza incerta, è diventato il passatempo quotidiano del mio “simpatico” vicino.

Il Benelli 50 è il sostituto del Piaggio Liberty senza targa, sparito allo stesso modo di com’ era arrivato, a cui James dedica buona parte del suo tempo libero: circa 23 ore su 24.  A qualsiasi ora del giorno e fino al calare della sera infatti, lo trovi chinato ad operare sul fianco del due ruote, intento ad operare indefinite manutenzioni ordinarie e non.

Il primo giorno che si presentò sotto al palazzo col nuovo mezzo ero lì. Appena sceso da casa con la solita flemma del mattino e con l’entusiasmo di uno a cui hanno appena scippato un dente, voltai l’angolo e lo vidi chinato a montare un pedale. Mi rallegrai come davanti ad un calzone appena sfornato e non resistetti dal prendermi una piccola rivincita ai suoi “we pacchiù“.

Io: “Uellààà… chi è, ti facisti ‘u Suzuki?(per il palermitano il “Suzuki” è simbolo di moto potente per ricchi)”

Lui: “Wella amico bello! Nooooooooo. Seeeeeeeeeeeeeeeee. Inchia.”

Io: “Bello. Runni ‘u truvasti?”

Lui: “NOOOO…. l’avieva uno ‘nta cantina e mu rietti. (nella famiglia De Kiss tutti i discorsi cominciano con un “NOOOO” urlato)

Io: “Ah, ‘u capivu… Cariu ru camio!”

Lui: “Se se (risata)…”

Andai via soddisfatto.

Passò qualche giorno prima che lo rividi, ci incrociammo in ascensore. Come sempre del resto. Non è possibile transitare per le aree comuni di questo condominio senza incocciare uno dei De Kiss. Poco prima intanto, avevo lasciato la mia auto al parcheggio notando che al Benelli era stata rimossa la sella. Ovviamente, vista l’occasione, non resistetti alla tentazione di informarmi:

Io: “James, ma ti futtiero a sella ru Suzuki?”

Lui: “NOOOO… m’acchianave, era anticchia macinata e l’è foderareeee.”

Io: “Meno male. M’avia scantatu!”

Lui: “NOOOOO.”

Arrivai al piano.

sella james benelli

Foto della sella foderata

Rasserenato dalle parole di James, continuai la mia vita come sempre, fino ad oggi, quando decisi di affacciarmi alla veranda e notai che al Benelli era tornata la sella. Dall’alto mostrava un certo strano luccichìo, ma non colsi nulla di strano.

Qualche ora dopo però scesi di casa e fu in quel momento che mi accorsi che i riflessi che vedevo da sopra avevano effettivamente qualcosa di anomalo.

James aveva risolto il problema del logorio, “ammugghiando” la pelle/non pelle originale con dello scotch trasparente!

Alla faccia del restauro!

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