Diario di un disoccupato. Stagione 2. Giorno 3. Panettone e Frizione

Diario di un disoccupato. Stagione 2. Giorno 3. Panettone e Frizione

I palermitani sotto le feste diventano qualcosa di veramente insopportabile. Ecco perché non si arresta il mio odio tutto panettone e frizione

E chilometri di carta ca spardamu (cartine)
e chilometri di cartuni ca spardamu (filtrini)
e chilometri di benzina ca spardamu (benzina)
e chilometri e chilometri sparamu!!!

(Tinturia – Jovanotto)

Il latte cattivo - panettone e frizioneOggi ho avuto la sventurata idea di andare a fare un giro in centro. Non so perché, probabilmente anzi pronbanbilmente, forse un sussulto da essere umano. Partecipare agli acquisti di Natale, comprarmi un regalo, fare qualche regalo, assaggiare una fetta di panettone o respirare l’odore delle castagne.

Dopo un po’, che so, 40 metri di traffico, tra odore di frizione e due tentativi di omicidio scampati, me lo sono ricordato perché odio il natale. “667mila facce di cazzo” concentrate tutte insieme appassionatamente sono una sensazione intestinale intollerabile.

I palermitani, “arraggiati” per natura, sotto le feste diventano qualcosa di veramente insopportabile. Scatenato tutto il loro odio verso il prossimo in attesa di quel 24 alle 24.00 che a detta loro, grazie ai regali comprati, li farà apparire tutti più buoni. Almeno per una notte.

Durante le ore che precedono il natale sono in grado di calpestare qualsiasi cosa si metta tra loro e l’eventualità di comprare l’ultimo posacenere di “capodimonte” da regalare alla suocera.

Ho visto supermercati essere presi d’assalto manco se ad essere in offerta ci fossero state le ultime brioche di Maria Antonietta.

La gente “si scippa i regali di bocca”. Risse, promesse di rivedersi all’uscita e tante “boffe” scampate grazie agli occhiali.  Attenzione, a Palermo è importante indossare gli occhiali in caso di possibilità di rissa, fungono da salvacondotto.

Alle difficoltà si aggiungono difficoltà: gli impiegati di Natale. Commessi improvvisati che non sanno nulla di nulla sui prodotti esposti. Devono sempre chiedere “al collega”. Potresti passare le festività attendendo il parere “del collega” quello “sperto”. Gli acquisti praticamente li fai per sfinimento o per “me l’ha consigliato un amico”*.  Io sotto natale non vorrei mai essere “il collega sperto” e neanche l’amico.

Il collega “sperto”, che per il resto del mondo è il caporeparto, vive un periodo tremendo, forse anche lui odia il natale quanto me. Durante le sue 23 ore di lavoro lo chiamano, lo tirano, lo sovraccaricano di richieste e lo annunciano milioni di volte alle casse. Per 20 giorni deve far fronte a migliaia di donne in crisi di nervi e uomini in preda al panico (n.d.r. per via delle donne). Al “collega sperto” non gli lasciano mai terminare un lavoro e per di più deve accollarsi pure “il collega di Natale”. Ad ogni gennaio ho visto centri commerciali promuovere il 3×2 sui caporeparto (“colleghi sperti”).

In ogni caso, una volta agguantata la preda, “devi” pure pagare. La regola base è: investire col carrello chi ti sta precedendo sul traguardo della cassa. Se fosse un video game sarebbe pure divertente: fotti la vecchia.

Le regole tattiche sono molto semplici: oltre al già citato “supera in corsa” è importante schiacciare i piedi a quelli che ti si affiancano in fila; spingere col tuo carrello quelli che ti precedono; fare piangere il tuo bambino; fare piangere il suo bambino; mandare tuo figlio a rovistare tra i gadget inutili alla cassa; improvvisare una pantomima sul fatto che le casse aperte sono “troppo poche”; verificare di avere un alito pesante; indossare il cappotto “da fritto”; lasciare tuo marito a fare la fila mentre ultimi gli acquisti. Infine, ricordarsi che una buona scollatura ti permetterà di saltare qualche posizione.

I palermitani poi hanno questa strana abitudine di seguire la massa. Se Darwin avesse fatto degli studi su di noi, avrebbe sicuramente stabilito che siamo l’evoluzione della pecora. Pertanto, non augurarti mai che durante l’attesa del pagamento aprano la cassa accanto, potresti finire i tuoi giorni seppellito dall’idiozia di decine di persone che si spostano “rapidamente” da una cassa all’altra travolgendo tutto quello che sta nel mezzo.

Ad essere sinceri però non tutto è un male. Se sei 123° in fila sappi che questa è la tua occasione buona per pagare. Davanti a te decine e decine di posizioni si libereranno magicamente. Ho sentito racconti su persone che hanno passato il natale saltellando da una cassa all’altra senza mai riuscire a concludere l’acquisto!

E a me? E’ andata bene! Servendomi di ottimi riflessi sono riuscito a pagare dopo una piccola attesa. Ho sorpassato la vecchia che mi precedeva accorgendomi per tempo, cioè prima dell’annuncio vocale, dell’ apertura di una nuova cassa.

In fin dei conti sono palermitano pure io. Solo che odio il natale.

Note

* A Palermo c’è sempre un amico che sa sempre cosa è meglio e cosa è peggio. Quale acquisto fare e quale acquisto non fare. E lo sa sempre dopo che lo hai fatto.

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