Diario di un disoccupato. Giorno 42, la 9a finale mondiale (1a parte)

Diario di un disoccupato. Giorno 42, la 9a finale mondiale (1a parte)

Notti magiche, inseguendo un gol,
sotto il cielo di un’estate italiana,
e negli occhi tuoi voglia di vincere,
un’estate, un’avventura in più… ( Gianna Nannini ed Edoardo Bennato – Un’estate italiana)

Tardelli, William GaltQuella del 13 luglio sarà la mia nona finale mondiale, la seconda tra Germania ed Argentina che vedrò comodamente da un divano.

Nel 1982 avevo appena due anni, ricordò però i racconti mitologici dei miei genitori su quella meravigliosa Italia che divenne per la terza volta campione del mondo. Era la nazionale di Bearzot, Rossi e Tardelli, ma anche del mitico Bruno Conti. Palermo usciva da un paio di terremoti ed era nel pieno degli anni di piombo. Noi stavamo a bonagia, dove la prima sera che i miei presero possesso della casa, uccisero a coltellate un tizio a pochi metri dal nostro portone.

Maradona 86, William GaltDel 1986 non ho praticamente alcun ricordo, quella nazionale fu talmente deludente che nessun racconto ebbe il merito d’essere tramandato. Mi viene in mente soltanto Nanu Galderisi, un modellino Bburago che possedevo, una Fiat Ritmo bianca avente il logo di Mexico 86 e la nascita di mio cugino. In finale ancora gli argentini, questa volta però vincenti. Era l’anno della famosa ‘mano de dios‘ di Maradona.Ritmo, William Galt

Il 1990 fu meraviglioso, nacque la seconda delle mie sorelle e conobbi Totò Schillaci e Roberto Baggio. Il mondiale dei mondiali per un italiano, giocato in Italia. A Palermo arrivarono Olanda, Egitto, Eire ed Inghilterra. L’Olanda era il regalo più gradito che la Fifa potesse farmi. Stravedevo per Gullit e c’erano anche gli altri due rossoneri, Van Basten e Rijkaard.
Riuscii anche a vedere dal vivo Olanda-Eire ed Egitto-Eire, ma il regalo più bello me lo fece il tabaccaio di via Montepellegrino, che mi donò una foto di Gullit che ancora conservo.

Totò, William GaltL’Italia quel titolo lo doveva vincere, era veramente la nazionale più forte. Noi palermitani ci consolammo con Totò Schillaci, palermitano, unico nella storia a vincere la classifica marcatori. La nazionale di Vicini arrivò terza, mentre i tedeschi si aggiudicarono il torneo battendo l’Argentina di Maradona. Corsi e ricorsi. Ancora oggi da mia madre ho la bandiera di quell’italia ’90 con la foto di Totò Schillaci.

Di quell’evento ci rimasero tante cose, sicuramente da ricordare il rifacimento dello stadio Renzo Barbera, la rimozione delle catapecchie di via Croce Rossa, gli occhi spiritati di Totò Schillaci ed infine la mascotte del mondiale col nome più ridicolo della storia: “Ciao“.

robertobaggiousa94Il mondiale del 1994 me lo ricordo molto bene, ancora una volta c’era Roberto Baggio, ma il mio mito era Roberto Donadoni, la più grande ala desta che io ricordi. Fu un torneo orribile, l’Italia giocava malissimo e non tirava mai in porta. Roberto ci trascinò incredibilmente in finale e ricordo che piansi tantissimo dopo quel gol insperato e stupendo contro la Nigeria. Arrigo Sacchi fu l’allenatore e mi ricordo la sua orribile divisa dai pantaloni fosforescenti verdi. Ho ancora in testa la voce del grandissimo Bruno Pizzul, il più grande commentatore italiano di calcio mentre gridava ROOOOBERTO BAAAGGIOOOO.
In finale la spuntò il Brasile dopo una partita noiosissima e conclusasi ai rigori con gli errori proprio di Baggio, MassaroFranco Baresi.

zinedine zidaneIl ’98 fu tutto all’insegna della Francia, io vidi la maggior parte delle partite al billino di White. Uscimmo ai quarti, ancora una volta ai rigori e proprio coi Blues di Zidane. I Francesi era erano nettamente superiori, mentre noi avevamo Del Piero!?! usato come ricambio di lusso e Bobo Vieri come centravanti. Cesare Maldini mi fece soffrire dannatamente, eravamo spacciati in partenza. In finale i Francesi dominarono e portarono a casa la coppa.

Il 2002 fu l’anno del mondiale nippo-coreano, praticamente una tragedia. Io lavoravo a Catania e le partite erano ad orari assurdi. Gli azzurri di Trapattoni fecero un mondiale tremendo, giocando malissimo. Nonostante i litri d’acqua benedetta che il mister sversava sul campo, la nostra nazionale soffriva con chiunque. Questo mondiale però lo ricordano tutti come il mondiale di Byron Moreno, l’arbitro che ci eliminò contro la padrona di casa dalla maglia rossa, la Corea del sud.

Moreno, WIlliam GaltIl torneo alla fine lo vinsero i brasiliani di Ronaldo, ma noi avemmo la scusa di Moreno per raccontare ai posteri il nostro fallimento.

Continua…

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