Diario di un disoccupato. Giorno 40. La rivoluzione è

Diario di un disoccupato. Giorno 40. La rivoluzione è

Si parla tanto di cambiamento, di rottamazione, di sostituzione. Ma che cazzo è la rivoluzione che tutti paventano e nessuno compie?

La balalajka, la balalajka
dentro alle case mutilate dalla faida.
Ancora suona la balalajka,
lungo i giardini tra le croci e le moschee.
Il fiume va più nero della sera,
oltre la torre e l’universita.
C’è sopra il ponte una bandiera
che sta sventolando ancora.

Qui c’è ancora la città,
qui c’è la gente dentro ai bar.
Il cielo è sopra la città
e ci nasconde, ci confonde e cambia.
Qui c’è tutta la città:
la mia. (

Andrea Mirò – Primavera a Sarajevo)

rivoluzioneLa vera rivoluzione consiste nel saper lottare per qualcosa pure quando non v’entra nulla in tasca.

E’ non far cadere scheletri dal proprio armadio.

E’ saper tacere al momento opportuno.

E’ qualcosa che non ci piace, perché ogni rivoluzione lascia per terra tanti feriti.

La vera rivoluzione è, a futura memoria di; stronzi, opportunisti, manciafranchi e porta n’cuoddu, una realtà che non capiremo mai.

Dedicato ai miei amici che vogliono affrontare una rivoluzione senza rivoluzionare se stessi. Agli stronzi che auspicano il cambiamento delegando qualsiasi azione, qualsiasi passo, qualsiasi momento.

La revolution è tutto quello che pensate di fare e non fate, come cominciare la dieta di lunedì.

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