Diario S1 G9. Mio Padre

Diario S1 G9. Mio Padre

Compagni, avanti! Il gran partito
noi siam dei lavorator.
Rosso un fior c’è in petto fiorito,
una fede c’è nata in cor.
Noi non siam più nell’officina,
entro terra, pei campi, in mar,
la plebe sempre all’opra china
senza ideale in cui sperar.
Su, lottiam! L’ideale
nostro alfine sarà (2 volte)
l’Internazionale
futura umanità. (Dugenter e Potier – Internazionale)

Psi, Socialisti, William GaltMio Padre è il perfetto “parrino mancato”1. Scartato per evidente mancanza di vocazione dal collegio dei monaci di Cefalù in provincia di Palermo, nei primi dieci anni di matrimonio si manifestò uomo ben 4 volte, diventando genitore per un totale di 2 maschi e 2 femmine.

Passò i primi anni della sua infanzia in un piccolo comune sulla madonie, dove apprese una buona cultura di sinistra, tramandata dal Padre, vero comunista convinto. Non ha mai perso però l’abitudine di ritenersi cattolico, di frequentare parrocchie, parroci e perpetue.

In gioventù aderiì a tutto ciò che di sinistra passava il convento; Fgci, Pci, Lotta Continua, Democrazia Proletaria fino ad arrivare alla definita consapevolezza d’essere diventato socialista.
Della sua fede craxiana riscontro ancora residuati congressuali, libri, tessere, volantini, anche se il ricordo più profondo che mi resta del periodo socialista è la fotografia di Bettino Craxi portata a casa come cimelio da un congresso romano e poi installata sul comò della camera da letto.

Restò in bella mostra sul mobile per un decennio, fissa, immobile, tra quella del matrimonio e la mia prima comunione, quando mi ritraevano biondo e con un dente solo, vestito di grigio principe di Galles, con una panza in stile “bambino Lucio” di “A me me piace a nutella”.

Penso di non avergli mai chiesto perché quella foto restò in quello spazio intimo per così tanto tempo. Un giorno lo farò, oppure magari me lo racconterà lui stesso dopo aver letto questo racconto.
miopadreSi separò poco dopo la mia nascita, dai suoi baffi alla Magnum P.I.. Scoprì che attiravano polvere che gli causava continue allergie. Fu il primo uomo “swiffer” della storia.

Da allora prese l’abitudine di radersi ogni mattina per 365 giorni all’anno. Non lo vidi mai più con un pelo sul volto. Neppure adesso, che dal quel momento sono passati oltre trent’anni e che il suo volto si è fatto rigido come il tempo sa fare.
Fin da bambino è sempre stato un Padre presente, pur non avendo mai fatto quelle cose padre-figlio che la tv ci inculcato con le sue pubblicità. Era ed è un uomo dolce, ricordo ancora le partite di calcio in corridoio quando io facevo Paolo Rossi e lui inspiegabilmente J.R. Ewing.

Non ho mai capito perché in questi giochi di famiglia a me spettasse il ruolo di un calciatore e lui un personaggio cattivo di Dallas. Forse un “cadeaux” per mia madre.

Ero già vittima della tv anni 80. Era evidente.

Non è mai stato un padre opprimente, anzi, sempre propenso alla predica ed accondiscendente fino allo sfinimento. E’ l’uomo del sì ad ogni costo, piuttosto che dirti no, si farebbe tagliare la lingua. Forse l’ultimo, vero, rimasuglio del suo periodo in collegio.

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