Diario S1 G4. Il chinotto e l’anonima analcolica

Diario S1 G4. Il chinotto e l’anonima analcolica

Il chinotto è una delle poche bevande per noi anonimi analcolici. Anche in questo giugno che è stato il più novembre degli ultimi 34 anni

Oggi è stata gran calura
nella mia gola c’era arsura
mi sembrava di impazzire
c’era un’afa da morire
nella notte l’ho sognato
nella gola l’ho gustato
ma costava un puttanaio quel chinotto dal lattaio (Skiantos – Kinotto)

chinotto disoccupato - chinotto

“Mi scusi, è occupata? Posso prenderla?”

“No. Non vede che sto aspettando una persona?”

“Mi perdoni”

Curnutu chi è… come lo dovevo sapere che stava aspettando una persona.

Oh, da quando è cominciata l’avventura del diario le giornate vanno a migliorare. Non c’è che dire. Persino il caldo sta tornando ad essere caldo. Questo giugno è stato il più novembre degli ultimi 34 anni.

Erano settimane che non mi fermavo a fare un aperitivo solitario. Che poi, ve lo dico sinceramente, mi diverte di più di quello in compagnia. So che questa agli occhi di un uomo tutto da bere è l’eresia “anticomitiva” per eccellenza, ma io sono così.

Ho solo un vizio, la cocacola! Sono un asociale da aperitivo, non bevo e non ci tengo a bere! Ma la cocacola, quanto mi piace la cocacola. Solo che ultimamente ho scoperto che non la reggo proprio benissimo.

Fino alla seconda lattina va piuttosto bene, ma la terza, la terza mi fa andare fuori di testa. Mi trasformo, lo zucchero trasforma il mio modo di leggere e vedere le cose, anche nel linguaggio appaio diverso da come sono. Smetto persino di pensare in dialetto.

La gente non può fare a meno di farmelo notare. Ma che ci posso fare se alla birra preferisco il chinotto e la cocacola?!? Ma “attipo” che mi trattano come “che fosse” un difetto, anzi che dico, una immoralità, una lettera scarlatta stampata sulla fronte. Insomma una cosa brutta.

Ho visto gente talmente indignata al solo pensiero di uscire con un astemio come me da cancellare appuntamenti e numero di telefono.

Praticamente la mancanza di “vocazione” all’alcol è diventata una forte discriminante. C’è in atto un vero e proprio apartheid verso gli astemi!!! Ed io ne sono vittima.

Per questo devo bere la cocacola, rischierei d’essere più solo di come sono. Anche se poi ammetto che non mi dispiace.

Ma qualcosa forse dovrei fare. Ogni tanto c’è bisogno di stare in compagnia. Rischierei di perdere l’uso della parola.

E’ da qualche giorno che penso di fondare una “anonima analcolica”. Una terapia di gruppo per i miei simili; impareremo a bere birra artigianale e vino con la mano destra e contemporaneamente maneggiare con sicurezza un sigaro con la sinistra. Insomma a sapersi integrare negli “happy hour” delle 18.

Già me le vedo le sedute: “Piacere sono William. Ho 34 anni ed io il mio problema con l’alcol non è ancora cominciato.”

E poi c’è un’altra cosa che non riesco a tollerare, anzi digerire: “Mi lassanu riunu!”.“Curnuti!”

Quelli che ordinano una birra ti guardano male se assaggi le loro patatine da aperitivo!

Le pago le patatine!!! Che cazzo! E questo vorrei comunicarlo anche ai gestori dei bar: anche noi “analcolisti” ci meritiamo le patatine quando siamo seduti ed ordiniamo da bere.
Specialmente quando siamo seduti da soli.

Soli, come quel tizio a cui volevo prendere la sedia. Che poi è stato tutto il tempo da solo, non è arrivato nessuno al suo tavolo. Ma che voleva da me? Che gran maleducato! Tutto il tempo a guardarmi male per una sedia!

Ahhhh. Talè cu c’era! Cracolici, l’onorevole. Ecco chi era quello che è passato quando mi sono alzato!

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