Diario di un disoccupato. Giorno 29. Passaggio a livello

Diario di un disoccupato. Giorno 29. Passaggio a livello

Una pizza da asporto, il “bagnetto” al pollo alla brace ed un passaggio a livello. Cosa hanno in comune? Il quartiere!

Sento la nostalgia d’un passato,
dove la mamma mia ho lasciato.
Non ti potrò scordar casetta mia,
in questa notte stellata
la mia serenata io canto per te. (Raul Casadei e Gigione – Romagna mia)

bagnetto passaggio-a-livelloChe sia chiaro, non amo uscire il sabato sera! Quindi, ieri, abbiamo cenato in casa con degli amici. Con me e l’onnipresente Vecchia dell’aceto, c’erano Marianna e Borabonno. Un classico.

Verso le 20, con Alex, siamo scesi in direzione della pizzeria/polleria “Borabonno“, che, badate bene, non è parente del nostro. L’esercizio, a gestione familiare, si trova nei pressi del passaggio a livello di Tommaso Natale. Non posso dire altro.

Arrivati sul posto troviamo all’interno: la titolare che si occupa del reparto polleria, il dream team di pizzaioli, un paio di fattorini scazzati e i soliti due ubriachi a contratto indeterminato.

Nell’attesa che arrivasse il nostro turno il passìo era incessante, quindi c’era la possibilità di ascoltare il resto delle vendite. Fu così che ad un tratto una conversazione attirò la nostra attenzione.

Un tizio con la puzza sotto al naso sta per ritirare i suoi polli e chiede: “Sigghiora, per favore, abbondante salmoriglio!”

Lei: “Seeee! Un si preoccupasse, ci faciemo un bagnetto!!”

Risata collettiva.

Ci accorgemmo dopo, che la battuta veniva ripetuta ogni volta che si presentava la stessa richiesta. Nel frattempo attendevamo ancora le nostre pizze. 20 minuti dopo toccava finalmente a noi.  Arrivò il momento di pagare ed uno dei pizzaioli, rivolgendosi alla cassiera, che poi è la stessa del bagnetto: Aa uu ra: ru’ izze i ua ttro euri e ci gnuanta e ru’ izze i ua ttro euri (simulazione audio sotto).“*

Lei a differenza nostra sembrò capire e batté lo scontrino (sì, qua lo fanno): “fanno 17 euro”.

Perplessi, non per il costo, paghiamo e ritiriamo le pizze. Salutiamo col il più classico degli nasali “arrivedè” ed usciamo.

Passaggio a livello, William GaltMa le serate vanno completate e dunque, mentre stavo entrando in auto, lo sportello appena aperto, e un tizio dall’aria poco lucida con lo sguardo basculante, mi comincia a fissare con tono minaccioso: “Minchia ou! Ave tri anni ca’ staiu cca’ e tutti i vuoti ca è passare stu’ buttana ri passaggio a livello è chiuso!!!”

La botta d’alcol mi fece perdere i sensi per qualche attimo. Avevo appena capito che il suo sguardo non era un anticipo di “timpulate” e dunque tirai un sospiro di sollievo. Certo quel sospiro si tirò dietro anche un’ultima zaffata d’alcol che mi ubriacò. A quel punto riuscii a fare un semplice cenno di assenso con la testa e Lui andò andò via felice. Noi fummo felici di mangiarci la pizza.

Riflessione a margine: Ok. Sto scrivendo un diario in cui racconto le cose che mi capitano. Ma voi, palermitani, perché ce l’avete con me? Siete peggio di quello del sale!!! Quando non vi cerco, arrivate spontaneamente.

Note per alfabetizzati

*Allora: due pizze da quattro euro e cinquanta e due pizze da quattro euro.

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