Diario di un disoccupato. Giorno 19. Riconoscere i cianè (maschi). 1a puntata

Diario di un disoccupato. Giorno 19. Riconoscere i cianè (maschi). 1a puntata

Raccontiamo qui la vita dei maschi cianè. Con questo post inizieremo un lungo viaggio per riconoscere il palermitano di borgata

If you want my future forget my past,
If you wanna get with me better make it fast,
Now don’t go wasting my precious time,
Get your act together we could be just fine. (Spice Girls – Wannabe)

Questo racconto comincia e si struttura nel corso degli anni. E’ il classico racconto che vive di vita propria, si alimenta di volta in volta e cresce. Tutto cominciò quando andai per una vacanza a Modena, d’un tratto, vidi in lontananza 2 tizi dall’aspetto assai familiare.

Avendo avuto il sospetto che fossero miei conterranei, mi avvicinai in religioso silenzio provando a rubare la conversazione in corso. La prima cosa che il mio orecchio captò fu: “CHI EEEEE? MA CHI STA RICIENNU! MA CHI A MINCHIA!”.

Non ebbi più dubbi, erano loro; due palermitani in trasferta. Il cliché dei personaggi di Ficarra e Picone in “Nati stanchi“.

Quell’esperienza mi lasciò una consapevolezza; i miei concittadini si potevano riconoscere su basi certe. Praticamente avevo appena scoperto lo strumento di misurazione della palermitaneità.

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Quindi caro diario eccoti “Cianèl”: lo standard di riconoscimento “scientifico” atto ad individuare i palermitani di tipo “cianè”. Lo strumento si basa sulla composizione dei vari elementi, un po’ come accade per “indovina chi?”.  Associati per pettinatura, abbigliamento, corporatura e look, ecco spuntare i profili di un tipico esemplare di palermitano. Possiamo ricavare tutto dalla postura e dall’immagine che danno di sè: professione, quartiere di provenienza, squadra di calcio, musica e piatti preferiti.

Per capire meglio, in questo post analizzeremo due soggetti tipo di sesso maschile: gli uomini “pera” e gli uomini “cinghiale”.

Tutto questo, che capisco appaia assolutamente inutile, vi gioverà quando incapperete nella situazione di voler evitare momenti di convivialità campanilistica.

Un’ultima raccomandazione; è chiaro che anche tra i normali, non cianè, possiamo riconoscere uomini pera e uomini cinghiale, per il post però mi occorreva parlare di loro.

Buona lettura.

Questi elementi che descriverò sono comuni per la quasi totalità degli uomini compresi nella “cianèl”.

bustocortoCorporatura: Generalmente tra 158 ed i 174 cm, resta comunque una delle variabili più difficili da standardizzare. Infatti, con l’ingresso dei cibi geneticamente modificati, le altezze hanno cominciato ad assumere misure sempre più disumane. Pur non discostandosi di molto dai primi ominidi apparsi sulla terra.

Dai 15 ai 35 anni è un essere secco, quasi scheletrico. Le spalle strettissime a forma di gruccia, risaltano il collo, una semplificazione evolutiva che consente ad altri esseri di “posargli” le “timpulate da cozzo” (schiaffi nel collo). Il busto, molto corto, presenta un abbozzo di muscolatura da cantiere, mentre le gambe, incollate direttamente al tronco toracico, eliminano ogni incidenza dei fianchi e del bacino.

Passati i 35 anni, probabilmente a causa di un precoce matrimonio, il “cianè” si trasforma come una baco in una farfalla. La trasformazione può essere sintetizzata in: da scheletro ad impiegato pubblico. Se non avete presente gli impiegati dello stato, attenzione differenti dagli ospiti dello stato, recatevi presso uno degli sportelli postali.

Fatto?!? Ok. Adesso sapete di cosa parlo.

IMG_4549Quindi ricapitolando; ad un certo punto questi si trasformano, ma non v’è certezza del motivo. E’ una forma d’ evoluzione insensata. i cui effetti invece, appaiono evidenti da subito.

Durante il processo di modifica passa da gracile a robusto in pochissimi giorni. Il collo rientra perdendo la funzione da boffa mentre le braccia vengono assorbite dal busto, già tozzissimo. Dal busto si estendono infatti queste due protuberanze, un breve tratto che le porta fino alle dita. Tutto questo senza avere più un polso riconoscibile. A quel punto arriva la mano, tubolare, dove tutto è arrotondato, per approssimazione, a tre dita di spessore.

Poco più giù appare finalmente il bacino, con la funzione “vita larga”, che da vita ad altre due protuberanze tubolari a cui sono attaccati i piedi. La vita larga porta con se anche la panza che, nel processo di esplosione, si è accasciata su se stessa. Ecco perché quando usano la cintura da protezione, a mo’ di coperta, alle parti intime. Teorici sostengono che il problema della pancia sia causato dalle eccessive dosi di birra Forst consumate durante lo sviluppo.

Il resto lo vedremo successivamente…

Continua … puntata 2…puntata 3… puntata 4

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