Diario S1 G11. Il Uilliam Uallace delle Madonie

Paese mio che stai sulla collina
Disteso come un vecchio addormentato
La noia l’abbandono il niente
Son la tua malattia
Paese mio ti lascio io vado via (Josè Feliciano – Che sarà)

Uilliam Uallace

Ogni territorio che si rispetti ha il suo William Wallace, l’eroe scozzese che lotto gli inglesi fino alla morte. Il nostro però, anziché mostrare chiappe, ai suoi nemici mostra carte bollate. Il motivatore demotivato. L’uomo capace di attrarre su di sé le attenzioni di chiunque.

Bello e pure possibile. Simpatico e fuori di testa. In esclusiva, per il mio diario, vi presento il “Uilliam Uallace” delle Madonie. Il nome chiaramente è un voluto richiamo al suo scozzese “predecessore”.

Lui è l’uomo che fissava le ingiustizie. Avvocato (quasi), 32 anni, disoccupato, un obiettivo nella vita, risolvere i problemi del mondo, senza neppure passare da Miss Italia. “Uilliam” è una persona corretta, ma di quelle che non se ne vedono più, di quelle che non mi viene neppure un esempio per raccontarlo. Non siamo più abituati a vedere esempi positivi.

Un visionario, politicamente non classificabile, anzi di più, se fosse un partito, sarebbe confluito addirittura nella lista Tsipras (nota ironica per i radical chic). Permaloso come un pelato a cui viene fatto notare della sua calvizie.

Ci conosciamo da quando eravamo bambini, passavo tutte le mie estati in un paesino sperduto tra le Madonie. Tra quelle montagne c’è nato e cresciuto. Insieme abbiamo sognato il cambiamento, insieme abbiamo sognato che potesse arrivare anche li.

Abbiamo visto partire tutti i nostri amici di infanzia, abbiamo visto diventare un deserto le estati che un tempo si riempivano di allegria e di nuove persone.

Oggi, vent’anni dopo, cosa è rimasto di quei sogni?

E’ arrivata l’Adsl, ma soltanto di un operatore, gli anziani giocano a carte nei bar, ma soltanto dove non gli tolgono le sedie, e poi? Null’altro. Nessuno si è interessato di quel piccolo paese che da quarant’anni vive di isolamento geografico e politico.

Il nostro Uallace però non si è mai arreso, Lui, è il sentimento patriottico fatto persona. Ha la voglia di crederci ancora. Ammiro il suo senso di rivalsa a ritmo dei Rolling Stones senza dimenticare i “Cugini di Campagna”. E’ Rock, ma con la voce in falsetto. So che mi odierà per questa affermazione, ma sa che gli voglio tanto bene (e poi qualcosa che fa ridere la devo scrivere).

Uilliam si è fatto carico di qualsiasi cosa potesse servire a dare una scossa al nostro paesello, che d’ora in poi chiameremo “Grassottello”. Si è messo a raccogliere firme, fermare la gente sulle strade provinciali, bussare a tutte le porte. E’ diventato più insistente di un testimone di Geova che le domeniche mattina suona al tuo campanello mentre ti fai la doccia.

“Il mondo sta finendo. Firma la petizione”

Ci sta provando con tutte le forze, con tutta la democrazia, anche quella che gli manca. Lui è uno incazzato, come Gioele Dix nel traffico, incazzato e deluso dal sistema, però non si arrende. Motiva gli altri mettendoci una energia impressionante, poco dopo però li manda a fanculo. Nel suo piccolo è un rivoluzionario e come ogni rivoluzionario riuscirà nell’impresa di cambiare il suo mondo, anzi il nostro mondo.

A Uilliam verrà concesso l’onore della memoria. Ne sono sicuro.

Un giorno i miei figli racconteranno ai propri figli dell’amico di Papà che fece diventare “Grassottello” il borgo più bello del mondo.

P.s.
Uilliam dopo anni di indecisione si è candidato a Sindaco di Grassottello ed ha vinto le elezioni.

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